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Il corso è ormai terminato ma, approfittando della pausa prima che inizi il prossimo, con i ragazzi abbiamo pensato di fare qualche uscita assieme in modo che il distacco sia più graduale. Il primo appuntamento era per il 5 gennaio, ma qualcuno di quelli più avanti non ha resistito (giustamente) e già nei giorni precedenti si sono registrati i primi voli in termica. Sabato era in programma una planata dal panettone ma un deciso vento da ovest ci ha costretto ad un più prosaico decollo dalle casette. Nonostante questo siamo saliti lo stesso fino in cima, per vedere il posto e lo stupendo panorama regalatoci dalla giornata limpida. Il volo non ha prodotto eventi particolari, essendo le termiche del tutto assenti e i piloti ormai esperti... di queste condizioni! Gli atterraggi invece... solo qualche lungo da riportare, in particolare Stefano che ha consumato quasi due campi per atterrare. Andrea invece di campo ne ha consumato uno solo, ma in senso letterale visto che è atterrato col sedere e ha scavato un nuovo fossato... Per la cronaca hanno volato: Aldo, Andrea, Bruno, Emiliano, Endrio, Giovanni, Loris (che per la prima volta è riuscito a fare due voli in un giorno solo), Marco, Mariano (che aveva bisogno di relax dopo una settimana in banca a correr dietro ai centesimi), Massimo, Michele, Pierpaolo, Sergio, Stefano, Vittorio e Alessandra, la pulcina del gruppo! Più tardi è salito anche Franco per vedere di fare un giro ma ha ancora la caviglia un po' dolorante. Dopo il volo, causa un drastico calo della temperatura, ci siamo rifugiati al Tilly's... dove è arrivata la Befana! Alessandra infatti, su incarico dei compagni, ha distribuito i regali: a Cateno per l'assistenza in decollo, a Bruno per l'assistenza "on the road" e a me... non so perché! Prossimi appuntamenti domenica 13 a Borso per qualche giro in termica e domenica 20 per la prima trasferta in alta montagna che, meteo permettendo, ci porterà a Folgaria o Canazei. Domenica 13 non è stata molto proficua dal punto di vista termica, ma ancora meno da tutti gli altri punti per Francesco che è diventato telecom 3! Ha infatti pensato bene di stendere la vela sul filo del telefono, e il bello è che non era neppure bagnata. Peccato che l'abbia fatto in corsa, rimediando non pochi danni. I maligni dicono che, accortosi che sotto di lui un signore lo stava riprendendo con la telecamera, abbia cercato un modo veloce per diventare famoso! Quanto prima il filmato su questo schermo... Molto più interessante la trasferta del 20 gennaio. Inizialmente si era pensato di fare un giro in montagna ma poi ho pensato che forse era presto... Così siamo andati a volare ad Aviano e vi garantisco che i locali se ne ricorderanno per un pezzo! Primo ritrovo a Borso alle 8.30. Ci sono Aldo e Bruno. "Andrea non viene?", "sì, certo" dice Aldo. Aspettiamo, nel frattempo arriva Cristina, che ormai è a tutti gli effetti un membro del gruppo. Probabilmente ha saputo che dobbiamo aspettare qualcuno perché, per non farci annoiare, arriva con una ruota a terra. Bruno all'avvitatore, io al trasporto pneumatici e Aldo come supervisore e in meno di 10 minuti il cambio gomme è effettuato. Andrea ancora non si vede. Provo a chiamarlo. Il cellulare suona a vuoto per una ventina di secondi poi una voce giunge da lontano" Pronnnnnnto?" un decimo di secondo dopo "oddio mi sono preso a letto, mi aspettate? arrivo tra 5 minuti!" CLIC. In atterraggio fa freschino, percui andiamo al tilly's per la seconda colazione. Alle 9.05 finalmente arriva e partiamo. Arriviamo in atterraggio verso le 10.40, gli altri sono lì almeno dalle 10 ma hanno provveduto a passare proficuamente il tempo prendendo informazioni da un paio di "indigeni". Ci sono: Stefano, Loris, Pierpaolo, Loris, Massimo e Michele. Si sale, strada bella larga e veloce. Solo Andrea ha voluto la radio, per un check in atterraggio. Il decollo è sopra l'inversione e la foschia è tale che non si vede neanche le base USAF, a pochi chilometri. Ultime raccomandazioni e iniziano i decolli. Se la cavano proprio bene. Per non deludere il pubblico presente, stavolta mi incarico io di ciccare un decollo. Michele, proprio dietro di me e perennemente armato di macchina fotografica, non perdona: click! In volo, dopo un po' ci troviamo vicini io, Michele e Aldo. C'è qualche termicuccia ma nulla di che, così scendo più in fretta per non disturbarli. Il campo è enorme ma è anche nuovo. loro due invece fanno tutto l'avvicinamento quasi alla stessa quota. Michele entra bene, Aldo invece, poco più alto, viene colto da un raptus di follia e anziché virare a destra per atterrare, fa un 360° e qualcosa a sinistra, infilandosi nel bosco. La vela sembra stallare correttamente, vista dall'atterraggio, ma ci sono solo piante! Io devo guardare Andrea, che come d'accordo è già per aria, così vanno a vedere gli altri. Da lontano vedo che si occupano della vela, quindi il nostro è ok. Bene. Andrea atterra e vado a veder anch'io. Ebbene, Aldo deve avere una vista portentosa perché in un bosco piuttosto boscoso ha trovato una radura in cui la vela ci sta solo di sbiego, e infatti uno stabilo (ma solo quello) è rimasto appeso a una pianta. Per il resto tutto ok, neanche uno strappetto al tessuto. E' pure atterrato in contropendenza... mah! Quando arrivo hanno praticamente finito di raccogliere l'ala, non prima che il reporter ufficiale acquisisse opportuna documentazione fotografica. Torniamo in atterraggio che Loris sta arrivando. Sta provando una vela nuova, sembra tutto ok. Un paio di 8 e l'entrata. Sembra ok. Un piccola presa di velocità e lo stallo, sembra ok ma... che fa? corre? perché? e soprattutto PERCHE' VERSO LA MANICA A VENTO? Risultato, vela accartocciata (di nuovo senza danni) attorno all'unico ostacolo in un campo di atterraggio di almeno 2 ettari! Non c'è che dire, la giornata è cominciata bene. Recuperiamo le auto a andiamo a mangiare un boccone. Il ristorante buono è strapieno, così ripieghiamo sulla seconda scelta. A fine pranzo le sorprese che aveo promesso ai ragazzi: 1. la dichiarazione della scuola che hanno superato l'esame, non ha molto valore ma va bene in attesa dell'attestato dell'AeCI; 2. il gadget (che deve restare segreto almeno per un'altra settimana, visto che non c'erano tutti); 3. L'ADESIVO CON IL LOGO DEL CORSO!!!! Verso le 15 siamo di nuovo in strada per il decollo, peccato che c'è una corriera che procede come una lumaca. Una volta in cima ci accorgiamo che il vento sta calando, bisogna spicciarsi. Bruno e Aldo, che erano davanti al bus, sono già pronti. Bruno parte con una foga degna di miglior causa e infatti la vela si apre male e lui si ferma un po' più sotto dopo un paio di capitomboli. Aldo aspetta un momento più favorevole e parte senza problemi. Gli altri seguono velocemente, incluso Bruno, che con un gonfiaggio più delicato se ne va via tranquillo. Sono rimasti Loris, Massimo (già pronti) e Andrea, che ha prudentemente deciso di attendere, quando il vento gira deciso da nord. Aspettiamo, non è ancora detta l'ultima. Ad un tratto sembra buono. Massimo prova, ma ha aperto la vela un un modo orribile e, in queste condizioni tutto deve essere a posto. Ed è così che il suo il tentativo si esaurisce in un inglorioso tuffo carpiato con doppio avvitamento nei cordini. Loris, dopo aver osservato la scena e vedendo che il vento tiene, ci prova anche lui. Si è però preparato proprio davanti a un cumulo di sassi che, nella corsa, deve per forza schivare. Questo movimento, unito al fatto che aveva impugnato un comando a rovescio gli fa abortire il tentativo, proprio dove si trova Massimo. Non vi dico il groviglio! Andrea è sempre più contento della sua scelta, anche se non lo dà a vedere. Il vento però adesso è decisamente buono, leggermente di lato ma frontale. Li aiuto a prepararsi velocemente e stavolta entrambi partono bene. Mi volto e Andrea sta già aprendo. E' ultimo, in decollo ci siamo solo io, lui e alcuni spettatori. Partenza magnifica! Io scendo in auto. Una volta giù apro la portiera e chiedo: "tutti in campo stavolta?" Sembra di sì, ma anche il secondo volo ha avuto qualche "effetto collaterale". Bruno, a seguito della botta ha una gamba gonfia, non gli fa male ma è bella grossa. Michele è atterrato in fondo al campo, ma proprio in fondo, dove c'è lo stop della strada. Forse se aveva la precedenza sarebbe andato oltre. Massimo ha perso un'ala... di quelle sul casco! La perla della giornata (ex equo con Aldo) è però di Pierpaolo che ha volato col moschettone sinistro aperto e la bretella metà dentro e metà fuori! Dopo che se n'è accorto ha arpionato bretella e moschettone con la mano e ha fatto solo virate a destra, delicate per carità! Si sta ormai facendo buio quando, a coronamento di una giornata comunque memorabile, Aldo estrae il coniglio dal cappello o meglio, la crostata dal furgone. Invece di farla classica, a losanghe, ha disegnato un parapendio! Che carino, GNAM! Due fette a testa e poi via, a casa! Per ora è tutto, ma attenti, siamo in attesa di ricevere le foto da pubblicare...
E' passato un pezzo dall'ultimo aggiornamento, ma se nessuno scrive... questo week end comunque si è rivelato piuttosto denso per i parapiglia...
Il campionato di infrascamento Dalla prima lettera di Fabio ai Parapiglia... Carissimi,
Già sabato si erano visti i primi tentativi, con Sergio che, sorpreso dalla crescita improvvisa dei pali del telefono, doveva atterrare a nord di questo. Passava così attraverso la chioma di una bella pianta di una decina di metri vicino all'atterraggio ma mancava clamorosamente le presa, atterrando quindi nel prato retrostante senza riuscire a lasciare appeso neanche uno stabilizzatore. Era così il turno di Mariano, che però si limitava a poco più di un cespuglio al decollo delle antenne. Settimana scorsa aveva fatto molto meglio, quindi non è riuscito a migliorare il suo personale. Successivamente Sergio ci riprovava, mirando stavolta gli alberi a sud del campo a sud del campo di atterraggio. Era praticamente certo di un ottimo risultato, considerato anche che, se fosse giunto un po' alto sull'obiettivo n.1, aveva appena dietro, imperdibile, l'obiettivo n. 2, ossia il cavo della corrente... Malgrado tutti i calcoli il nostro però, dopo aver sorvolato a quota di sicurezza l'atterraggio ufficiale e aver percorso quasi tutto il secondo prato ha dovuto atterrare a meno di 10 m dalla meta. E' proprio sfortunato... Il resto del week end scorreva senza nuovi exploit ma, quando ormai tutti se n'erano tornati a casa, delusi per non aver assistito al nuovo record dei parapiglia (Pierpaolo e Massimo, accompagnati da Cristina, non avevano avuto miglior fortuna a Feltre, dove addirittura Max era riuscito a fare 45 minuti di volo, che è tutto dire...), quando tutti se n'erano andati, verso le 20.30 dicevo, arrivava la notizia: "il nuovo record c'è!". Il bravo pilota aveva atteso di essere da solo al decollo sud, in modo che il vociare dei presenti non lo disturbasse nel suo tentativo e soprattutto perché nessuno lo vedesse, nella malaugurata ipotesi che riuscisse lo stesso a decollare! La preparazione è stata meticolosa: per evitare imprevisti, tipo un'eccessiva portanza malgrado il vento nullo, si era fatto prestare una vela basica dalla scuola con cui sostituire provvisoriamente il suo 1-2, troppo performante per l'idea che aveva in mente. Come detto era da solo, ma visti i risultati sono certo che la scena si è svolta in questa maniera... Ala stesa bene in alto, vento nullo. Si parte. gonfiaggio corretto, l'ala avrebbe bisogno di un paio di km in più per decollare, il nostro lo sa bene e si tiene lento. Giunto alla fine dei tappeti suo malgrado l'ala lo porta in volo ma qui si vede l'abilità del pilota che, conscio che il pendio scendeva molto più ripido dell'angolo di planata dell'ala, esercitava una forte trazione sui comandi in modo da peggiorarne sensibilmente l'efficienza e riuscire a rimanere a pochi cm da terra per tutta la zona "dei cespugli" e arrivare così al muro di piante in fondo, ma proprio in fondo, al decollo. Qui, con ottima mira (ma forse aveva fatto precedentemente un sopralluogo) riusciva ad attaccare la vela non su uno, non su due, ma su ben tre alberi di circa 8 m ciascuno. Il nuovo record è perciò 8x3=24 m! Ovviamente, come tutti i campioni, aveva anche la sua squadra di recupero, io ed Emilio del nuovo corso, che prontamente avvertita, mentre lui recuperava tatticamente una macchina e tornava a casa per celebrare il meritato trionfo, si metteva subito all'opera e alle 21, 59, con gli ultimi raggi di luce, terminava con successo le operazioni di rimozione delle macerie... pardon di PRODUZIONE di macerie... le piante in questione sono infatti ora sensibilmente più basse e ve ne accorgerete subito, la prima volta che andrete al decollo sud! Come dite? non ho scritto il nome? ah già... ma è facile... ha una vela blu e ci ha già provato ad Aviano a stabilire il record, mancando di un soffio la qualificazione...ops, la pianta! Questo il risultato della prodezza, e qui erano già a buon punto...
Da Pierpaolo Ciao Fabio, ho letto la tua relazione sul nuovo record di "infrasco" di XX. Certamente i "goffi" tentativi di Sergio e Mariano per emulare il ns. campione, sono ancora molto lontani per essere degni di un confronto! XX rimane sempre il nostro Grande, Originale ed Unico specialista specialmente nella scelta degli alberi migliori!. Per quanto riguarda Feltre, dopo il tentativo andato a vuoto per il troppo vento, finalmente abbiamo trovato delle buone condizioni di volo e così posso contribuire con una piccola nuova relazione da aggiungere nello spazio dedicato del tuo sito, che in realtà vedo essere forse poco utilizzato specialmente dalle nuove reclute! RELAZIONE DI UNA GIORNATA A FELTRE Arrivati con Massimo e Cristina verso le 10 in atterraggio, dopo un veloce caffè e cappuccino al bar, ci siamo avviati subito al decollo. In volo non c'era nessuno, ma arrivati sopra c'era qualche vela aperta e con la gente distesa al sole sembrava di essere al "Granso stanco" di Sottomarina. Il vento era giusto da Sud abbastanza costante anche se la tendenza sembrava essere quella di rinforzare considerando ovviamente l' orario. Così distese le vele, ci siamo preparati a partire. Finalmente era il momento di mettere in pratica il decollo alla francese!.... dopo un primo tentativo bucato, il secondo è andato meglio e senza problemi mi sono staccato da terra. Subito fuori, ho iniziato a sentire gli effetti della termica che essendo ancora in formazione più di qualche scossone non offriva. Diretto quindi in atterraggio dopo soli 20 minuti ero a terra. Massimo fece più o meno la stessa cosa e così tornammo nuovamente al decollo. Le condizioni erano sensibilmente cambiate, il vento era ora più sostenuto e molte vele si erano alzate in parte giocando davanti al decollo ed il parte prendendo la termica e spostandosi nettamente verso nord. Si erano formati infatti alcuni piccoli cumuli che evidentemente facilitavano la salita dentro alla termica. Per noi si trattava di attendere prudentemente che calasse un po' il vento ed era quindi giusto il momento di mettere sotto i denti qualche cosa: un paninazzo , una birra ed un buon caffè. Guardando col naso in su dopo aver seguito con una certa invidia i piloti esperti, abbiamo dovuto attendere circa le ore 15,30 per vedere calare un po' il vento e per decidere di riaprire le vele. Il vento era leggermente calato, ma rimaneva comunque piuttosto attivo da sud. Molti cercavano di partire abortendo miseramente il decollo. Quello che era strano è che buona parte dei piloti, davano almeno l' impressione di voler partire con una certa aria di "sufficienza"! Certo almeno apparentemente non si sforzavano di imprimere quel minimo di velocità alla vela, (condizioni come sappiamo necessarie per creare portanza), ma sembrava quasi che il loro obiettivo principale, fosse quello di far vedere ai presenti che riuscivano a decollare senza alcuno sforzo! In realtà, nonostante il gonfiaggio fosse agevolato dal vento orientato giusto, molti partivano storti senza aver il controllo della vela; alcuni li ho visti tentare di partire anche con una bella cravatta, altri con la vela davanti riuscendo solo all' ultimo momento in qualche modo, a frenare e riaprire dopo una semi chiusura frontale! Insomma come spesso succede le belle partenze poi da vedere , non sono molte! Tornado a noi, questa volta la mia partenza alla francese ha funzionato egregiamente al primo tentativo, mi sono staccato ed è successo anche per me quello che vedevo accadere agli altri. Subito fuori si perdeva immediatamente quota piuttosto vistosamente! Così dopo aver visto da vicino le belle punte degli abeti davanti al decollo, ho fatto una bella virata e sono andato più ad ovest dove il sole e le condizioni del terreno davano la sensazione di offrire un po' di termica. E così fu! Con grande soddisfazione mi sono sentito riportare in quota per salire poi ben sopra il decollo! Ho girato quindi su e giù per il versante cercando di assecondare la vela quando saliva e mantenere più che potevo la quota! Alla fine staccandomi dal pendio ho visto che non riuscivo più a risalire e mi sono diretto quindi verso l' atterraggio. Avevo il vento contro e mi sembrava di rimanere pressoché fermo anche se il variometro mi dava inesorabilmente il segnale di discesa! Era arrivata così anche l' occasione di provare l' acceleratore! All' atterraggio ho guardato il tempo... ho volato per 42 minuti! Il mio attuale record! Ciao alla prossima.
I parapiglia continuano nella loro opera per stupire il mondo! Il 30 giugno Aldo ha provato a replicare le frasche, ma siccome lo avevo portato in un decollo totalmente privo di alberi è riuscito a infiocchettare solo la manica a vento... Mariano e Giovanni, viste le magre figure (anche Gianni? non lo sapevo) degli ultimi week end, hanno approfittato di essere soli per andare tutto il pomeriggio in campetto a fare pratica senza essere disturbati. Stando a quanto riferito da fonti attendibili i risultati sono stati buoni e il decollo serale è stato un successo! Ma per questa volta la palma di miglior parapiglia va a Pierpaolo. Questa la sua relazione riguardo a un volo del 2 luglio... Colgo questa occasione per un nuovo episodio da inserire nel tuo sito. Si tratta naturalmente di una nuova esperienza che ho avuto e che vorrei che altri non avessero! Credo che bisognerebbe in qualche modo stimolare la divulgazione delle proprie esperienze di volo, specialmente se negative. Possiamo anche scherzarci sopra, specialmente se la cosa si risolve con un paio di mutande da cambiare o la potatura non programmata di un povero albero, colpevole solo di essere nato e cresciuto davanti al decollo! Alla fine però sono convinto che tutti dovrebbero contribuire nel raccontare le proprie disavventure perché i concetti teorici, quando diventano reali e concreti, vengono assimilati molto meglio anche se vissuti da altri! Credo che possa essere un ottimo sistema per mantenere alto quel livello di attenzione che forse, un po' per abitudine ed un po' per confidenza del mezzo, si tende ad allentare. Cosa è successo? Lo racconto subito! Ormai anche il volo del fine settimana sembra non basti più! Le giornate si sono allungate e così qualche sera durante la settimana, se le condizioni del tempo atmosferico e di lavoro lo consente, una telefonata e il gruppetto di Padova si ritrova in zona Colli per una planata. Così è stato anche ieri sera. Assieme a Stefano e Guido, ci siamo ritrovati a Vo' Euganeo per andare al decollo del Monte della Madonna. Purtroppo il vento era da Est abbastanza sostenuto e così abbiamo ripiegato per S. Germano dei Berici. Siamo arrivati al decollo Est verso le 19, il sole naturalmente era alle spalle, ma la manica era perfettamente orientata a ns. favore e dava segni di una buona dinamica costante. Aperte le vele quasi contemporaneamente, vista l' ampiezza del decollo, ci siamo preparati a partire. Per primo è partito Guido e subito dopo Stefano. Ho atteso di vedere l'andamento del volo di chi mi ha preceduto per capire da che parte mi conveniva dirigermi, posizionatomi poi per un decollo alla francese, ho tirato su la vela con facilità e con due passi mi sono ritrovato in volo. E qui è capitato il fatto! Dopo i primi forse 20 metri di volo mi sono accorto che qualche cosa non andava, la vela stentava ad alzarsi tanto che ho sfiorato con le gambe le punte degli alberi sotto al decollo. Sembrava quasi di avere una zavorra che mi impedisse di alzarmi. Ho pensato a qualche ramo preso nell'imbrago. La vela era salita su bene e avevo potuto verificare che era perfettamente gonfia ed orientata, senza alcun nodo od altre anomalie. Alla partenza inoltre l'imbrago era assolutamente stato controllato nelle chiusure dei cosciali, del ventrale e dei moschettoni di aggancio delle bretelle (!), è un controllo che dopo Aviano faccio ormai con una meticolosità quasi maniacale! Ed allora cosa poteva essere? In quel momento di velocissime riflessioni (decimi di secondo!), mentre la mia mente non riusciva a trovare risposta al dilemma, una strana candida figura mi è apparsa alle spalle.....! La Madonna? Il mio Angelo custode? NO! NO! Nulla di tutto ciò! Era solo la mia emergenza, che stanca di stare sempre chiusa e sacrificata in quel fagottino laterale, aveva pensato bene di venirsene fuori e prendere una boccata di aria fresca serale! Bianca, candida, ancora vergine e senza esperienza, non sapendo che era in quel momento assolutamente inopportuna ed indesiderata, svolazzava come una " medusa" felice e libera! Quando l'ho colta sul fatto era però troppo tardi per rimediare! Proprio grazie al fatto di essere uscita quasi subito dopo il decollo, l'altezza che avevo raggiunto non era eccessiva e così con una virata un po' forzata ed in parte provocata dall'azione di frenata del paracadute di emergenza, ho puntato giusto sul pendio a circa sei sette metri davanti a me, cadendo su un soffice sottobosco di rovi e pungi topo! Insomma un atterraggio pungente e nello stesso tempo soffice. Ho scoperto che un paio di guanti tenuti nell'imbrago anche d'estate, sono provvidenziali ma una sega da legno sarebbe stata una manna! E' una precauzione da considerare per i prossimi voli... Non perché stia già pensando ad una nuova esperienza di "infrascamento", ma è un po' come tenere un piccolo estintore in auto..., non è detto che debba servire proprio a te, bisogna pur pensare anche un po' ai tuoi compagni!!! Abbiamo dovuto lavorare un bel po', ma alla fine siamo riusciti a liberare il tutto senza alcun danno al materiale e specialmente al sottoscritto! Ora che ho terminato il raccontino, passo alla "didattica" a buon mercato, ma spero utile per tutti voi! Ho avuto il "pregio" di vivere senza alcun danno una nuova importante esperienza! Sono esperienze che ritengo di enorme importanza perché ti aiutano certamente a migliorare e comprendere molte cose come: la percezione del pericolo, la conoscenza del mezzo, le proprie reazioni emotive, la valutazione e le scelte nei momenti di emergenza e specialmente l' attenzione da dedicare alla preparazione del volo. Sono sempre i soliti discorsi lo so, ma fatevi un esame di coscienza e vedrete che molti dovranno ammettere che almeno una delle cose da controllare a volte salta! Considerando che la possibilità di un cedimento strutturale del motore non esiste, ho sempre più la convinzione che quando succede qualche cosa ad un parapendista, tranne l'impatto con una vecchia poiana orba, è sempre colpa del pilota! Ciao a tutti e buoni voli, ma con PRUDENZA ed ATTENZIONE! Pierpaolo Ammetto che quando ho letto l'esperienza di Pierpaolo ho avuto un brivido. Sono già capitate nel passato emergenze involontarie e non sono mai piacevoli. Sono pienamente d'accordo con quello che dice lui circa l'importanza di rimanere sempre presenti e concentrati su quello che si sta facendo senza dare nulla per scontato. Il para ha il brutto/bel vizio di perdonare molto e questo può indurre il pilota ad alzare la soglia di rischio. E' un pericolo strisciante sempre in agguato e non lo ripeterò mai abbastanza. Detto questo e dopo l' emozione del primo momento, al di là dei giusti, scontati ma mai troppo ribaditi consigli di carattere generale, ho voluto con Pierpaolo approfondire le cause materiali del problema. Lui vola un imbrago Woody Valley X-press con emergenza a destra. Appurato che non ci sono stati impatti con corpi estranei durante il decollo e che prima di partire l'emergenza era chiusa, sembra probabile che l'apertura sia dovuta al cavo dell'acceleratore che si sarebbe impigliato nella parte bassa della maniglia di lancio. Quando la vela si è gonfiata il cavo è andato in tensione, tirando fuori il pacchetto che poi è caduto e si è aperto. Come concausa piuttosto rilevante il fatto che Pierpaolo usa raramente lo zaino principale per il trasporto dell'attrezzatura. Questo lascia scoperta la maniglia che può venire tirata e allentata per sbaglio anche solo tirando fuori la roba dal bagagliaio. In particolare c'è da notare che il costruttore stesso, Woody Valley, per impedire cose del genere ha predisposto un piccolo riporto di cinghia sopra e sotto la maniglia dell'emergenza per infilarvi le terminazioni di quest'ultima. Lo scopo è specificamente favorire lo scorrimento dei cavi, della vela e dell'acceleratore quando questi sfiorano l'imbrago ed evitare che si impiglino. Probabilmente la parte inferiore della maniglia in questo caso era fuori sede. Consigli pratici. Non sottovalutate il cordino dell'acceleratore. Prima di decollare oltre a tutti i controlli "classici" ricordatevi di verificare che il cavo dello speed sia correttamente montato, libero di scorrere senza interferenze e che in posizione di riposo non tiri le bretelle. Negli imbraghi con emergenza ventrale verificate sempre che la fune di vincolo passi davanti al cavo! L'imbrago poi va controllato con cura ogni volta che si parte: maniglia dell'emergenza nella giusta posizione e pod ben chiusa; cinghie regolate e fibbie chiuse; cerniere chiuse (in particolare quella dell'airbag se presente!); strumenti, fotocamere e quant'altro saldamente fissati da qualche parte in modo che non vadano a interferire durante il decollo. Anche questo è un altro tipico caso di inezie (un cordino e una cinghietta fuori posto) che potevano avere conseguenze molto serie. Tenete sempre alta la guardia perché, come dice anche Pierpaolo, una disattenzione può capitare a chiunque ma finché è una passa. Il problema è quando si sommano.
Il caro Loris si era sentito un po' escluso. Per una serie di motivi e di disguidi non ha potuto comprare la vela se non ad agosto. Fino ad allora ha potuto solo guardare i suoi compagni di volo realizzare i loro exploit e leggere alcuni resoconti su queste pagine. Perciò è normale che, dopo avere finalmente portato a casa il suo "mezzo volante", cercasse in qualche modo di seguire la via tracciata dai propri compagni ed imitarne le gesta. C'è da dire che il "compagno del cuore" di Loris è Sergio, e che ieri "il nostro" era proprio in compagnia di Sergio e di un altro onorevole ospite di queste pagine: Aldo. Se a questo aggiungete che metà dei suoi parenti erano venuti a vederlo avete già capito come è andata a finire... Ebbene sì. La mattina ha fatto un primo volo ma non è stato nulla di eccezionale, nelle scorse settimane era già riuscito alcune volte a passare la mezz'ora di volo. Ma al mattino moglie e parenti erano ancora lontani, non valeva la pena... L'exploit, degno del corso cui Loris appartiene con orgoglio, è stato realizzato verso le 15. Decollo sud, buona partenza e immediata virata a destra, alla ricerca di un po' di ascendenza che però non c'è. Ci mette un po' troppo ad accorgersene (anche se le versioni su questo punto sono contrastanti) ma quando finalmente decide di puntare la pianura è un pochettino troppo basso. Dopo aver sfiorato una prima pianta col sedere, centra in pieno la successiva! Riferirà poi che in quegli istanti gli sono venuto in mente io, non c'è proprio limite alla sofferenza umana... Comunque sia, in un crepitare di rami spezzati sentito da tutto il vicino decollo, il nostro si ritrova appeso a circa 8 metri da terra, senza danni anche se in posizione un po' scomoda. E' il nuovo record di "frasca in alto" del corso, perché nessuno, finora, era mai arrivato così in alto. Anche l'ormai sorpassato Aldo aveva lasciato l'imbrago ben al di sotto di questo limite. In breve accorrono Mariano (ormai esperto in questioni simili) e altri volenterosi che in un'ora e mezza, armati di seghe e accette, hanno ragione della vegetazione (già malridotta a quanto è stato riferito). La vela viene recuperata senza il minimo danno. E' davvero incredibile. A questo punto il nostro teme che i soliti maligni che non c'erano non gli credano "sulla parola" e pensa di procurarsi una prova tangibile del fatto. E' così che, fingendo di sbagliarsi e di essere distratto, mentre libera i cordini dagli ultimi rami della pianta, PER PURO CASO, trancia di netto due cordini principali della vela. Per essere più realistico condisce la scena con un rosario di improperi irripetibili... Lui dice che si è davvero sbagliato ma noi sappiamo la verità. Poco dopo è in atterraggio, controlliamo velocemente la vela e poi dritti al Tilly's: si festeggia il nuovo record, offre lui... |
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