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Dopo la prima settimana a ritmo ridotto, con il week end del 13/14 si sarebbe dovuti entrare nel vivo del corso. Si sarebbe... perché il maltempo ci ha messo del suo per rovinarci la festa. Sabato 13, campetto, ritrovo alle 15. Ci sono: Andrea, Massimo e Dario. Malgrado le previsioni disastrose non piove, ancora (!), così saliamo in campetto. Una volta su il vento sembra buono, un po' sostenuto ma buono, anzi perfetto! Faccio aprire Dario e Andrea mentre io spiego le prime nozioni a Massimo. Purtroppo riusciamo a fare molto poco, perché dopo poco più di mezz'ora il vento diventa troppo forte e dobbiamo mettere via. Andrea, nell'ultimo tentativo, prova a fare kite surf e cerca di farsi trainare verso la cima del campetto. Lo blocco in maniera decisa, ossia lo acchiappo al volo, prima che se ne vada strascicando in giro per il prato... Pieghiamo molto velocemente perché oltre al vento sta caricando un bel temporale. Tornando giù comincia infatti la pioggia. Domenica le previsioni meteo sono anche peggio, invece al mattino il tempo sembra tenere, così accorcio al minimo indispensabile la lezione di teoria e alle 11.30 siamo già in strada per il decollo, mentre l'appuntamento originario era per le 13.30. Stavolta con noi ci sono anche i nuovi entrati Davide e Antonio, oltre ad Angelo che ha già fatto un campetto. Manca Massimo che non ha potuto venire a teoria perché ha fatto la notte al lavoro e si sta riposando. Conto di avvisarlo per le 13.30 ma, come vedremo, sarà inutile... Verso le 12 siamo in decollo e, prima "amara" scoperta, ci sono i delta! Chi ci legge da un po' sa la nostra teoria sui delta in campetto: l'alluminio fa mettere storto il vento! E infatti c'è un bel nord teso. Quasi non oso sperare in una replica della lezione ai liceali, comunque andiamo sul versante nord a provare. Il vento è sostenuto e richiede un po' di pazienza per fare le prove tranquilli. Spiego anche ad Antonio e Davide i primi rudimenti di tecnica, mentre Andrea, Angelo e Dario si preparano. Riescono a fare 2-3 tentativi a testa, anche con buoni risultati, in particolare Angelo. Poi il vento inizia a girare da sud, ossia giusto per il campetto abituale. Mi guardo in giro: i delta stanno ripiegando! ah... mi pareva strano! Purtroppo è solo una finta. Ci trasferiamo infatti sul pendio sud appena in tempo per beccare il vento che si gira, stavolta da nord-ovest! Tra una pausa e l'altra i ragazzi riescono anche a fare qualche corsa, ma senza un vento costante è tutto molto più difficile. Come ultima carta giochiamo il pendio laterale, rivolto proprio a ovest. Sembra decente. Tutti fanno qualche tentativo di buona fattura. Andrea, che non vedeva l'ora di fare un salto un po' lungo (chiamarlo "volo" è assolutamente eccessivo!) nel bel mezzo del suo miglior tentativo non trova di meglio che alzare le gambe e sedersi nell'imbrago. Anche Dario e Angelo ci avevano provato, grattando miserevolmente per terra col fondo schiena. Lui no, lui fa di più! Appena tirati su i piedi forse becca un cespo di erba, non si capisce bene, ma il rimbalzo lo catapulta in alto, dove si avvita in un perfetto doppio carpiato, prima di toccare nuovamente terra, 2 decimi di secondo dopo, in un tripudio di cordini e fili d'erba. Ho ancora davanti la scena. Anche qua il vento comincia a fare le bizze. ormai sono rassegnato: il campetto per oggi finisce qui! Con Andrea e Antonio (gli altri ci hanno già rinunciato e stanno piegando), provo un ultimo tentativo un po' di lato. Il vento sembra ok, parte Andrea. Gonfiaggio ok. Poi la vela vira leggermente a destra. La leggera virata, non contrastata, si accentua e ora il nostro punta deciso un muretto a secco. Lungi da lui l'idea di fermarsi, sempre più intenzionato a decollare, continua la corsa, seppur debole. A 10 cm dal muretto si ferma di botto, senza però frenare la vela, che continua la corsa e lo trascina così oltre le pietre in un bel cespuglio di ortiche! Nulla di grave, a parte l'orgoglio seriamente danneggiato e un gran prurito dappertutto. Tocca ad Antonio. Ha visto e preso nota perché, quando dopo il gonfiaggio la vela tende ad andargli a destra, la contrasta col comando e la mette nella giusta direzione iniziando poi la corsa di decollo. Peccato solo che lui non sapesse che quel pezzo di campetto non è abbastanza pendente per permettere il decollo. 150 m di corsa dopo se n'è accorto da solo e si è fermato, stremato! E' finito così, con discreti progressi dopotutto, il primo week end di lavoro. Il secondo fine settimana invece è andato molto meglio. Entrambe le giornate sono state piuttosto nuvolose e chi ha volato non si è divertito più di tanto causa la base bassa e la giornata cupa che minacciava una pioggia che poi non è mai arrivata. Per i ragazzi invece le condizioni erano ottimali con vento dritto, della giusta intensità e sole coperto a evitare scottature e sudate eccessive. Sabato, all'appuntamento delle 15, c'erano: Andrea (con prole), Dario, Massimo, Antonio e Elisabetta. A loro si è aggregato anche Loris (pure lui con prole) che, prima di volare, ha deciso opportunamente per un campetto di ripasso vista la lunga pausa. Appena "liberati" nel campetto si sono diretti ai quattro angoli del prato. Visto che la settimana avanti avevamo girato tutta la conca, ognuno ha pensato bene di andare verso il pezzo di prato che gli piaceva di più... Li ho radunati a fatica, tipo cane da pastore. Mi è scappato, sul momento, Andrea che ha scelto un pezzo di pendio mai utilizzato prima da nessun allievo (lo dico sempre che hanno fantasia...). Gli altri invece si sono preparati con calma nel solito posto, mentre i bambini (Marco e Agnese) facevano subito amicizia e si esercitavano nel lancio di un aeroplano ad elastico... forse ne leggerete fra qualche anno! Loris all'inizio ha faticato un po', segno che la scelta di venire in campetto è stata saggia. Dopo un paio di tentativi comunque, tolta la poca ruggine, è riemerso il vero Loris e si sono visti dei bei voletti. Dario l'ha presa subito di punta. Non facevo a tempo a girarmi, dopo che era arrivato in fondo, che me lo ritrovavo già su, bello e pronto per un nuovo tentativo. Una certa qualità di base già c'era, la quantità ha fatto il resto e a fine giornata era decisamente messo bene. Rimaneva un dubbio: aveva la vela più facile. Andrea si è autodefinito un diesel e infatti ha stentato non poco a ingranare. All'inizio non riusciva nemmeno a tirare su la vela. Un po' perché non aveva capito bene, un po' perché anziché ascoltare cercava vie personali... Poi però, piano piano, con pazienza e qualche suggerimento (il campetto serve a questo no?) è venuto fuori alla distanza e ha ingaggiato una sorta di sfida con Dario su chi faceva su è giù più velocemente... Massimo l'ha presa con più calma e ha combattuto una personalissima battaglia con bretelle e comandi, passando almeno metà del tempo e ricordarsi come si agganciano e soprattutto come impugnarle. Del resto era al suo primo vero campetto e bisogna dire che se l'è cavata subito bene con i gonfiaggi. Si è visto subito invece che Antonio aspettava da anni una giornata del genere, e dico sul serio. Controlli puntuali e una tecnica di gonfiaggio impostata subito bene stanno a dimostrare che ha letto tutto quello che c'era da leggere e gli mancava solo la pratica... Elisabetta... che dire... era al primo campetto! Ha iniziato con un po' di apprensione, quasi incredula che quel pezzettino di straccio la potesse un giorno non lontano portare a spasso per il cielo. Ha fatto quindi i primi gonfiaggi con una sorta di timore reverenziale verso quello strano oggetto. La vela era facile ma richiedeva un po' più di grinta. Qualche buon tentativo, verso la fine, le è riuscito, poi però ci si è messa anche una fastidiosa allergia. Dopo un paio di coraggiosi tentativi, tra una lacrima e una soffiatina al naso, ha deciso che era sufficiente. Decisamente positivo quindi il bilancio, sempre tra qualche tuffo e qualche ruzzolone. Domenica mattina, alle 9, Andrea ha fatto il suo primo volo in biposto. Tutto bene, tra un ottimo decollo e un perfetto atterraggio non ci siamo dati un attimo di tregua chiedendo e spiegando tutto quello che si poteva. Dopo la teoria e un buon panino di nuovo in campetto. Stavolta c'erano tutti tranne uno: Massimo, Dario, Angelo, Elisabetta, Andrea, Antonio e Davide. Stavolta "l'aggregato" era Mauro che era fermo addirittura da un anno. Malgrado la lunga pausa se l'è cavata subito bene e, malgrado il vento non costante come il giorno prima, alla fine del campetto è riuscito addirittura a fare un paio di bei gonfiaggi rovesci. Non male davvero. Dario, visti i risultati del giorno prima, si è beccato la vela più ostica da gonfiare. Questo gli ha dato stimolo e andava avanti indietro ancora più in fretta del giorno prima. E il bello è che ha gonfiato bene praticamente da subito... Cosa non può fare una giornata col vento giusto... Andrea stavolta ha avuto meno bisogno di riscaldamento e, sia pur con qualche sbavatura, se l'è cavata bene. Massimo ha dimostrato di avere imparato molto il giorno prima, riuscendo a inanellare una lunga serie di tentativi positivi, inframezzati da qualche trovata estemporanea e da qualche "atterraggio" lungo disteso di pancia. Ha il vizio di guardare un po' troppo la vela e si dimentica di stare attento a dove mette i piedi. Anche Antonio ha fatto una strisciata di pancia e siccome non gli è sembrato opportuno frenare l'ha fatta bella lunga, una decina di metri almeno. E' venuto su che pareva un vaso di fiori. Davide, complice la sua giovane età, ha assimilato subito i concetti di base e con pochi tentativi già aveva raggiunto chi ha più campetti di lui. Abbiamo solo dovuto correggere una certa tendenza, ancora un po' presente, a frenare a scatti per sollevarsi. Elisabetta era probabilmente provata dal giorno prima e aveva ancora problemi di allergia, percui si è limitata a pochi tentativi. Angelo sembrava in giornata no. Dopo diverse prove andate a vuoto ho provato anche a cambiargli vela, senza risultati apparenti all'inizio. Invece, con pazienza, abbiamo limato qua e corretto là finché non gli sono riusciti un paio di gonfiaggi. A quel punto il ghiaccio era rotto perché, capito il trucco tutto diventa più facile. Peccato che ormai era un po' tardi e non ha potuto perfezionare ulteriormente la sua tecnica, ma c'è tempo e siamo sulla strada giusta. Che dire... se i week end di campetto fossero tutti così settimana prossima avremmo finito! L'ultimo fine settimana di luglio è stato meteorologicamente splendido! Peccato che c'era vento... Il sabato, per impegni, avevo anticipato alle 13 il campetto ma c'era solo Massimo, così la lezione è saltata. Domenica invece mancava solo Andrea, sembrava che potessimo fare sfracelli o, perlomeno, rispettare i programmi e far volare i primi la sera stessa. Invece in campetto il vento era talmente bizzarro che non ha consentito neppure di fare gonfiaggi in piano. Siamo quindi scesi prima, tentando anche la carta di gonfiaggi alla francese da qualche altra parte ma, o non c'era posto o non c'era vento... Una vera disfatta! Birra al Tilly's, un ultimo sguardo su verso le 17 per vedere se per caso fosse fattibile qualcosa ma le condizioni erano decisamente forti per un primo volo e soprattutto il vento non dava segni di cedimento così ho mandato tutti a casa, non prima di avvertirli: se ve ne andate cala, ma se rimanete sarà forte fino a notte... Per non buttare del tutto la giornata, visto che comunque le condizioni erano buone per volare, ho "proposto il biposto" a Massimo e Davide, che hanno accettato di corsa. Primo a volare Massimo, dal decollo sud. Vento quasi nullo da sud est. Ci prepariamo e gli spiego tutto per filo e per segno: cammini, ti pieghi, corri... chiaro? SI'!! Al momento del decollo, l'invenzione... io in biposto parto sempre alla francese e forse questo lo ha messo un po' in confusione... fatto sta che, quando gli ho detto "via" ha fatto sì due passi decisi... IN SALITA PERO'!!!!!! Incredibile, io ripeto sempre che gli allievi hanno una gran fantasia ma ogni volta riescono a stupirmi! In qualche modo l'ho comunque trascinato in volo e siamo pure riusciti a fare una mezz'oretta di termica, arrivando fin quasi alle antenne per poi tornare indietro, fare il programma didattico e avanzare ancora tempo. Inutile dire che è sceso contento... E' toccato poi a Davide. In aria c'era gente alta un po' dappertutto e ci siamo lasciati un po' andare a progetti faraonici, del tipo "Scendiamo tra 2 ore", oppure "Ci facciamo una trentina di chilometri". Visto il vento da est, abbiamo cambiato decollo ma, una volta su, ci siamo accorti che alle antenne, di est, ce n'era proprio pochino... Ho cominciato avere dei dubbi sulle nostre possibilità di volo record... Appena decollati, la prima conferma: si scende! Attraversiamo la valle più per avvicinarci all'atterraggio che al costone di fronte... 8 minuti scarsi più tardi stavamo ripiegando... Un volo didattico è didattico sempre, ma quello di prima è stato meglio... Alla prossima, quando vi presenterò anche le new entry del corso: Orfeo (che per la verità c'era già oggi), Luca e Monica. |
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