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Aprile

domenica 17

Dopo la pausa per le vacanze pasquali il corso è ripreso la domenica successiva, 3 aprile. Sono stato incerto se annullarlo in segno di lutto per la morte di Papa Giovanni Paolo II ma poi ho pensato che era meglio farli volare un po'.

Così la mattina alle 10 ci siamo trovati al tilly's per la teoria: normativa. Un po' noiosa ma necessaria. Pausa pranzo nel giardino interno del locale e poco prima delle 13 siamo saliti al campetto. La giornata era spettacolare con cielo blu e temperatura mite. Peccato che a Camol il vento, a causa del forte irraggiamento, facesse un po' le bizze, alternando periodi "giusti" ad altri troppo forti o addirittura da dietro. I ragazzi (c'erano Valter, Gianni, Matteo, Daria, Valentino, Francesco, Iuli, Antonio, Amedeo e Paride) hanno così scoperto che non sempre "sole" vuol dire bel tempo per noi. Era molto meglio due settimane fa con la nebbia e il vento dritto costante...

Non ci siamo comunque persi d'animo, anche perché c'era il "pubblico": alcuni amici e parenti più un nutrito gruppo di piloti che sono venuti a fare un po' di gonfiaggi e due aspiranti bipostisti, Italo e Daniele (in uno dei loro tentativi hanno fatto un botto senza conseguenze che è stato sicuramente registrato anche dai sismografi di Belgrado...) . Così, mentre oltre la cresta vedevano passare i "forti" impegnati a tenere ferme le vele nella frizzante aria primaverile, i nostri eroi hanno cominciato i gonfiaggi. Il vento "a salti" ha fatto effetto: se la prima volta era filato tutto liscio, al punto che mi era venuto il dubbio che avessero già volato per conto loro, quest'oggi non sono mancate le esibizioni.
Valter è stato vittima di un paio di micidiali combinazioni vento zero/vela veloce che lo hanno portato più volte ad avvicinare la barriera del suono, Valentino invece ha preso tanti di quei frontali (prima di staccare!!!!) che ne ho perso il conto. Paride e Iuli devono avere fatto qualche sensazionale scoperta nella valletta a sinistra del campetto perché continuavano a finirci dentro (anche se poi Paride si è preso il lusso di stabilire il nuovo record di distanza volata, arrivando oltre la metà della piana). Amedeo è andato a sprazzi, intercalando gonfiaggi e decolli perfetti ad altri meno ortodossi. Francesco non c'è stato verso di farlo correre: gonfiava ed era già in aria. Per forza poi non facevo a tempo a vederlo atterrare che era già pronto per un altro gonfiaggio. Daria ha fatto alcune pause abbronzatura ma si è comunque molto impegnata. L'ho usata anche come cavia da esperimenti e ha sopportato tutto stoicamente, vendicandosi poi con un tentativo di stallo a 10 m che mi ha fatto perdere 23 mesi di vita. "Tanto ero bassa" ha commentato... Antonio ha dovuto solo correggere la posizione di corsa e poi sembrava non aver fatto altro in vita sua.

Anche Matteo non ha fatto grossi svarioni, quando ha capito che doveva stare sempre DAVANTI/SOTTO alla vela e non DIETRO... 

Ho lasciato per ultimo l'eroe di giornata (e non solo per altre tre bottiglie di prosecco...): Gianni! Ha debuttato quasi subito un un tuffo carpiato in avanti a pelle d'orso, tanto per far vedere a tutti di che pasta è fattp. Ma è stato dopo qualche decollo più che buono che ha sfoderato una manovra acrobatica degna del migliore Mike Kung: guadagno di quota di circa 10 metri causa sbuffo di termica, leggera frenata, rilascio dei comandi in uscita con tuffo dell'ala in avanti e conseguente picchiata del pilota. Seconda frenata per controllare la pendolata ed evitare il frontale, corto finale e atterraggio da manuale. Aveva talmente tanta adrenalina in corpo che è tornato su in 10 secondi (cronometrati!) mentre io boccheggiavo semisvenuto a terra...

Verso le 16.30 alcuni hanno cominciato a cedere adducendo imprecisati impegni familiari. Gianni ha stappato le bottiglie distribuendo bianco a tutti quelli che gli capitavano a tiro. E' comunque avanzata una "bozza" perché avevo detto che "chi beve non vola più", la vuoteremo domenica prossima... Solo poco prima delle 18 sono riuscito a far ripiegare gli ultimi... 

Siamo saliti al panettone per volare in doppio ma alla fine è partito solo Daniele col singolo perché il vento non era tanto per la quale.

 

Al decollo sud il vento invece non c'era più e così i due Franceschi (220 kg in tutto) hanno saggiamente deciso di rinviare la partenza a tempi migliori. Io avrei dovuto volare con Nadia ma, viste le scarse condizioni, ha preferito tenerselo per una giornata migliore e così ho fatto una planata con Daria. Era al suo primo volo ed è stata davvero una soddisfazione sentirla così emozionata in volo e vederla tanto contenta dopo l'atterraggio (chissà se era più felice del volo o di essere tornata con i piedi al suolo...), capita meno spesso di quanto vorrei.

Questo il suo commento: Domenica 3 Marzo 2005 

Primo volo d'aria (in biposto vale lo stesso vero ?!) 

Finito campetto verso le 18.00. Divertente, faticoso e personalmente disastrosetto. La mia giornata a quel punto mi sembrava bell'e finita. E invece sul costo, in agguato dietro una curva, mi aspettava un biposto pronto a spiccare il balzo. 

E allora com'è andata? A Meraviglia . Un po' ti senti grande, fisicamente grande e potente e il mondo sotto è così piccolo e controllabile e poi d'improvviso, tutto quel vuoto immenso intorno a te ti rimpicciolisce e ti ritrovi minuscolo, nel nulla. La vela uguale, a tratti ti pare enorme e formidabile a tratti è una fettina di luna da non crederci che ce la fa a tenerti a galla. E così via, un po' ti manca l'aria un po' ti senti strapieno di aria, dentro fuori sotto sopra... 

E poi lo stupore, lo stupore di non sentirti fuori posto, ma di scoprire che c'è un modo di stare, decidere, andare, insomma respirare e starci veramente bene lì dentro a navigare nel cielo. Insomma in due parole, grazie a quell'angelino custode che mi stava appollaiato dietro, nel mio primo volo non c'è stata paura, solo tanta bellezza. Domenica prossima si replica!!. Forse... 

Saluti D' 

P.S Ho due curiose strisce color malva sulle braccia dove si fa forza per le bretelle... . Ora, o al campetto ho sbagliato veramente tutto, o la magliettina a maniche corte non è stata una grande idea...

 

17 aprile. Le previsioni danno acqua ma la mattina c'è un sole che spacca. Pur sapendo che non può durare confermo l'appuntamento con i ragazzi per le 10. Saliremo subito in campetto e passeremo a teoria quando pioverà. Molti in realtà hanno capito che "il bluff" e se ne restano a letto. Alla fine ci saranno Matteo, Valentino, Francesco, Antonio e Iuli. Alle 9 Antonio fa il suo primo biposto, e già questa è una cosa positiva. Ma rimarrà l'unica... 

 
Ore 10.30, arriviamo a piedi in campetto perché un sottile strato di neve marcia blocca le macchine e Matteo ha lasciato la jeep in atterraggio... Il vento è buono, ci sono nuvole ma sembra che tenga. Aprono le vele

Ore 10.40 Matteo è il primo pronto ma quanche "chicco di neve" comincia a colpire la neve. Il vento è ancora ok e così prova

Ore 10.41 seguendo il suo "volo" vedo che da sud sta avanzando una specie di nebbia ma è neve, che cade fitta!

Ore 10.45 anche gli altri hanno fatto un gonfiaggio ma la "bufera" non sembra attenuarsi, anzi...

Ore 10.46 scappiamo di corsa, infilando in macchina le vele ancora a fiocco. Sembra che nevichi polisitrolo...

Ore 11.10 dopo mille peripezie per girare la macchina su una strada che è più viscida di una pista da pattinaggio arriviamo in pedana delta. Appena scesi comincia a "nevicare" pure qua. La cosa strana è che splende una gran sole!!!

Un'occhiata alla valle dei delta chiarisce la situazione.

Non resta che entrare da Silvano per un sostanzioso pasto e, già che ci siamo, mentre aspettiamo i primi gli faccio pure lezione.

I rovesci si susseguono a brevi schiarite, così dopo pranzo scendiamo in atterraggio, ripieghiamo veloci le vele approfittando di una tregua e poi tutti a casa.

Come Daria, anche Antonio ha pensato di scrivere due righe di commento al suo primo volo: Che culo!!!!Sono riuscito a fare il biposto,giusto in tempo. E pensare che volevo starmene a casa a dormire. Posso solo confermare le sensazioni che ho avuto nella mia breve esperienza di paracadutista: il cielo non e' il vuoto che ti separa dalla tua vela, e' una dimensione, con le sue regole.Tutto cambia.Trovi limiti e paure nuove,ma una volta a terra tutto e' amplificato e ti pervade una gran serenita'.Credo che chiunque abbia provato almeno una volta a volare ,guardi il cielo in maniera diversa e si senta incredibilmente vivo. Questo e' l'augurio che faccio a tutti i miei compagni di corso. Cieli blu Toni