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Luglio

Ultimo aggiornamento: 31 luglio

Dopo il primo volo, che più che didattico è un'esperienza quasi mistica, entriamo nel vivo della preparazione con l'effettuazione delle prime manovre. 

Sabato 1 luglio, pomeriggio, decollo col Serrai, tutti presenti per il secondo volo (è raro trovare un corso così unito) Vento da ovest, perfetto. Decollano tutti (a intervalli di una decina di minuti) ma non tutti arrivano in atterraggio... sì, perché Mauro decide di fare il suo primo top landing e atterra poco più sotto. Una certa tensione gli consiglia giustamente di scendere in auto: se non si è sicuri e concentrati è meglio evitare, del resto deve essere un divertimento, no? Gli altri effettuano alcuni 360° e iniziano a scoprire cosa sono le inversioni di rollio o wing over. Atterraggi tutti OK, Sandro addirittura lo fa quasi da solo!

Domenica 2, ore 8 del mattino ci sono ancora tutti! Incredibile. Decollo antenne, lieve brezza frontale. Mauro è ancora teso per l'atterraggio del giorno prima e dopo lunga meditazione, opta per un biposto, volerà dopo. Gli altri decollano tutti senza problemi. Stavolta pilotaggio con le bretelle posteriori e ancora 360° (del resto è la cosa che faranno di più). Finalmente un avvicinamento con vento da Sud. Tutti OK. Pomeriggio. Mauro, che è rimasto in zona, sale con me e, viste le condizioni calme, decolla poco dopo di me. Anche lui svolge il programma del secondo volo. Gli altri (ad eccezione di Cesare) arrivano poco dopo. Samuele, in visita parenti, si fa dare uno strappo dallo zio ma va al decollo sbagliato perché nel frattempo il vento girato. Ma anche gli altri non hanno fortuna. Per entrambi vento storto e, dopo un via vai di un'oretta sulle tortuose strade del Monte Grappa, tutti tornano in atterraggio mogi mogi. P.S. Giornata caldissssssima: saranno stati 32/33 gradi con 70% di umidità, pazzesco. Ha minacciato pioggia e temporali tutto il giorno (e per un po' lo si è temuto/sperato) e invece niente di niente. La meteo...

Sabato 7 luglio, pomeriggio. Gran temporale in arrivo, attività sospesa (o meglio neanche iniziata)

Domenica 8, mattina ore 8. Ci sono ancora tutti. Giornata splendida (ma non durerà), neanche un nuvola. Si sale alle antenne, leggera brezza frontale, iniziano i decolli. Fiorenzo ha il suo nuovo imbrago e sta provando una vela diversa da quella dei primi voli. Il feeling non è dei migliori: due partenze abortite sui cespugli in fondo al decollo. Tr un suo tentativo e l'altro, partono i suoi compagni. Anche Sandro ha cambiato vela per questo volo ma si trova decisamente meglio. Proviamo le orecchie per la prima volta: tutto ok. Poi un po' di wing over. Avvicinamento e atterraggio quasi del tutto autonomi. Molto bene per il 4° volo. Tocca poi a Cesare. Qualche difficoltà con le orecchie (vela particolarmente in pressione e difficile da chiudere), buoni i  wing over. Imposta bene l'avvicinamento e ha bisogno solo di un paio di dritte per  il finale. Samuele è sempre un po' "violento" con le vele. Le orecchie vengono dentro senza problemi (anche troppo!), w.o. un po' a scatti ma meglio delle altre volte. Lui è nella media e ha bisogno di più aiuto per l'avvicinamento. Mauro torna a volare la vela del suo primo top landing. In atterraggio dirà di averla trovata ottima come sensazioni di volo. Piccoli problemi con le orecchie, sebbene la vela abbia le bretelle sdoppiate per facilitare l'operazione, capita una piccola cravatta e il nostro decide saggiamente di chiedere lumi di persona prima di riprovarci. Buoni i w.o. e avvicinamento nella media. Finalmente Fiorenzo decolla ma non deve essere la sua giornata. Sono iniziate le termiche e si trova a ballare un po'. Buone le orecchie e i w.o. (malgrado tutto). La sfiga però oggi lo ha preso di mira. Il vento si mette da nord (alle 9 di mattina, di solito, è un sud costante), impostiamo l'avvicinamento ma, al momento di entrare in campo, la manica (bastarda) si rimette da sud. Col vento dietro il campo è decisamente piccolo e in fondo c'è il cavo del telefono. Però ci siamo tenuti qualche metro di margine, più che sufficiente per effettuare un 180° sul cielo campo ed atterrare controvento senza problemi. Non è un avvicinamento a C come lo descrivono i manuali ma ci si avvicina.

Pomeriggio: le previsioni erano brutte, avevo consigliato di stare a casa ma sono venuti lo stesso in quattro. Dato che il tempo sembrava reggere (e poi infatti non ha piovuto) è stato fatto un tentativo ma un forte vento da ovest, arrivato nel frattempo, ha reso vana questa speranza. Tutti a casa con un solo volo in questo travagliato week end. Ma quand'è che arriva il bel tempo? Boh!

E siamo giunti al terzo week end di questo strano luglio 2000. Tanto per cambiare il sabato nulla di fatto: temporale

La speranza per la domenica viene premiata. Ritrovo ore 8 sotto un cielo velato ma comunque in netto miglioramento. Stamattina non ci sono tutti (che qualcuno degli assenti porti sfiga?). Si parte per le antenne ma c'è forte verso da ovest (cioè nelle chiappe) ahi ahi ahi! Veloce trasferimento all'altro decollo sperando che la situazione sia migliore. Infatti un bel vento frontale accoglie festoso i nostri eroi che si preparano velocemente. Visto il crescere della preparazione diminuiamo il distacco tra i decolli in modo che siano in volo quasi insieme (molto quasi). Prime divagazioni sul costone tanto per vedere come è fatto. Praticamente due virate in tutto e poi fuori a far manovre: orecchie, 360° e, per Sandro che arriva un po' più alto, qualche wing over. Tutti e tre vengono invitati ad impostare autonomamente l'avvicinamento. Sandro e Cesare se la cavano bene (con qualche dritta, è ovvio). Fiorenzo invece è un po' distratto e fa gli otto a rovescio. Opportunamente corretto si cosparge il capo di cenere e atterra senza problemi. La giornata si è aperta bene, iniziano le prime termiche leggere e la loro preparazione è buona, perché non fare un secondo giro? Neanche il tempo di dirlo e via, sono già in viaggio per il decollo. Le condizioni sono proprio ottimali per un volo in termica. Alle 10 parte per primo Cesare che, opportunamente indirizzato e impostato inizia a termicare (un po' rudemente devo dire) sul costone dei tornanti, guadagna qualche decina di metri e si piazza lì a studiare la zona. Dopo un po' parte anche Fiorenzo che, giunto nella zona di operazioni, inizia anche lui a prendere contatto con le prime ascendenze ma non riuscirà mai, in tutto il volo, a raggiungere Cesare (sarà la differenza di peso...). Quando vedo che si abbassa troppo faccio per chiamarlo in atterraggio ma il nostro, non domo, si aggrappa con le unghie a una termica e risale a una quota discreta (ma forse è stata la termica a riprenderlo per i capelli, non so). Alla fine riesce a partire anche Sandro che si piazza tra Fiorenzo e Cesare (come quota). Tutti e tre girano sul costone avanti e indietro per una qualche decina di minuti tutti soli. Fiorenzo, preso dalla foga, si avvicina anche troppo al bosco ma viene prontamente incenerito dal sottoscritto prima di finire sugli alberi. Un po' alla volta la fatica e lo stress si fanno sentire e le quote calano. Il primo a essere chiamato in atterraggio è Fiorenzo (circa 40 minuti di volo). Segue poi Sandro (25 minuti) e da ultimo Cesare (addirittura 55 minuti) che, appena sceso, non ha niente di meglio da dire che "sì... è stato abbastanza divertente". Molti allievi dei corsi precedenti avrebbero fatto carte false per un volo così. Forse però è la stanchezza.

Pausa per i recuperi poi la proposta di fare un test con i quiz non ha successo e, dopo un po' di chiacchiere, vanno a mangiare (e poi c'è il GP di F1). Intanto il tempo si sta rabbuiando e non promette niente di buono: ci sono due temporali, uno ad est e uno ad ovest. Quando uno scarica l'altro si gonfia e viceversa. Al pomeriggio arrivano anche i due assenti del mattino (Samuele ha dormito fino alle 16 ma quando arriva mi chiede perché non gli ho telefonato alle 8!!!). Purtroppo la meteo non è positiva e facciamo due tiri a pallone in attesa di tempi migliori. La giornata rimane in bilico finché, alle 17.30 li mando tutti a casa. 

Ore 17.50 le nubi si dissolvono come per incanto grazie a un forte vento da nord. Mi consolo pensando che comunque, con quel vento, non avrebbero volato.

Ore 18.15 il vento cessa del tutto e lascia una stupenda serata assolata e calma: ideale per gli allievi. Murphy ha colpito ancora.

Incredibbbile! Una intero week end volabile. Ci eravamo ormai dimenticati cosa volesse dire. Week end denso e pregno di significati.

Sabato ritrovo ore 16.30 ma, avvertendo la giornata, un paio arrivano alle 15.30...

Vento da sud ovest, quindi si partirà dalle casette. Avendo ormai superato (quasi tutti) i 5 voli alti si inizia la seconda fase: l'autonomia operativa, nel senso che gli ordini diventano sempre più sporadici, in modo che gli allievi possano valutare da soli il da farsi. I primi risultati sono incoraggianti. Fiorenzo esegue, con le dovute istruzioni, il suo primo avvicinamento a C, qualche sbavatura ma il ghiaccio è rotto. Primo avvicinamento a C anche per Sandro che se la cava bene e dice di preferirlo a quello a otto. Mauro, dopo due settimane di inattività e 3 soli voli alle spalle, non sembra troppo arrugginito anche se in atterraggio esegue uno stallo alla "ti spiezzo in due" e la vela crolla alle sue spalle in 0.5 secondi netti, sopraffatta da cotanta veemenza. Samuele, il giovane, non dimostra particolare concentrazione e ha ancora bisogno di notevole assistenza in avvicinamento, le manovre sono finalmente OK. Cesare fa quasi tutto da solo, a parte una dritta per il finale.

Domenica mattina, ore 8. Vento nullo, valutazione comune sulla situazione per decidere il decollo. Si opta per le casette e la scelta si rivela azzeccata, bravi. Non glielo dico prima ma l'intenzione è di stare assolutamente zitto e fare una specie di volo d'esame per verificare la preparazione dei ragazzi, le manovre previste sono quelle usuali: wing over,orecchie, 360° Dx e Sx, avvicinamento e atterraggio. Fiorenzo è l'unico a non aver bisogno di aiuto, esegue il programma con precisione (a parte un'incertezza nell'inversione dei 360°) e fa un perfetto atterraggio. Cesare forse non è in giornata, ha delle incertezze nei wing over e i 360 sono un po' lenti, entra anche alto e ha bisogno di alcuni suggerimenti per correggere l'errore. Mauro, che ha meno voli se la cava egregiamente e ha bisogno solo di alcuni aggiustamenti in avvicinamento. Buono anche lo stallo alla fine. Sandro opta per l'avvicinamento a C ma pecca di precipitazione (non il quel senso...) e inizia il circuito alto, per cui deve correggere e allungare la base, non male comunque. Da ultimo Samuele fa bene le manovre ma l'avvicinamento è completamente sballato, come se non ne avesse mai fatto uno. Necessaria una assistenza integrale per l'atterraggio.

Il secondo volo mattutino è un must, vista la giornata. Salgono ancora alle casette. Dopo un ora di attesa, si accorgono che il vento da est che si è alzato non ha idea di cambiare e si spostano alle antenne dove le condizioni sono buone. Vista l'ora, la speranza è di un nuovo volo in termica ma solo Cesare e Samuele trovano qualcosa. Gli altri, dopo un paio di virate, si dirigono in atterraggio. Niente manovre stavolta ma solo l'avvicinamento. Primo avvicinamento a C per Mauro, mentre Sandro è tornato agli otto. Problemi per Samuele che, malgrado l'assistenza in avvicinamento, riesce a sbagliare ancora qualcosa e alla fine rischia di finire su un albero perché ha ritardato una virata e si è preso basso. Fortunatamente entra solo col corpo nei rami più alti e riesce ad oltrepassare l'ostacolo, atterrando subito dopo senza danni. "Interrogato" dirà di aver fatto confusione tra destra e sinistra!!!! L'invito è dormire di più di notte e meno durante il volo. Cesare, che nel frattempo è arrivato in orbita, viene fatto scendere in tutti i modi, incluso uno stallo di B che esegue non proprio benissimo ma da cui esce senza problemi di sorta. Buoni avvicinamento e atterraggio. Fiorenzo non ha volato perché è dovuto scappare a casa.

Finiamo alle 11.30 e si parte! Sì, perché nel pomeriggio è in programma la prima trasferta: Camisino, amena località delle prealpi vicentine, con un volo di circa 1200 metri di dislivello ma una lunga strada, in parte non asfaltata, per raggiungere il decollo, fortuna che c'è la navetta. Samuele va a casa, ci raggiungerà più tardi. Dunque si parte. Fatti i recuperi, verso le 13 siamo al nuovo atterraggio. Vista l'ora lascio lì gli allievi con il pallone e salgo per farmi un voletto da solo. Sfortunatamente il tempo su non è proprio bellissimo. Il luogo però non è stato scelto a caso: a 100 metri dal decollo c'è la malga di un nostro ex allievo che, informato del nostro arrivo, ci invita. Visto che con gli allievi si è spostato anche mezzo club, in parecchi finiamo a mangiare, bere e chiacchierare al caldo, mentre i più stoici intraprendono il volo con alterne fortune. Gli allievi sono sotto che aspettano ma poco dopo (ore 14.30), informati, salgono anche loro. Appena su, inizia la pioggia! Ci risiamo. E invece no. Poco dopo i tempo migliora e si può volare. Parto per primo e poi gli altri mi seguono. Riescono a volare tutti meno Fiorenzo che, visto il vento laterale, opta per il recupero della propria auto. Niente di speciale, vista la grande novità di base, solo un'attenta impostazione dell'avvicinamento in un campo nuovo e più piccolo del solito. ANCHE Samuele se la cava bene stavolta. Alla prossima.

Sabato 29, la giornata si preannuncia splendida. Cielo terso e aria frizzantina. Ritrovo alle 16.30, ci sono parecchi cumuli ma quelli grossi sembrano lontani. Mi sono scordato le radio e devo correre a prenderle. Alle 17 saliamo. Arriviamo in cima e inizia a piovere... Visto che la pioggia è molto leggera decidiamo di aspettare al bar "al Deltaplano" facendo una partita a biliardino. Dopo meno di un'ora sembra tutto a posto e torniamo in decollo. Neanche il tempo di aprire la mia vela e ricomincia. Ormai sono pronto e parto. Piove a dirotto adesso, così avviso gli altri che non se ne farà niente e di raggiungermi direttamente in atterraggio. Non deve essere la nostra giornata fortunata (un'altra) e non mi sentono, la radio prende acqua e devo spegnerla. In atterraggio provo col telefono ma i loro non prendono (o li hanno lasciati in auto). Così li aspetto per 2 ore. Intanto il tempo migliora. Loro, non sentendomi, dopo 2 ore finalmente si incamminano, proprio quando avrebbero potuto partire...Decisamente un brutto pomeriggio.

Domenica il ritrovo è spostato alle 8.30, così magari si trova anche qualche termica. Samuele non c'è neanche oggi perché raffreddato. Si va alle antenne. Su il vento non è proprio OK ma migliora col passare dei minuti. Alla fine, verso le 9,15 parto, giro una termica con un falchetto e torno in decollo a riferire e dare alcune indicazioni di massima sulla giornata. Poi vado giù (in atterraggio, che avete pensato...) Cesare parte per primo ma trova solo qualche buffetto e dopo neanche 20 minuti è atterrato, in perfetta autonomia, senza bisogno di aiuto. Anche Fiorenzo, ma ormai è normale, se la cava benone, pur non trovando termiche. Resistono di più Sandro e Mauro che però necessitano ancora di qualche dritta (o forse sono io che non riesco a stare zitto). 

Ci rivediamo alle 16.30. Nel frattempo ha pure piovuto ma ora sembra tutto OK. Si parte dalle antenne. Anche Sandro non c'è. Sono solo in tre. Solo Cesare però riesce, a causa del traffico, a decollare in tempo prima che il vento giri. Gli altri devono trasferirsi alle antenne. Cesare ne approfitta per raggiungerli e fare un secondo volo. Con lui sale anche Diego, che deve fare un po' di ripasso per ricominciare a volare dopo alcuni mesi. Per primo parte proprio Diego che non sembra poi così arrugginito. E' poi la volta di ? che decolla senza problemi e atterra da solo (un po' lungo per la verità). Quando invece tocca a ?? succede il patatrac. Gonfiaggio, corsa, stacco, roveto/pino, probabilmente un po' di discendenza. Vista l'ora è la spiegazione più probabile anche se la manica a vento è sempre parsa buona. Nulla di rotto a parte l'orgoglio (del resto ci vuole almeno una frasca per corso, altrimenti che gusto c'è?). Mi avvisano (quasi) subito dei problemi di recupero dell'attrezzatura, così salgo a vedere. La vela è stesa tra due piante, una di 3/4 metri e l'altra di 8/10. Nel mezzo in intrico di rovi da smebrare la foresta vergine, ci vorrebbe un machete ma si procede a mani nude (che eroi). Mi arrampico sul pino più alto (fortunatamente ben dotato di rami) e , giunto sulla cima, inizio a liberare l'ala spezzando qua e là (se mi legge la forestale...). Il problema più grosso è recuperarla perché, se la facciamo scendere tra i rovi finiamo dalla padella alla brace. Allora decidiamo di usare l'altra pianta, più bassa, come "ponte", dal mio pino la passiamo all'altro alberello e da qui su in ghiaione. Dobbiamo anche smontare una bretella e l'intera raggiera dei freni. Alla fine tutto si risolve con un piccolo 7 sull'intradosso. Ricostruiamo il fascio lì in decollo e poi tutti a casa. Questa lezione non era prevista ma, tutto sommato, è sempre un'utile esperienza. Gli errori si possono commettere, a patto di imparare a non ripeterli.

Alla prossima.