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Certificazione Aero Club d'Italia n°4

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Aprile

Il mese di aprile inizia con un week end di sole... e vento! Sì perché malgrado il quasi bel tempo (domenica era coperto e freddo, ma sabato era bellissimo) il forte vento ha consentito di volare solo a piloti esperti. In campetto c'era pure mezzo metro di neve... Lascio il commento a Stefano:

Questo è quello che si è riusciti a fare in due giorni di corso: il volo col parapendiino. Il rapporto superficie alare/peso pilota non ha permesso allo stesso di vincere la forza di gravità con il conseguente sollevamento ma lo ha tenuto occupato nell'ambiente a lui più congeniale (questa settimana a teoria abbiamo parlato di aerodinamica n.d.F.) L'unica cosa che è riuscita a planare sono stati i capelli persi durante il weekend di disperazione!

Il secondo week end non comincia certo meglio. Sabato mattina piove a dirotto, il pomeriggio smette ma le nubi rimangono sotto al decollo. Niente da fare.

Domenica 13 (un numero premonitore come leggerete!) sembra invece la volta buona per ricominciare a fare qualcosa. Cielo terso, buona attività termica (in giro, si saprà poi, hanno fatto parecchi voli oltre i 100 km), vento debole. La mattina alle 7.30 sono in quattro: Maurizio, Nicola, Marcello e Loris. Nicola e Marcello devono inaugurare l'attrezzatura. Entrambi hanno la vela gialla e aprirla in decollo, nel fango, non deve essere stato piacevole. Ad ogni modo il vento, debole, è ok e poco dopo le 8 Maurizio è in volo. E' la sua seconda volta e proviamo le inversioni di rollio. Non male anche se, ovviamente, è ancora un po' rigido. L'avvicinamento è a 8 verso sud. E' la prima volta dall'incidente di Orlando del dicembre 2001 e confesso che ero un po' agitato. Hanno finalmente tolto quel maledetto cavo telefonico, tuttavia l'emozione è forte. Tutto ok, atterra bene anche se strisciando col sedere. Appena fermo ha il coraggio di dirmi "Non sono arrivato seduto!". Peccato che il fondo dell'imbrago dica qualcos'altro...

Segue Nicola. E' al quarto volo, dobbiamo provare le orecchie. Tutto ok così lo un po' solo a fare qualche prova con la vela nuova per prenderci la mano. Bene le manovre "in autonomia" anche se i 360° sono ancora un po' imprecisi, però non è che si può pretendere troppo per ora. Atterraggio buono, erano i suoi primi 8.

Dopo di lui parte Marcello, anche lui con la vela nuova. Stesso volo e stesso programma di Nicola, con la variante dell'avvicinamento a C, fatto bene anche se con qualche oscillazione di troppo in finale, sicuramente dovuta all'ancora poca confidenza con la nuova ala. 

Loris oramai è un "decano", perciò in volo lo lascio da solo e lo guido solo per l'avvicinamento a 8. E qui accade la prima cosa incredibile della giornata: atterra in piedi!!! Sta proprio bruciando le tappe... attente voi sotto il metro e sessanta (battuta scema!)

Non sono nemmeno le nove, c'è tutto il tempo per il secondo giro. La giornata tra l'altro comincia a "svegliarsi". In decollo infatti il vento ora è bello "vispo". Il primo a partire è Nicola. La termica del decollo sta iniziando e proviamo a fare un paio di giri. Un paio di colpi più forti e una certa, comprensibile, lentezza nell'eseguire i 360 vicino al costone suggeriscono di rimandare a più avanti. Lo lascio allora vagare tranquillo sul costone, a distanza di sicurezza, giusto per cambiare prospettiva. Stavolta fa l'avvicinamento a C e ho modo di ringraziare la telecom per il lavoro svolto, se non avessero tolto il filo ne avremmo visto delle belle. Appena giù anche lui conferma (e meno male) "sono entrato un po' bassino..."

Alle 9.30 decolla Maurizio. Il programma prevede l'ormai mitico "pilotaggio con le posteriori". Tutto ok, poi qualche (leggera) inversione di rollio in solitario e infine lo lascio in pace. Anche Maurizio fa l'avvicinamento a C. Per questo secondo volo gli ho scambiato la vela con Loris e, già che c'era, lui ha scambiato pure l'imbrago. Indovinate un po'? ESATTO! E' atterrato di nuovo col sedere, così non ne ha sporcato uno solo, ma ben due!

Marcello parte poco dopo, anche per lui "volo libero". Lui se ne va fino alla croce e lì riesce a girare qualcosina. Niente di che, è solo al quinto volo, però tra un su e un giù il suo volo dura 15 minuti contro i "soliti" 10 scarsi. Ovviamente nel frattempo parte anche Loris che, malgrado ci metta impegno nello schivare le termiche, tuttavia non riesce a precedere Marcello in atterraggio. Buoni entrambi nella parte finale del volo. Loris, che si sta allenando per l'imbrago nuovo, atterra di nuovo in piedi!

Sono le 10, c'è il tempo per recuperare le auto prima di teoria. Aula "anomala" perché il tilly's è così pieno di ospiti anche anche la nostra solita stanza è occupata. Ci attrezziamo nella saletta fumatori che vista l'ora è ovviamente deserta.

Dopo la lezione guardiamo un breve filmato, chi vuole mangia un panino e poi su in campetto con Gabriel e Stefano S. La settimana precedente ha nevicato parecchio e io mi aspettavo anche più neve di quella che davvero c'era. Ma il caldo ha trasformato il 30 cm in pura poltiglia. 10 minuti dopo il nostro arrivo eravamo tutti e tre coi piedi a mollo malgrado le scarpe pesanti. Fortuna che nessuno e caduto perché rischiava di annegare... Il vento comunque è abbastanza buono e alla fine di due soffertissime ore (da che mi ricordo non ho mai visto il campetto così pieno di neve da cima a fondo in questo periodo) vengono entrambi meritatamente promossi ai voli alti della sera.

Scendiamo e un'amara sorpresa ci attende giù: è strapieno di gente! In decollo macchine parcheggiate ovunque e in atterraggio si fa fatica a passare. In queste condizioni potrebbero volare forse alle 7, quando gli altri se ne vanno a mangiare.

Decido così di trasferire la lezione in una nuova località, finora utilizzata da pochi piloti, e che, proprio a causa del traffico, ho deciso di adottare anche per la scuola.

Si va quindi tutti a Valle S. Floriano, dalla parte opposta della Valbrenta.

Poco prima delle 18 siamo lì, facciamo le auto e via in decollo ai Bielli. Il prato è grande, erboso. Un vero paradiso per i ragazzi abituati allo "sgarrupato" decollo sud. Purtroppo però la zona nuova e apparentemente facile gli fa un po' abbassare la guardia. Il vento infatti non è perfettamente dritto. "ma tanto, basta correggere un po' e correre!". Il primo decollo, quello di Giai, sembra confermare questa tesi. Anche lui ha la vela nuova. Volo tranquillo. Riproviamo le orecchie non riuscite la volta prima, tutto bene. Avvicinamento a C. Ok. Atterraggio bene. Dopo di lui dovrebbe partire Gabriel per il primo volo ma il vento, unito all'emozione e tutto... sbaglia. Prova Marco: buona!!!! "Ok, il vento tiene" penso. Sono ormai le 18.45 passate. Questo volo ha un lungo tratto rettilineo prima che arrivino sull'atterraggio. Mentre Stefano si avvicina autorizzo Maurizio a partire, tanto lui è più autonomo in volo. Il decollo, da sotto, è proprio in cresta. Vedo la vela che si gonfia... gira a destra... corre in diagonale... parte (forse)... si ferma ...stesa su un albero!!!! Quando gli ho dato il materiale mi ero raccomandato "occhio all'imbrago che è immacolato!" Effettivamente l'imbrago non ha subito conseguenze... Mentre due o tre volenterosi iniziano l'opera di recupero, gli altri iniziano il festival dei tentativi mancati. Prova Stefano: sbaglia. Prova Matteo: sbaglia (avevo detto di far partire prima chi non aveva volato la mattina). Prova ancora Stefano: sbaglia. Gabriel: sbaglia e avanti così...

Nel frattempo Marco è arrivato sull'atterraggio. Iniziamo le manovre previste al primo volo. Tutto ok. Poi impostiamo gli 8. Il ragasso risponde bene. Solo una piccola indecisione al momento della virata in finale ma per il resto ok. 

La situazione in decollo non sembra tale da dover interrompere, solo bisogna avere la pazienza di aspettare che il vento sia dritto. Solo alle 19.20, dopo lunga attesa, parte finalmente Gabriel. Anche per lui programma da primo volo, con prove di velocità e qualche virata. Un po' di confusione all'inizio su "come si tira un comando" ma in breve è tutto chiarito. Subito dopo l'atterraggio, buono ("una botta di vita" il commento a caldo), parte anche Stefano. Il vento si è azzerato e così almeno non dà fastidio. Mentre lui si avvicina all'atterraggio i ragazzi finiscono di "disalberare" la vela di Maurizio, ci hanno messo circa mezz'ora, non male (considerarla una lezione extra del corso è però eccessivo). Con Stefano la manovre vengono bene, anche se c'è un po' di titubanza all'inizio. Toccherebbe ora agli altri, primo Matteo che la mattina non c'era. Corsa buona, leggermente a destra ma non così tanto come Maurizio. Stacco... UN'ALTRA PIANTA! Nuovo record: non erano mai capitate due frasche in una sola sessione! Davvero una bella inaugurazione del decollo nuovo: due piante c'erano (più o meno in traiettoria) e due piante hanno centrato. Matteo per la verità è stato un po' sfortunato. Ha preso la pianta con un'estremità della vela, che quindi ha virato e si è "involtinata" per bene all'albero. Mezzo metro più a sinistra e andava via tranquillo. Forse ha provato a rubare la scena all'indiscusso protagonista della giornata: MAURIZIO!! Speriamo che non ci riprovi settimana prossima...

Tra tira giù anche la seconda vela e torna indietro, i ragazzi sono arrivati giù alle 8 passate da un pezzo ma, per coronare questo sfigatissimo pomeriggio, Loris, Marcello e Nicola, dopo aver aspettato tutto il giorno per NON volare, hanno pure sbagliato strada tornando indietro e sono finiti a Bassano. Morale: da lì ce ne siamo andati che erano quasi le nove di sera! Non perdetevi le foto...

Il commento di Stefano S.

Tutto cominciò nel momento della scelta del decollo e dell'atterraggio dettato dalla necessità di trovare aria libera da colleghi. Abituati noi a sognarci di notte la pista ormai famigliare di Semonzo, volando con la fantasia girando pure la testa simulando lo spostamentio del corpo nelle virate, ci siamo trovati in un luogo quasi marziano sentendoci come traditi nel nostro "nostro" (io): la zona sopra Marostica. Arrivati alla meta decisa dai boss della scuola abbiamo cominciato ad immaginare la posizione dei vari ostacoli che ci potevamo trovare davanti nella non lontana ipotesi di finirci dentro con tutto. Ma prima di tutto, una controllata all'attrezzatura e all'eliminazione di tutte quelle cose che potevano interferire nel volo: telefonini spenti (nel qualcaso interferissero con la radio di Fabio), occhiali da inserire nel loro contenitore vista l'ora oramai tarda, ultima sigaretta e ultima pipì. Ma ecco che parte il primo, il secondo...tutto bene perché a partire sono stati i "vecchi" del primo corso 2003 e cioè quelli che hanno sulle spalle già ben 6 o 7 voli e quindi i più svelti a disporre vela e a partire con il solo schiocco di dita del nostro boss al decollo. Dopo di loro cominciavano a partire già quelli con meno voli e giù fino ai pivelli (polli, ci chiamano) di primo volo come il sottoscritto (Stefano S. n.d.S.). Faccio per partire che, appena sollevata perfettamente la vela sopra il mio capino, un tifone da Ovest ha spazzato via tutto comprese le mie sicurezze. Tocca al mio amico in dirittura di battezzo del primo volo (Gabriel, quello che piscia),

 

il vento si calma per un po', poi incomincia di nuovo la sfuriata maledetta da Ovest che fa cambiare la direzione anche alla sua vela. Di nuovo da capo. Parte Mau. Tutto Va bene. Parte ma la sua vela, perfettamente aperta, prende la direzione di uno dei rarissimi alberi a disposizione per i parapendisti. Un vero top a mezzo metro dal tronco di un albero spoglio fa finire il volo appolaiando la sua vela (la vela della scuola) sui rami in attesa di riempirsi di foglie. Parte Gabriel e va. Parte Stefano e resta. Riprova a partire e resta di nuovo. Il sudore acido sulla mia fronte mi fa percepire perfettamente la direzione del vento come quando ci si inumidisce il dito. Approfitto. Uno strappo alla vela e poi il silenzio. Anche Stefano ce l'ha fatta. Fino ad ora Stefano ha pestato merda (quella che fa da concime al campo da cui siamo partiti). Ora si libra libero e liberato. E quasi buio. In decollo ne resta uno. Non saprò mai se è ancora là. In volo Fabio mi da delle indicazioni: vira a destra...un 90 a sinistra...aspetta...cosa vuol dire 90..ah si...i gradi di virata...un treesessanta che vuol dire girare fino a che ci si trova nella direzione di prima di iniziare a girare. Poi il panico: sento Fabio che parla con il suo collega sopra al decollo e non più con me. Mi lascia solo. Si ricorderà di me? Mi vedo sempre più basso. Davanti a me delle case e una collina che si fa sempre più grande. Sempre più grande. Poi la liberazione: "Stefano adesso gira a destra verso il campo arato". Io ne vedo 1000 di campi arati. E poi: "E stringi quelle gambe! Mi sembri in travaglio!". Non faccio a tempo di controllare la mia posizione ridicola che mi trovo a pochi metri da terra. "E adesso GIU' i comandi!. Mi fermo. Sono nel prato. E' quasi buio e io non connetto. Ho terminato il mio primo volo. Vado in macchina e arrivo a casa mia a Venezia alle 22,30 senza essermi accorto di aver guidato. Stefano

La settimana successiva è Pasqua. Facendo uno strappo alla consuetudine che sospende i voli durante "il meeting", do appuntamento ai ragazzi per sabato mattina alle 7.30. Le previsioni non sono buone però la mattina c'è il sole. Purtroppo sbaglio decollo e nel tempo che impiegano a passare dal sud alle antenne arriva un discreto vento da est. Sembra comunque fattibile ma Fabio, decollato per primo, arriva corto e sperimenta il suo primo fuori campo. Malgrado sia comprensibilmente un po' agitato in finale, atterra bene. In quella che sembra una pausa parte poi anche Giovanni (che si era svegliato alle 5 per arrivare in orario da Murano!). Purtroppo il vento non è affatto in calo e anche lui arriva corto. Dopo qualche minuto di esitazione rinuncio e, a malincuore, faccio scendere gli altri in auto. Saranno gli unici due voli del week end perché lunedì mattina salta causa pioggia. Questo il "come l'ho vista io" di Stefano (prendetelo con beneficio di inventario...)  

Il weekend di Pasqua ci ha regalato emozioni degne di un masochista in vena. Sabato mattina prima delle 7,30 ritrovo all'atterraggio e subito in marcia per il decollo...umh...a quell'ora di vento non ce né molto ma i pezzetti di plastica ci sorridono da ovest. Si decide di non perdere tempo e di scegliere il decollo delle antenne. Arrivati, la radio di Fabio ci consigliava di optare per una rincorsa del volo veloce: chi prima si imbraga, prima parte e prima ha la possibilità di ereditare un vento abbastanza calmo. Dopo l'Ok già il primo era con le A in mano. Il nastrino rosso di segnalazione stava per ammainarsi per un attimo che in quattro salti Fabio era già in aria. Dall'alto tutti lo studiavano. Il vento era contro che ha dovuto atterrare in un campo lì intorno prima dell'atterraggio ufficiale. Ci siamo guardati in faccia titubanti. Giovanni, alzatosi dal letto da Murano (Italia) alle 5 del mattino, nonostante fosse il suo secondo lancio, parlava con Aldo: "parto, parto, parto..." noncurante del possibile suo atterraggio fuori centro. Aldo lo scrutava intensamente per cercare di leggergli negli occhi una seppur flebile indecisione: il tempo di dirgli "Ferma tutto" che una raffica lo sollevava a svariati metri sopra noi. Il zig zag lo ha seguito fino a quando ha cominciato a planare in una inesorabile discesa a forte velocità relativa all'aria ma a poca velocità di avanzamento rispetto al suolo. La prospettiva a quella distanza ci falsava la sua probabile zona di atterraggio: chi lo vedeva atterrare su i filari di una vigna, chi sopra il tetto di una casa in costruzione, chi nel campo dove il proprietario ha il porto d'armi, chi in groppa ai cavalli. Invece è atterrato in un normale campo. Le raffiche sono iniziate ad essere sempre meno rare. Chi vuole, dice Fabio, parte il più pesante con la vela più piccola. E così se la son giocati a pari e dispari due compagni di corso. "Cossa fon?" dice il vincitore. "Andon!" dice Aldo. E questo è il risultato

 

La vela sembrava animata dal demonio. Più si andava avanti coi preparativi, più la vela si inalberava peggio di un cavallo in calore. A questo punto è intervenuta l'autorità di Fabio a far desistere i decolli. Come si può vedere nella foto, solo tre persone robuste sono state in grado di calmare l'animale piegandolo sotto il comune volere. Una volta saliti in Toyota, lo zaino si agitava ancora. Siamo stati d'accordo che se per lunedì fosse stato bello avremo ritentato i voli. Questo non è successo, infatti ha piovuto. Io (Stefano) sono andato comunque quella mattina per vedere la situazione alle "casette" ma ho trovato questo cartello. 

Che voglia dire qualcosa?

  

Giovedì 24 sono iniziati i voli infrasettimanali, ed è stato un successo! Sarà stato che poi io partivo per la gita a Norma e loro non avrebbero più volato fino a maggio, ma c'erano praticamente tutti! Nel pomeriggio abbiamo fatto campetto con Enrico, Stefano T e Roberto. C'è anche Gabriel per un ripasso. Vengono tutti promossi ai voli, tranne Roberto che ha bisogno di un ultimo "ritocco". Alle 18, puntuali, ci presentiamo in atterraggio. Fatte le auto, su di corsa al decollo sud. C'è anche Nicholas, un amico inglese che è tornato a trovarci e farà un volo in compagnia.

Dopo un po' di attesa causa traffico, il primo a partire è Enrico al suo primo volo. Tutto regolare, con qualche ovvia incertezza. In atterraggio c'è un po' di est quando atterra, così facciamo gli otto sulle vigne. C'è un biposto che rompe un po' ma va tutto bene. Ok l'atterraggio. Segue Marcello (alternando i primi voli con gli altri si possono accelerare le partenze). Lo lascio completamente da solo, slavo qualche indicazione di massima per l'atterraggio a C verso nord. Atterraggio un po' di sedere, sarà l'imbrago nuovo. Intanto esce Stefano T, anche lui al primo volo. Lo vedo un po' incerto: le manovre da fare riescono, ma con una certa lentezza. Una volta giù, ecco il motivo: non ha messo l'auricolare, la radio dopo il decollo si è spostata e, alla fine della fiera, non riusciva a sentire bene. Avvicinamento a otto verso nord e atterraggio un po' col sedere, ma il resto ok. Mentre Maurizio e Fabio, rimasti momentaneamente "appiedati", si fanno dare le vele di Enrico e Stefano per salire a volare, tocca quindi a Gabriel che prova le sue prime inversioni di rollio e ancora qualche 360°. E' poi la volta di Giai che invece lascio libero di vagare sul costone e di fare le manovre che preferisce. Gli atterraggi proseguono senza intoppi e intanto decolla anche Stefano S. che prova la vela nuova. Anche per lui qualche inversione di rollio. Gli vengono meno bene che a Gabriel, però non c'è male. Partono poi Nicola e Giovanni in rapida successione ma atterreranno in ordine inverso. Mentre Nicola cerca infatti di stare su (con poco successo viste le scarse condizioni), Giovanni esce dritto e prova anche lui le inversioni di rollio. Tutto ok. Atterra a otto, mentre Nicola opta per un C per non disturbare. 

Dopo 10 minuti di pausa dovuti al vento non ottimale, decolla anche Loris che va a perlustrare il costone prima di atterrare a otto quasi da solo. I tempi di partenza si allungano perché le condizioni meteo stanno cambiando. In successione, appena il vento lo consente, decollano comunque anche gli ultimi tre: Marco, Maurizio e Fabio. Il primo prova le inversioni di rollio, il secondo e il terzo le orecchie (Maurizio con un po' di incertezza). Buoni gli atterraggi. Sono circa le 19.30 quando atterra l'ultimo. Finalmente una lezione proficua.