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Aprile

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Dopo il travagliato mese di marzo, che ci ha regalato alti e bassi meteo entriamo finalmente nel dolce aprile. A dire la verità la differenza si è vista poco, dato che il primo week end è stato completamente nuvoloso. Però non ha piovuto e il vento, almeno in decollo, è sempre stato ok. Così più di qualcuno è riuscito a fare il tanto agognato primo volo. Ma andiamo con ordine...

Sabato 6, ritrovo per il campetto alle ore 13. Ci sono: Stefano, Roberto, Vebjia e basta! Anzi nemmeno tutti, perché Vebjia ci ha raggiunto dopo in campetto. La montagna è coperta per metà ma, appunto, non piove quindi saliamo. In campetto è tornata la neve! sono solo 2-3 cm ma bastano per scivolare. C'è di più, siccome fa relativamente caldo (4/5°) si sta sciogliendo tutto e nel giro di mezz'ora le vele sono fradice e pesano almeno il doppio. A questo aggiungete che il vento non è poi così buono e capirete il calvario dei nostri ragazzi. Ad un certo punto proviamo anche su uno dei prati esposti a nord. In qualche maniera riusciamo a fare qualche cosa. Il freddo è intenso, soprattutto alle mani, perché non pensavamo ad una giornata simile. Alla fine della giornata, verso le 16.30, abbiamo tutti le mani gelate, quelle di Roberto in particolare sono di un bel colore fuxia! Malgrado tutto non va poi così male: Stefano e Vebija vengono promossi ai voli alti, il sabato prima di Pasqua è stato davvero un regalo prezioso.

Scendiamo velocemente per incontrarci con gli altri. L'appuntamento era alle 17 e arriviamo quasi puntuali. Distribuisco l'attrezzatura per i voli a Vebija, Marco, Chato, Stefano, Daniele ed Em. Quest'ultimo non mi ha ancora del tutto soddisfatto in campetto ma visto che la giornata in decollo è assolutamente perfetta lo faccio salire con riserva. Assistente in decollo oggi è Alessandro che farà poi anche il biposto con Roberto, il decollo scelto quello da Bepi. Primo problema appena in cima: Vebija e Daniele si sono dimenticati giù i caschi... "chi no ga testa, ga gambe dise me nono" ma se non hanno la testa non servirebbe nemmeno il casco... Risolviamo il dilemma facendoli aspettare: i primi che scendono torneranno su coi caschi. Verso le 18 e qualcosa il primo, Chato, è pronto. Decollo buono, unico problema: ha fatto un po' di fatica a sedersi e, per farlo, se n'è andato un po' a zonzo. La solita prova di velocità del primo volo, un paio di 360 e avvicinamento a C. Tutto bene, si vede che è un po' emozionato ma risponde in modo corretto, peccato che si alzi in piedi leggermente in ritardo e finisca per strisciare un po' con l'imbrago per terra, rialzandosi però quasi immediatamente. Ho visto di peggio. Tocca poi ad Em. che fa venire un paio di capelli bianchi a Sandro. Per partire si appende un po' troppo ai comandi e fa lo stesso subito dopo per sedersi. Le loro vele sono costruite per resistere a questo e altro e, dopo una buona razione di carne per il freezer, continuiamo il volo. Prove identiche anche per lui. Non ha messo l'auricolare per paura di perderlo ma non ha neanche alzato al massimo il volume, risultato: capisce solo spezzoni di quello che gli dico. Le manovre vengono discretamente, malgrado tutto. Il problema però  si fa più pressante in atterraggio. Avvicinamento a C anche per lui. Alla fine dei 360° lo faccio entrare in sottovento ma lui, non sentendomi bene, si avvicina troppo al campo, anticipa la virata base e, già che c'è, pure quella del finale. Risultato: centra perfettamente il campo... QUELLO DOPO PERO'! e atterra pure seduto. Non male come inizio!

E' ora la volta di Stefano che, tanto per seguire le orme dei suoi compagni cerca di complicarsi la vita. Sceglie però una strada nuova: decollare con un bel nodo in corrispondenza del freno destro. Non è niente di eccezionale per la verità e completiamo il programma senza troppi problemi, salvo un po' di lentezza nelle virate a sinistra. Atterraggio seduto anche per lui.

Marco se la cava bene e non mi dà preoccupazioni (almeno uno), esegue con precisione le manovre e solo alla fine, come gli altri, si "dimentica" di uscire dall'imbrago, facendo una bella strisciata per terra. Lui per la verità ha negato ma come prova c'è un nuovo fossato in atterraggio...

Daniele ha elemosinato il casco del biposto da Roberto (che tanto deve aspettare la fine dei decolli) e parte. Decolla bene e non ha problemi di radio o alla vela, è però un po' troppo disteso e si trova male a spostare il peso. Le manovre vengono comunque benino. Avvicinamento a 8 perché il vento sta cambiando. All'atterraggio, a causa della posizione stesa, avrebbe avuto bisogno di un paio di rotelle! Provvederemo. 

Vebija è l'ultimo a partire. Anche per lui problemi di volume "non pensavo che il vento facesse tanto rumore". Capendo a tratti esegue comunque quanto richiesto e, dopo l'avvicinamento a 8, atterra pure in piedi, unico su 6 voli.

Andiamo al Tilly's per l'immancabile brindisi ai novelli pulcini e ci salutiamo.

Domenica appuntamento alle 8 per i voli del mattino. Non c'è nessuno in orario e la giornata è coperta. Con l'assistente Aldo (che carriera fulminea!) e Mariano che è venuto a fare un giro andiamo al Tilly's per la colazione. In breve ci raggiungono Marco, Stefano e Chato oltre a una buona decina di ragazzi dell'ultimo corso. Saliamo alle antenne. Io volo per primo perché devo provare una vela. C'è un bel venticello da est. Il primo a partire, senza guai, è Chato. Nel secondo volo sono previsti i wing over. Non gli vengono proprio benissimo, un po' fiacchini direi, ma si riscatta subito con l'avvicinamento e l'atterraggio in piedi. Lo smaltimento di quota, caso raro per i corsi, lo facciamo a otto sopra le vigne a ovest del campo, a causa del vento da est che si sta facendo sentire. Tocca poi a Marco, che deve aver dormito poco. I wing over gli vengono molto bene ma l'avvicinamento è da dimenticare. Dirà poi che pensava di doverlo fare a 8 come la sera prima, quindi ascoltava quello che gli dicevo e lo eseguiva ma non aveva colto la manovra nella sua globalità e questo ritardava ogni virata di un bel pezzo. In particolare quando si è trattato di entrare in campo ho cominciato a dirgli di virare a sinistra fin da metà atterraggio ma lui ha tirato lungo fino in fondo. Quando ho alzato un po' il tono per farmi ubbidire ho sentito la sua voce che arrivava dall'angolo in fondo "...c'è la pianta..." alla fine ha dovuto pure girare attorno all'albero prima di atterrare. Tutto bene, comunque. Stefano, che è partito subito dopo, stavolta ha controllato per bene il fascio e non aveva nodi. Peccato però che ha toppato il primo decollo... Nessuno è perfetto... Wing over, avvicinamento e atterraggio gli vengono però benissimo, incluso lo stop in piedi.

Mentre i ragazzi decollavano è arrivato Vebjia. Sarebbe un po' tardi ma, visto che gli altri devono fare il recupero lo mando su, volerà se le condizioni lo permettono ancora. Mentre aspettiamo mi godo gli atterraggi dei Parapiglia. Degno di nota quello di Andrea che si è fatto sorprendere (sarebbe meglio dire "fregare") dal vento da est. Stava facendo gli otto ma, quando era quasi a terra si è messo per un paio di secondi di troppo col vento in coda e non gli è rimasto altro da fare che atterrare nel "suo" campo, 200 metri a ovest. Quando Vebija è pronto sono ormai le 10 passate, ora prevista per la teoria. Non ci sarebbero problemi, se non fosse che purtroppo "il nostro" toppa clamorosamente ben due decolli. Alla fine, per non far aspettare inutilmente tutti gli altri mi vedo costretto a farlo scendere in auto. 

Dopo la teoria e un bel paninazzo andiamo in campetto con Moréno (alla sua prima esperienza), Em. (alla sua ennesima esperienza...), Roberto e Michele. La neve è completamente scomparsa, forse ieri ce la siamo sognata... Il vento però è anche più bastardo del sabato e non ci permette di combinare un granché. Qualche gonfiaggio sparso ma di certo non un lavoro costruttivo. Verso le 16, dopo oltre due ore di peregrinazioni lungo il perimetro del campetto alla ricerca di un orientamento accettabile per gonfiare (date un'occhiata alle foto), lasciamo perdere. Michele, visto che nei pochi tentativi fatti ha dimostrato di avere assimilato a sufficienza la procedura, viene "promosso".

Alle 17 ci troviamo con Em (che continua la sua "doppia vita"), Daniele e Michele. Decollo da Bepi con Sandro. Il vento continua a essere ok, strano. Em. sbaglia il primo decollo: gonfia, la vela gli scappa avanti, frena correttamente per bloccarla ma poi si ferma. Meglio uno stop di troppo e uno in meno. Parte allora Daniele che con l'imbrago a posto se la cava molto meglio, trattandosi del suo secondo volo proviamo i wing over. All'inizio era un po' titubante ma poi, quando ci ha preso la mano, gli sono venuti abbastanza bene, come pure l'atterraggio a 8. Em è nuovamente pronto e stavolta parte, un po' a modo suo ma parte. Proviamo i wing over. Di solito dico ai ragazzi di tirare "con decisione" tanto abbassano il comando sì e no di 10 cm. Lui invece, ora che mi sente bene grazie all'auricolare (si è messo una fascetta elastica per non perderlo), si vuole dimostrare diligente e mi prende alla lettera. Per poco non fa un looping al suo primo tentativo! Beh, un looping magari no, ma certo è partito bello cattivo e ho dovuto fermarlo. Il secondo tentativo è andato molto meglio. Atterraggio buono, ma secondo lui c'è da migliorare. Se lo dice lui...

Da ultimo tocca a Michele. In aria si capisce che è un po' nervoso, come Chato il giorno prima. Esegue comunque bene tutte le manovre previste. In atterraggio però l'agitazione ha il sopravvento e comincia a rispondere solo parzialmente ai comandi, perché in parte fa quello che gli pare. Alla fine atterra vicino alla manica a vento, ma nel campo di fianco... e col sedere per terra, tanto per non sminuire i suoi compagni di corso. 

Il secondo week end del mese è stato purtroppo molto più avaro di soddisfazioni.

Sabato ha piovuto quasi tutto il giorno, c'è stata una pausa dalle 13 alle 15 ma non c'era proprio speranza. Sabato in tarda serata ha rischiarato.

Domenica mattina era una bella giornata di primavera con un caldo sole. Il problema è stato che il terreno era zuppo d'acqua per una settimana di pioggia. Alle 8, quando ci siamo trovati con Aldo e Chato, stava già iniziando a cumulare. Aveva chiamato anche Stefano che, con Michele, aveva detto che sarebbe venuto. Purtroppo uno dei due (non faccio nomi, il secondo!) si è preso a letto e così non sono stati molto puntuali. Visto che erano in ritardo hanno pensato bene di fare anche una sosta per salutare un paio di amici in divisa... Alla fine sono arrivati poco prima delle 9. Caricata a viva forza la Micra con 4 persone e relative vele li ho spediti alle antenne. Avrei avuto anche delle vele Nova da provare ma mi piangeva il cuore viste le condizioni dell'atterraggio, così gli ho dato le vele della scuola. Il primo a prepararsi è stato Michele. Vento dritto, pronti via. Ha tirato una legnata alla vela per gonfiarla che il botto si è sentito fino in atterraggio. Peccato che dopo che l'ha portata sopra la testa si sia dimenticato ben due aspetti fondamentali: di accelerare e di mantenere la direzione. Il risultato è stata la prima frasca da voli alti di questo corso (Chato aveva inaugurato la serie in campetto). La vela ha infatti deviato decisamente verso destra senza peraltro portarlo in volo vista la bassa velocità. Era però in punta di piedi, così non si ha potuto puntare i piedi per fermarsi prima dei rovi, ha strisciato con l'imbrago sui primi più bassi ed ha infiocchettato quello più grosso, qualche metro all'interno della macchia spinosa. Ci ha messo un po' ad uscire, ma né lui né la vela hanno riportato danni, peccato non aver avuto una macchina fotografica sotto mano. Mentre il nostro eroe era impegnato nella difficile opera di recupero è decollato Stefano, che era già pronto dietro di lui (veggenza?). Il decollo è andato bene e quando ha sorvolato Michele gli ha pure fatto ciao con la manina (le versioni sulla posizione e la forma della manina sono discordanti). In volo, appena uscito ha incontrato un po' di leggera turbolenza. Poi il volo si è svolto tranquillamente. Le manovre previste, al terzo volo, erano inversioni di rollio e pilotaggio con le bretelle posteriori. Alcuni wing over ha provato a farli da solo ma è ancora un po' scoordinato. Guidato è invece andato bene. Nessun problema per la prova di pilotaggio senza i freni. Ha infine fatto il suo primo avvicinamento a 8 facendo addirittura centro. Dato che i lavori di "disboscamento" andavano per le lunghe, è partito Chato. Stesso programma anche per lui. I wing over li a iniziati da solo ma  partito un po' troppo deciso e l'ho invitato a farli più rotondi dandogli un po' il tempo. E' ancora in leggero ritardo nell'inversione ma per ora va bene così. Posteriori ok. Avvicinamento a C. AL momento di fare la virata base, un po' come Em la scorsa settimana, l'ha chiusa un po' troppo e si è trovato in finale un po' alto, atterrando proprio al limite tra l'atterraggio e la via di fuga, comunque lontano da ostacoli. Bello in piedi. Solo dopo le 10, finalmente, Michele ha terminato il recupero e la sistemazione della vela ed è potuto decollare. Appena prima che partisse gli avevo nuovamente raccomandato per radio di metterci meno violenza nel gonfiaggio e più decisione nella corsa. Ascoltato alla lettera: è partito se possibile più forte di prima, la vela è schizzata sopra la sua testa in due decimi di secondo scarsi. Stavolta però ha almeno corso ed è partito bene (i maligni penseranno che sia riuscito a passare solo perché ormai aveva decespugliato la direzione di decollo, ma non è così, forse...). Appena fuori altre legnate, di termica stavolta.  Niente di eccezionale, per carità, ma è solo al secondo volo. Buone le inversioni di rollio, guidate per intero perché erano le prime e buoni anche i 360°. Avvicinamento a C. Come l'altra volta a 10 metri da terra la coordinazione psico-motoria del nostro si blocca e lui rimane immobile come una statua di cera nella posizione che aveva al superamento della fatidica soglia, i 10 metri appunto. E' quello che potremmo chiamare un nuovo tipo di effetto suolo... Cosa sia in realtà non lo so ma questo è il risultato: smaltimento quota regolare, lo indirizzo verso nord, con l'avvertenza che presto dovrà fare un 180° a destra per atterrare controvento. Poco dopo il traverso del campo gli dico di iniziare a virare (siamo a 15 m da terra). Lui esegue ma chiude un po' troppo, se continua finirà lungo come Chato così gli dico di  continuare la virata ma allargarla un po' (12 m). Lui allenta un po' il comando, la virata si allarga e perde quei metri di troppo passando sotto la sogli dei 10 da terra. A questo punto gli dico di stringere nuovamente per finire la curva prima di atterrare ma lui niente, imbalsamato come una statua di sale mantiene al posizione di mani e corpo per la virata larga. Anziché 180° ne completa si e no 120, atterrando in virata con un leggero vento di traverso. A 20 cm si "scanta" e si ricorda almeno di frenare e correre. Corre talmente bene (crede di essere ancora in decollo?) che se non gli dico di fermarsi va a finire di nuovo sui rovi. Evidentemente esiste una irresistibile attrazione.

Dopo i voli andiamo a fare teoria sotto un cielo via via più grigio. Guarda caso parliamo proprio di termiche e nubi convettive. Alla fine si accende la discussione sul nome del corso. Non la riporto per decenza e pudore. Vedremo cosa uscirà da questa tempesta di cervelli. E' stato dato mandato a Moréno di lavorare su un paio di concetti. Ci sarebbe poi campetto ma l'idea dominante è questa: se stiamo giù non piove, come ci mettiamo in macchina verrà sicuramente giù il diluvio. Rinunciamo sia al campetto che ai voli del pomeriggio. Abbiamo avuto poi parzialmente ragione perché effettivamente non si è più potuto volare, causa rovesci sparsi e intermittenti. Peccato solo che, ho saputo dopo dai ragazzi che hanno appena cominciato il corso delta, le condizioni in campetto erano ottime. Pazienza, ci vuole sempre una montagna di pazienza.

Aggiornamento ritardato a causa di "disguidi" col il computer. Sorry.

In compenso per i voli è andata benissimo, seppure con una certa discontinuità. Sabato 20 ha piovuto e si è schiarito proprio appena dopo che avevamo rinunciato e avevo detto a tutti di restarsene a casa. Tipico. 

Domenica 21 le previsioni erano in miglioramento e ci siamo dati appuntamento per i voli alle 8. C'erano: Em, Roberto, Vebija, Marco, Chato, Michele e Stefano. Visto il discreto vento da est il decollo scelto è stato quello delle antenne. Assistente l'immancabile Aldo. All'inizio però era un po' troppo forte e abbiamo pensato di aspettare. Poco dopo le 9 il primo decollo. Parte Roberto con il Funiac blu. Il primo tentativo non è dei migliori perché non controlla la direzione, si trova a correre verso i rovi "di Michele" e opportunamente si ferma al primo cespuglio. Secondo tentativo ok. Appena fuori si nota il vento leggermente di traverso che scarroccia verso le cave. Con le opportune correzioni lo rimetto in direzione e, seppure con qualche scossone, arriva sull'atterraggio dove facciamo le inversioni di rollio e basta perché ha poca quota residua. Avvicinamento a C e un buon atterraggio chiudono il volo. 

Parte poi Em (benissimo stavolta) che fa un po' quello che gli pare nella prima parte di volo. Di tutto quello che gli dico nei primi 5 minuti di volo l'unica cosa che capisce bene è uno spezzone della frase "non andare a destra". Quale pezzo? "A destra!" naturalmente. Si è così infilato dritto sparato nel sottovento delle cave che non ha tardato molto a farsi sentire e vedere con una bella chiusura asimmetrica a destra. A dire la verità lui non se n'è neanche accorto, vista la rapidità della riapertura, ma io sì! E' arrivato in atterraggio solo poco più basso della media e doveva fare le orecchie, che non aveva neanche accennato nel volo precedente. Forse per una sorta di compensazione stavolta va un po' oltre l'accenno e, visto che l'asimmetrica non gli è bastata, tira giù un bel frontale. Cose da pazzi, che magari voi leggendo neanche crederete, eppure... Dopo mezzo secondo, accortosi da solo dello sbaglio (aveva sì tirato solo il cordino esterno, ma si è tirato dietro anche tutti gli altri) lascia tutto e la vela si riapre in un battibaleno. Riproviamo e stavolta tutto fila liscio (a questo punto è questa la parte incredibile, vi pare?). Avvicinamento a C buono, peccato per la virata finale un po' lenta e il conseguente atterraggio in corsa, ma comunque molto meglio delle precedenti culate in terra. 

E' toccato poi a Chato. Partito bene, in volo ha fatto le orecchie e i wing over con buona autonomia. Gli ho chiesto di impostare l'avvicinamento a C e l'ha fatto a 8, salvo poi correggere, su pressante invito del sottoscritto, e atterrare correttamente.

Stefano ha eseguito bene tutto il programma previsto e ha pure provato una vela nuova: il Pheron. Arrivato con notevole quota sull'atterraggio, grazie a una traiettoria di uscita ideale ha fatto le orecchie senza problemi, grazie alle bretelle sdoppiate, inversioni di rollio e 360° ok. Avvicinamento a C e atterraggio assistiti e buoni.

Marco era invece al terzo volo, il primo con la sua nuova vela, l'Atlas. In decollo un po' di patema per Aldo a causa di una piccola chiusura in fase di stacco, senza peraltro nessun problema reale. Il programma,  inversioni di rollio e pilotaggio con le bretelle posteriori non ha posto problemi. Avvicinamento a C e atterraggio ok.

Erano rimasti su Vebija e Michele. Quest'ultimo, pur essendo pronto per primo, ha ciccato ben due decolli (e con questi sono 4 mancati su 3 voli, non male!). E' così partito Vebija, bene. Stesso programma di Marco e buona la realizzazione. Peccato che per il pilotaggio con le posteriori ci fosse poca quota, forse le rifaremo. Avvicinamento a C e atterraggio assistiti e con un buon risultato, è atterrato in piedi.

Atterrato Vebija è finalmente partito Michele quando erano ormai le 10,20. Provava il Phelix e abbiamo provato le inversioni di rollio (ok) e le orecchie. Per questa seconda manovra c'è voluto un po' perché, sebbene la vela avesse tutti gli optional per favorire la manovra, gli faceva impressione dover chiudere un pezzo di vela. Così, appena la vedeva chiudere, mollava tutto, poi riprendeva e a vanti così. Sembrava un piccione zoppo! Alla fine ha capito (più o meno da solo) che era meglio tenerle chiuse. Avvicinamento inesistente, causa poca quota. Ha semplicemente fatto un giro campo prima di atterrare. Non impeccabile l'atterraggio perché ha tentato di stallare un po' alto, ha mollato e poi ripreso la frenata atterrando però un po' veloce.

Dopo la teoria siamo saliti in campetto con Moréno. C'era solo lui e un bel vento teso da nord! Era talmente teso che siamo riusciti a fare regolarmente campetto dalla parte opposta a quella solita. E' stata la prima volta, da quando insegno, che il vento era così regolare da nord! Discreto il lavoro fatto, finalmente. A causa del vento sempre più teso il voli della sera sono poi stati annullati e la giornata si è chiusa così.

Giovedì 25 niente scuola perché ho fatto festa. Sabato 27 pioveva, di nuovo, come una settimana prima, stavolta però è rimasto brutto fino a sera e ci ha evitato almeno la beffa.

Domenica 28 è stato un grande giorno. Previsioni ottime, ritrovo alle 7.30 con lo scopo dichiarato di fare due voli al mattino. Obiettivo centrato e orario rispettato, alle 10 erano già tutti giù, ma andiamo con ordine.

All'ora stabilita, stranamente puntuali, ci sono: Em, Roberto, Chato, Michele e Stefano. Marco, molto meno stranamente, arriva con 10 minuti di ritardo. La cosa però più inconsueta è che c'è pure Moréno, che non deve volare e fa da tassista. Decollo da Bepi. Alle 8.07 decolla Chato. Che fa praticamente da solo orecchie e wing over. Un po' di aiuto per l'avvicinamento a C e atterraggio invece da solo, buono anche se perde il controllo della direzione al momento di tirarsi in piedi. 

Parte poi Roberto, che prova il Pheron. Inversioni di rollio da solo. Pilotaggio con le posteriori buono. Orecchie un po' in ritardo, comunque sufficienti. L'avvicinamento, inizialmente a C è stato poi modificato a 8 causa il vento che ha girato. Atterrando ha frenato troppo alto, ha mollato e ri-frenato ma ormai aveva preso velocità ed è atterrato un po' "rapido".

Em decolla un po' frenato, ma tanto il decollo è ripido... Inversioni di rollio da principio troppo lente, poi sufficienti. Riproviamo le orecchie e di nuovo il nostro si esibisce nella sua specialità: un bel frontale! E di nuovo al secondo tentativo va tutto ok. Forse non ha capito bene che per fare le orecchie non occorre chiudere preventivamente tutta la vela. Boh! Proviamo anche a farle più grandi ma non funziona. Avvicinamento a C buono. In atterraggio ha stallato un po' alto e si è preso l'ultima carriola di carne.

E' arrivato Vebija, così i primi tre ripiegano e salgono con lui, nel frattempo decolla Stefano, stavolta col Phelix. Le inversioni di rollio sono all'inizio troppo rapide e l'ala anziché dondolare imbarda pericolosamente. Corretta la tempistica di intervento sui comandi il tutto torna alla normalità. Orecchie senza problemi e 360° con un discreto rateo. Addirittura, durante l'avvicinamento a C si è fatto un po' prendere la mano e stava innescando una leggera spirale. Per ora però è un po' eccessivo. Atterraggio ok, come al solito.

Quando decolla Marco non sono ancora le 8.40, un record! E' alle sue prime orecchie ma tutto si svolge regolarmente. Wing over buoni e 360° accettabili, anche se lenti. anche per lui il classico avvicinamento a C. Da migliorare il controllo della direzione in atterraggio.

Ultimo della prima serie Michele decolla verso le 8.45. Visto che i primi voli non hanno avuto un rendimento particolarmente positivo, c'è da darci dentro. Le orecchie stavolta vengono benissimo, anche senza il rinvio per farle, che sul sun non c'è. 360° buoni, con un discreto rateo di virata. Da ultimo il pilotaggio con le posteriori, che peraltro non crea mai problemi, va bene. Avvicinamento a C da manuale. Peccato per lo scarso controllo della direzione in finale e per lo stallo un po' alto. Atterrato "quasi" in piedi. Ha cambiato radicalmente modo di porsi rispetto al volo e si vede lontano un chilometro. Bene!

Neanche il tempo di respirare perché i primi sono di nuovo in decollo. Roberto decolla alle 9. Le orecchie per lui non hanno più segreti. Buoni anche i wing over, un po' lenti invece i 360°. Avvicinamento a C discreto e buono l'atterraggio.

Chato fa due volte i 360°, ma sempre un po' lenti, come rallentati gli vengono pure i wing over. Senza problemi le orecchie. Avvicinamento a C e atterraggio con assistenza ridotta.

Vebija decolla subito dopo ma forse non è in giornata. Le orecchie non gli riescono, forse non ha capito bene come si fanno. Anche le inversioni di rollio però sono lente. Buono invece sia l'avvicinamento che l'atterraggio.

Segue a ruota Michele, che è lanciatissimo ormai. Forse però è finito l'effetto del caffè... Al momento di fare le orecchie a sinistra prende il cordino sbagliato e per poco non fa uno stallo, tanto per veder com'è. Il secondo tentativo va meglio. Buone solo le inversioni di rollio. Provo a fargli impostare l'avvicinamento ma vaga a caso sulla verticale del campo, così mi tocca guidarlo fino a terra. Buono l'atterraggio. 

5 minuti dopo è la volta di Em. Ancora un decollo un po' "spompinato" per lui. Dovrò inchiodargli le maniglie dei freni. Stavolta però le orecchie riescono bene al primo tentativo. Wing over discreti. Avvicinamento a C con traffico. La presenza della seconda vela un po' lo distrae ma fa quello che gli dico e alla fine atterra bene.

Stefano fa orecchie e wing over da solo, l'avvicinamento a C e ll'atterraggio quasi. Sta diventando il "secchione" del corso.

Marco sbaglia il primo decollo, o meglio decide di fermarsi per un gonfiaggio non perfetto, che è meglio. Orecchie buone e anche le inversioni, entrambe fatte da solo. C'è quota anche per dei 360° ma si fa scarrocciare un po' troppo dal vento così arriva basso nel circuito di atterraggio e dobbiamo anticipare a metà campo la virata finale. Ottimo l'atterraggio, anche perché con la poca quota residua aveva poco tempo per sbagliare...

A teoria, prima di iniziare un nuovo argomento, facciamo ripasso di aerodinamica con risultati discreti. La notizia del giorno è che c'è anche Moreno, che dopo un mese intenso di studio ha finito gli esami del semestre e ora torna tra noi.

Verso le 12.30 abbiamo finito e saliamo al campetto. C'è anche Pier, in visita per valutare se fare il corso. Anziché mangiare al tilly's andiamo a Campo Croce, vengono anche Marco, Michele e Stefano, oltre ai due Moreni. Pasta e carne. Buonooo! Con calma, poco dopo le 14 arriviamo in campetto dove c'è Emilio che attende, è salito in bici e non sapendo dove eravamo sta facendo la siesta. 

Il vento, al solito fa il bastardo. Mentre con i Moreni cerco le raffiche giuste per vedere di chiudere il campetto anche con loro, gli altri si divertono a fare gonfiaggi in giro per il prato (Michele, a dire la verità, non l'ho visto, forse dormiva...). Siamo lì da poche decine di minuti quando dalla vicina Baita Camol sale un'orda di persone vocianti. Sono tutti i parenti e amici di Moréno che, avvisati del fatto che forse oggi volerà, sono saliti in massa dalla natia Venezia per assistere al lieto evento. Per ora assistono solo al nostro peregrinare in giro per il prato alla ricerca della migliore esposizione al vento, che continua a girare. In due ore riusciamo a fare sì e no 4 tentativi ma i risultati sono sufficienti per convincermi che i ragazzi sono pronti, almeno per il primo volo. Poi si vedrà.

Scendiamo per i voli pomeridiani. Al decollo sud il vento è di traverso. Bisogna partire dalle antenne, quindi giù in atterraggio a fare le macchine. Salgono con Alessandro: Em. , Moreno e Moréno, Marco, Roberto, Michele, Vebija, Chato, Stefano e il redivivo Daniele. La famiglia di Moréno prende posto in atterraggio in fiduciosa attesa, gustandosi nel frattempo gli acrobatici atterraggi degli stranieri presenti oggi. Il primo a partire è Stefano che riesce anche a fare un paio di otto in leggera dinamica davanti al costone prima che lo chiami fuori. Sta voltando il Funiac, che non ha l'ausilio per le orecchie, che infatti non gli riescono. Liscio il resto del volo, con un avvicinamento misto c-8 causa vento un po' da est. Immediatamente dopo parte Em che ha l'attrezzatura nuova. Per sedersi si appende alle bretelle e se ne va pure verso le cave rimediando l'ennesima vagonata di carne (Doppia stavolta: da me e Sandro) e perdendo l'ascendenza. Proviamo le orecchie ma non riescono neppure a lui. Avvicinamento a 8 e atterraggio ok, con un discreto aiuto perché non mi pare molto in forma. Parte poi Chato, alla ricerca della dinamica che però sta finendo. Mentre scende proviamo le orecchie e almeno lui non delude (ha la sua solita vela). Buono l'avvicinamento semiassistito. Peccato per l'atterraggio non impeccabile e il tonfo di faccia successivo. Ha sbagliato un po' la tempistica. Nessun danno, se non profonde ferite all'orgoglio... E' quindi la volta di Daniele che, malgrado la ruggine di due settimane di inattività se la cava bene: pilotaggio con le posteriori, inversioni di rollio e orecchie vengono tutte bene. Avvicinamento a 8 e atterraggio ok. Il difficile però sarà tra un paio di voli, quando dovrà cominciare a far da sé. Segue a ruota Marco che fa solo le orecchie: è al sesto volo e ormai lo lascio un po' libero di gestirsi il volo. In realtà una volta giù dice che avrebbe volentieri fatto anche qualcos'altro. Nessun problema: la prossima volta si autogestirà. Sono rimasti in pochi ormai, e alcuni stanno pure risalendo. Tocca a Michele e Sandro è non poco agitato perché userà la sua vela e Michele, si sa, non ama molto quel decollo e conosce tutte le frasche del circondario. Invece, non si sa come :-), parte subito e bene e arriva sull'atterraggio con una quota spropositata e facciamo: orecchie, wing over e 360°. Imposta l'avvicinamento a C ma il vento non è molto "sincero" così lo aiuto un po' più del solito. Mentre lui atterra Vebija è già in volo. In decollo si è un po' piantato ma Santa Madre Vela ha deciso di essere clemente e lo ha trascinato in aria lo stesso. Proviamo per la prima volta le orecchie e ci vuole quasi tutto il volo per riuscire a farle ma alla fine riescono. Avvicinamento a C assistito perché il vento continua a fare le bizze e lui ha solo 5 voli. Al momento del finale gli viene un 'idea eccezionale: per evitare guai anche con un traffico in atterraggio l'ho fatto entrare alto: è probabile che atterri nei primi 10 metri del prato dopo l'atterraggio. Lo avviso che andrà lungo, raccomandando di mantenere direzione e velocità. Il nostro invece, quando si vede "sforare" il campo buono ha la brillante idea di virare a sinistra per tornare indietro. Fortunatamente è troppo basso per completare la manovra e non "riesce" ad atterrare col vento completamente in coda. Tocca terra comunque piuttosto veloce e vicino alla recinzione del capannone (perché virando ovviamente si è spostato dal centro del prato). La sequela di improperi seguiti all'atterraggio non è qui riproducibile per questioni di brevità e di decenza... Roberto, in decollo, ha fatto un paio di tentativi ma non è riuscito a partire la prima volta perché lo hanno fermato, la seconda perché si è fermato da sé. Visto che sono ormai le 7 passate e le condizioni si sono quietate non poco è venuto il momento dei Moreni. Del resto il pubblico di tifosi in atterraggio, armati di foto/videocamere, è impaziente. Il primo a partire dovrebbe essere Moréno ma, ahilui, toppa clamorosamente il decollo lasciando via libera al più giovane omonimo. La scena dall'atterraggio.

io: Parte Moréno! 

pubblico (moglie in particolare): Sìììì!

io: eccolo che gonfia.

pubblico (moglie in particolare): Sìììì!

io: ops, qualcosa è andato storto (la vela!)

pubblico (moglie in particolare): Noooo!

Moreno il giovane parte invece bene e fa regolarmente tutto il programma del primo volo. Buoni avvicinamento (a C, abbozzato già da solo) e atterraggio. Roberto sbaglia anche il terzo tentativo e poi, finalmente, parte Moréno il vecchio (senza offesa, ci sarà una differenza di età di 4 anni... forse!) tra il tripudio della folla che si è portata pure uno striscione da stadio: Morenoooo! Terraaaaa.... Si vede che ai veneziani fa sempre effetto "toccare terra". Buona la parte di volo, con programma regolare. Avvicinamento a 8 ok. Atterraggio... col sedere! Beh, qualcosa doveva andare un po' così. Chato, Em e Stefano sono tornati su e riescono a fare un secondo volo, portando a 4 il loro totale giornaliero. Volo assoluto relax, senza manovre "imposte" ma con ovvia sorveglianza in avvicinamento e atterraggio, buoni e con pochi interventi per tutti. Solo Stefano, atterrato per ultimo, si è un po' distratto in finale sbagliando leggermente la direzione. All'avviso "ocio al fosso!" ha virato un po' bruscamente provocando una pendolata a bassa quota e piantando anche lui il muso, come Chato nel volo precedente. Non voleva essere da meno. Em, malgrado le rassicurazioni, se ne va a casa un po' depresso: ha appena preso la vela nuova ma, decollato dopo Chato, è atterrato prima di lui! La giornata si chiude così, con un bilancio molto positivo... ma... un momento... ci siamo dimenticati qualcosa... o qualcuno... ... ... ... ... ... ...

ROBERTO! E' ancora in decollo ma, dopo il quarto tentativo fallito ha deciso, giustamente, di lasciare perdere. Un po' la frustrazione per gli errori, un po' il fatto di avere la famiglia giù in attesa lo devono aver innervosito. Peccato. Oltre al danno la beffa: è rimasto a piedi in decollo! Solo molto dopo le 8 è ritornato in atterraggio. Pazienza ci vuole, pazienza!

 

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