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Certificazione Aero Club d'Italia n°4

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Assemblea Fivl 2002

RELAZIONE RIASSUNTIVA

Domenica 3 marzo c'è stata l'assemblea di inizio anno della Federazione Italiana Volo Libero. La sede scelta era Biella e siamo stati ospitati in un confortevole e super tecnologico centro congressi di un'importante banca locale. 

L'avvio dei lavori è stato ritardato da qualche intoppo, così solo verso le 10 si è potuto iniziare. Soltanto 32 i delegati presenti. Dov'erano tutti gli altri? Mah... 

Prima di affrontare l'ordine del giorno previsto, il presidente Bacchi ha presentato una variazione urgente allo stesso. Un paio di settimane fa, infatti, al termine di una lunga serie di incontri e dibattiti e forti pressioni, i presidenti delle maggiori federazioni di volo del nostro paese hanno deciso di dare vita alla Confederazione degli Sport dell'Aria (CSA). Lo scopo dichiarato è costituire un ente rappresentativo di tutte le realtà aeronautiche italiane che faccia sentire a chi di dovere il grande disagio (per non dire profonda crisi) che questo settore sta vivendo per le note vicende legate a chi attualmente gestisce il volo sportivo in Italia. La costituenda Confederazione si propone come interlocutore qualificato nei confronti della Fai a livello internazionale e del Coni per quanto riguarda il nostro paese per portare avanti le esigenze degli sportivi dell'aria e superare la miriade di difficoltà che attualmente incontra chi vuole volare per diletto. 

A questa proposta hanno aderito le seguenti federazioni: Aeromodellisti, Paracadutisti, Ultraleggeri a motore, Volo a Vela (alianti), Aerostati (mongolfiere) ed Elicotteri, oltre naturalmente alla nostra, che essendo la più organizzata, svolgerà anche il gravoso ma essenziale compito di segreteria provvisoria, fino a quando la nascitura entità non potrà contare sulle proprie sole forze. Solo la federazione volo a motore è ancora incerta, in quanto l'attuale situazione non le è poi così sfavorevole.

In queste settimane tutte le federazioni che hanno aderito al progetto, lo stanno facendo ratificare dalle rispettive assemblee e a questo è chiamata anche la FIVL. 

Al di là dei tecnicismi, i delegati, in sostanza, hanno votato all'unanimità di aderire a questa confederazione, dare mandato al Presidente di curare gli aspetti tecnici della cosa e comunicare in Fai queste intenzioni. 

Successivamente è toccato di nuovo al presidente parlare, per fare la sua relazione annuale. Questi i punti salienti: 

bullet è stato approvato lo statuto della federazione europea di volo libero. Con il rapido avanzare dell'unione europea anche a livello politico, un ente sovranazionale è indispensabile per tutelarci. Già si intravede nel prossimo futuro un grosso problema, di cui si è parlato più avanti nella riunione. 
bullet La Fai non è stata molto soddisfatta dell'esperienza dello scorso anno dei WAG (World Air Games) in Andalusia. Le troppe località coinvolte hanno prodotto una grande dispersione di energie e una scarsa visibilità dell'evento. Per questa ragione i prossimi mondiali si svolgeranno al massimo in due aree, comunque vicine e affini. In questo senso la prevista candidatura di Umbria e Lazio è perfetta (delta al Cucco, para al Subasio, aerei a Perugia e alianti a Rieti). L'Aero Club su questa iniziativa si mantiene cauto mentre gli enti locali coinvolti si sono dimostrati entusiasti. La candidatura sarà presentata ufficialmente entro settembre di quest'anno. 
bullet Oltre all'iniziativa della CSA, che pur promettendo bene è solo uno dei canali seguiti dalla Federazione, il presidente sta anche seguendo da vicino il progetto di modifica legislativa riguardo gli sport aerei. La legge che con la scorsa legislatura è arrivata a un passo dall'approvazione ci aveva illuso, ma non tutto è andato perduto. L'on. Speroni, pilota sportivo anch'egli, ha a cuore il problema e porterà avanti questa battaglia che, alla fine, dovrebbe riconoscere alle federazioni di specialità maggiori compiti in ordine all'organizzazione e gestione del proprio settore. 
bullet Il nuovo statuto dell'Aero Club, sta lentamente seguendo il proprio iter, ma sarebbe comunque da rifare di nuovo in caso di modifiche legislative.

Dopo il presidente ha preso la parola Sergio Calabresi, per la commissione materiali.

Il grosso del lavoro svolto riguarda le nuove omologazioni europee che, a dire la verità, stanno andando un po' per le lunghe. In realtà la relazione tecnica sul parapendio è sostanzialmente pronta dalla fine del 2000 ma ci sono dei punti di forte contrasto che finora ne hanno ostacolato la definitiva adozione. Tutti sono d'accordo sul fatto che gli attuali criteri, risalenti al '93, sono a dir poco superati ma, mentre le federazioni spingono per effettuare test molto più severi (si parla di almeno 25 prove), alcuni costruttori sono arrivati a proporre una sorta di autocertificazione che il mezzo è conforme alle norme. Per ricomporre posizioni così radicalmente diverse c'è voluto del tempo e molto lavoro. Ad oggi i problemi principali sembrano superati. È stata però formata, a gennaio 2002 una commissione speciale con lo specifico compito di appianare le divergenze tra Francia, Germania e Svizzera sulle modalità di svolgimento pratico dei test in volo, ultimo scoglio da superare. La federazione, all'interno dei vari gruppi di lavoro è riuscita più volte a far valere le proprie ragioni. Di una cosa in particolare tutti noi, in futuro le dovremo essere grati. E' stato infatti grazie alla caparbietà dei nostri rappresentanti se è passata un'importante modifica. Finora le vele provate in volo erano ali nuove di fabbrica, identiche a quelle sottoposte ai distruttivi test di carico a 8/9 g, ma assolutamente nuove. La tesi che la federazione è riuscita a far digerire al CEN è che è necessario che le vele testate siano prima sottoposte al normale carico di volo. In altre parole: la procedura per il test distruttivo di carico rimane invariata a 8/9 g, mentre le ali che andranno a fare i test in volo saranno prima caricate a 4/5 g, carico che si può raggiungere in vite o in turbolenza forte. In questo modo le vele testate saranno molto più simili a quelle che usiamo tutti noi, visto che l'ala è “nuova di pacca” solo al primo volo e, con le norme attuali, rischierebbe di non rientrare più nell'omologazione già a partire dal secondo... Una vela nuova è infatti sicuramente quanto di meglio si può volere a livello teorico ma i carichi di utilizzo posso produrre variazioni di assetto notevoli, specie quando si parla di vele basiche, e cambiarne quindi radicalmente il comportamento già dopo pochi voli. 

Assodato il fatto che dopo tutti questi anni c'è necessità di cambiare, sembra che comunque qualcosa si farà entro fine anno. Anche se la commissione dovesse mancare l'accordo politico tra i vari enti di omologazione, ciascuna dovrebbe applicare per conto proprio il protocollo tecnico approvato dal CEN. 

Per quanto riguarda i paracadute di soccorso si è preso atto che i limiti attuali di quelli biposto sono eccessivi per garantire la sicurezza di chi li usa. Il tasso di caduta, in futuro, dovrà essere contenuto al massimo in 6 m/s (5 m/s invece per i monoposto). Per entrambe le tipologie, le oscillazioni dovranno essere in smorzamento e non superare comunque i 15°. Resta da definire il sistema di lancio. Due le alternative: da fermo da un ponte o a 40 km/h in volo orizzontale da un ultraleggero. 

Le imbragature, essendo molto più facile definire dei criteri oggettivi, visto che alla fine si parla di resistenza alla trazione, i problemi sono tutti risolti. 

Dal 2003 si inizierà a parlare di delta, che però dovrebbe porre molti meno problemi.

Per quanto riguarda l'aspetto scuole, considerato il limite d'azione imposto dall'attuale normativa, è stato sottolineato con soddisfazione come la cooperazione tra la nostra e la federazione francese ha portato all'adozione, da parte di quest'ultima, di un programma per i corsi SiV che si rifà in molte sue parti a quanto suggerito dalla FIVL alle scuole italiane nell'ormai lontano 1994. 

Molto interesse hanno poi suscitato le ultime notizie circa la riorganizzazione degli spazi aerei. Attualmente l'ICAO prevede 7 tipi di spazio aereo: A, B, C, D, E, F, G. Noi siamo autorizzati a volare in F e G, che sono quelli meno controllati. 

Entro il 2006 gli spazi E, F e G saranno omogeneizzati in tutta europa e resi praticamente identici. Attualmente invece, pur avendo lo stesso codice ICAO, i vari stati nazionali hanno fissato parametri diversi all'interno dei vari spazi. 

Tra il 2006 e il 2010 da 7 gli spazi aerei diventeranno 3: 

bullet spazio U (unknow, sconosciuto), andrà da terra al livello X e ospiterà il traffico sconosciuto ai controllori ma di cui è possibile scoprire l'identità tramite la radio (aeronautica) e il trasponder che dovranno obbligatoriamente essere a bordo di tutti i velivoli. È l'unico in cui saremmo autorizzati a volare. 
bullet livello Z, separa lo spazio inferiore da quello intermedio. Ci sono varie proposte sulla sua quota, da 7500 e 13500 ft (2286 – 4114 metri), ma tutte si riferiscono al livello del mare e non prevedono deroghe di quota in presenza di rilievi montuosi. Questo significa che, anche nella migliore delle ipotesi, la cima del Bianco, per esempio, sarebbe off limits per noi 
bullet spazio K (know, conosciuto), è il livello di volo intermedio. Del traffico al suo interno gli enti di controllo conoscono la posizione o la rotta.
bullet livello X, è il secondo livello di separazione 
bullet spazio N, è il livello più alto e più controllato, il traffico è noto sia per la sua posizione che per la rotta che sta seguendo

Questa normativa è ancora allo stato embrionale ma le date sono già state fissate e c'è poco tempo per decidere le regole. A noi una simile regolamentazione pone diversi problemi. In particolare non sembra fattibile che un controllore radar possa seguire, a mezzo di trasponder, ogni singolo mezzo sportivo che vola nello spazio U, perché ci sarebbe un sovraccarico di informazioni, peraltro in buona parte inutili. Per questa ragione l'orientamento è di non farci portare questo apparato a bordo, né la radio (per cui serve specifica abilitazione)! Però la normativa, così com'è ora impone l'uso di questi strumenti. Senza contare poi i problemi derivanti da questa struttura in prossimità degli aeroporti, dove lo spazio N si estende giocoforza sino a terra. Il rischio è la totale paralisi del volo sportivo, inteso nel senso più ampio del termine. E' il primo importante confronto a cui sarà chiamata, entro breve, la nuova federazione europea. I problemi, secondo quanto riferito non sono finiti qui, perché entro il 2015 gli spazi aerei diventeranno solo 2... e a tutto questo si aggiunge la deregulation dell'aviazione commerciale. Molte piccole compagnie progettano piccoli hub in aeroporti secondari per fare concorrenza a basso costo alle compagnie aeree più grosse. Se però i piccoli aeroporti, come Treviso, Perugia o Cuneo diventassero scali internazionali avrebbero bisogno di una certa area controllata nella loro zona e questo significherebbe chiudere alcune delle zone di volo libero più belle del nostro paese. C'è molto da lavorare, come si può ben vedere.

Dopo le luci e le ombre sul futuro prospettate da Sergio Calabresi è stata la volta di Franco Bonavigo parlare dei club. Quest'anno ci sono stati 14 club in meno affiliati alla Federazione, con un calo del 2%, i soci invece sono calati del 7,5% arrivando a 4400 circa. Le ragioni sono ormai note: disaffezione verso la federazione e calo dei praticanti. Malgrado ciò la Fivl si mantiene attiva. 30 ore per la Vita ha raccolto quasi 30 milioni interamente devoluti alla raccolta di solidarietà e sarà replicata anche quest'anno. Purtroppo non è stato possibile il passaggio televisivo previsto, perché alla data della trasmissione i resoconti delle manifestazioni non erano ancora arrivati e la cifra su cui si poteva contare per certo superava di poco il milione di lire e sarebbe stato ridicolo consegnare una cifra simile in diretta TV. Dal punto di vista invece del contatto col territorio e le altre realtà locali l'iniziativa è stata un pieno successo. È inoltre in cantiere la realizzazione di una cartina, tipo quelle stradali, tascabile, con riportate le maggiori località di volo. L'obiettivo è favorire il turismo e l'interscambio tra realtà differenti. Un'iniziativa del genere era sempre stata accantonata per paura di “dare nell'occhio”. Ora però, viste le prospettive censorie che si stanno profilando, è forse un bene renderci un po' più visibili anche in questo modo. Al momento è in fase di studio e il costo sarà coperto da sponsor. 

Sono state poi mostrate le foto che hanno partecipato al concorso FotoVolo e che saranno ora utilizzate anche per creare un photobook per poter adeguatamente supportare, a livello di immagine, le varie campagne. Le foto saranno anche a disposizione delle redazioni giornalistiche.

Emanuele Linari, ad un anno esatto dalla propria nomina alla commissione promozione immagine, si è dimesso. Il motivo principale è stato un modo di intendere la promozione decisamente diverso da quello della federazione. A seguito di una specifica domanda, ha successivamente precisato che non ci sono stati contrasti o pressioni a spingerlo in questo senso, semplicemente, seguendo un'idea di promozione diversa da quella ufficiale, non si è sentito, giustamente, di fare un lavoro così impegnativo e strategico non condividendolo appieno.

La commissione stampa, come saprete, da novembre è “in mano” a Luigi De Stefanis. Quello passato, dopo le dimissioni di Giulio Vercelli, è stato un anno molto difficile. La prima cosa che è stata sottolineata è stata perciò l'impegno e l'ottimo lavoro svolto dalla segreteria nei mesi di assenza del commissario, ossia quasi tutto l'anno. Malgrado tutto la qualità del notiziario non ne ha risentito e, altro aspetto fondamentale, la raccolta pubblicitaria, che dopo le dimissioni era andata praticamente a zero, a fine anno è risultata molto vicina a quella stimata in sede di bilancio preventivo. Davvero un grandissimo risultato, sottolineato da una standing ovation per le nostre splendide segretarie. Il nuovo anno si è aperto con migliori auspici: ad oggi sono già in portafoglio contratti pubblicitari pari a l'intera raccolta del 2001.

Ha fatto poi notare come la Fivl sia una delle 3 sole federazioni europee ad avere un notiziario con 10 uscite, mentre la maggior parte pubblica al massimo 3 o quattro numeri l'anno. Per riempire però questo grande mezzo di promozione e comunicazione servono però dei contenuti, e a questo sono chiamati tutti i soci, invitati a partecipare con articoli e notizie. È stato chiesto, tra le altre cose, perché ci siano così pochi articoli di deltaplano. La risposta è stata allo stesso tempo ovvia e disarmante: perché nessuno ne scrive! Gli unici pubblicati negli ultimi mesi sono stati scritti dai consiglieri, ma il giornalino è dei soci per i soci. I commissari, che hanno già parecchio lavoro, non si possono sobbarcare anche questo. Il notiziario non ha una redazione nel senso tecnico del termine, ma raccoglie e pubblica gli interventi dei soci. 

È stato poi portato all'attenzione dell'assemblea come i vari club richiedano una presenza visibile della Federazione alle loro manifestazioni. Perciò è stato proposto che i consiglieri si dividano i compiti e cerchino di essere più presenti a livello locale, per portare la FIVL tra i suoi soci. 

La commissione ha iniziato una campagna informativa all'estero sulle norme che regolano il volo da noi. Ultimamente il problema dell'afflusso di stranieri ha assunto dimensioni preoccupanti, soprattutto a seguito di alcuni articoli di stampa estera che dipingevano l'Italia come il paese dei balocchi, senza regole né controlli. Per questo la Fivl si è attivata presso le varie federazioni e invita tutti i soci e i club che dovessero riscontrare questo tipo di problemi, a contattare la segreteria, in modo che la presa di posizione sia ufficiale da parte dell'organismo che ci rappresenta, e quindi molto più forte della letterina del singolo club o pilota. 

I contatti con i media sono in fermento ma, dato il poco tempo passato dalla sua nomina, il consigliere ha chiesto un po' di tempo. Ha però portato ad esempio un accordo raggiunto a livello locale con una radio privata piemontese che trasmetterà gratuitamente un notiziario per pubblicizzare le manifestazioni organizzate nella regione. 

La parola è poi passata al “sottocommissario” Gustavo Vitali. Ha creato un indirizzario delle redazioni diviso per area geografica, argomenti trattati e tipo di diffusione (TV, radio, stampa, web...). L'attività di diffusione dei comunicati stampa è stata intensa sin dai primi tempi. Manca però purtroppo un riscontro su quanto viene pubblicato. I soci sono perciò invitati a tenere gli occhi aperti e segnalare eventuali articoli in cui si parla di noi. Questo servirà a costruire un archivio e quindi un book di presentazione della nostra attività promozionale. Attualmente il database copre circa il 30/40% delle testate esistenti ma si sta espandendo. Sarebbe però importante scrivere direttamente ad un redattore piuttosto che a un generico indirizzo. Quindi, chi consce i nomi dei redattori della propria zona che più spesso si occupano di noi, è pregato di comunicarli per favorire ancor più la diffusione dei comunicati e soprattutto la loro pubblicazione.

Franco Baccara ci ha poi aggiornato sull'operato della commissione sicurezza. L'analisi degli incidenti dello scorso anno ha messo in luce l'alta incidenza, sul totale degli eventi riportati, di piloti stranieri e soprattutto di piloti che hanno iniziato da autodidatti o quasi. 

Sulla sicurezza dei materiali è stato fatto molto, e le tecniche di pilotaggio si sono evolute di conseguenza. Oramai un corso di volo presenta tutte le garanzie sotto questi aspetti. Molto però bisogna fare per creare nei futuri piloti la giusta concezione del volo, ossia bisogna lavorare sull'imprinting dei futuri piloti, sul loro approccio mentale iniziale, per essere certi che le nozioni che arriveranno poi siano recepite nel modo corretto. Per questa ragione si ritiene importante lavorare su due fronti: lotta all'abusivismo e semplificazione delle pratiche per tenere corsi (o singole giornate) di avvicinamento basico al volo. Sapete bene che allo stato attuale si può concretamente fare poco a livello “impositivo” ma è bene iniziare a diffondere queste convinzioni presso le scuole e preparare gli strumenti operativi, in modo che quando verrà il momento tutto sarà pronto. 

Per quanto riguarda l'unificazione delle norme sulle precedenze si deve procedere ad una vera e propria rivoluzione legislativa (non si tratta di semplici regolamenti) e una ancor più impegnativa rivoluzione mentale dei piloti europei.

Flavio Tebaldi, della commissione gare delta, è all'opera da pochi mesi ma con grande entusiasmo. Ha portato a termine una nuova revisione del regolamento, tornando per certi versi a quello di due anni fa. Quello del 2001 ha avuto l'indubbio merito di aver riavvicinato molti piloti alle gare. Considerando però valide per la classifica solo gare nazionali, li ha allontanati da quelle internazionali col risultato che quasi nessun pilota aveva più punti FAI e il rischio, in ultima analisi, che in futuro non ci fossero piloti accreditati per partecipare ai campionati Europei e Mondiali. Ora le gare prese in considerazione sono 6 italiane e 3 internazionali. Per facilitare le procedure di iscrizione a tutte le organizzazioni verrà fornito un database con i dati di tutti i soci FIVL, rintracciabili semplicemente tramite il numero di socio. Lo stesso sistema sarà utilizzato dai parapendio, come pure uguale sarà il programma usato per le classifiche, il Race 2000.

Carlo Anzil, commissione aquiloni, ha fatto un intervento brevissimo dicendo di aspettarsi molto dai prossimi mesi, in quanto ha rilevato un risveglio di interesse per la Fivl nei praticanti di questa disciplina.

Da ultimo è intervenuto Italo Tarasconi per la presentazione del bilancio consultivo 2001. Sono stati sottolineati i notevoli risultati del notiziario malgrado le difficoltà di inizio anno e le notevoli economie realizzate da tutte le commissioni che hanno permesso, nonostante un calo di entrate di quasi 70 milioni, di pagare le iscrizioni ai WAG dei piloti italiani (che sono in parte già rientrate) e risparmiare ancora una ventina di milioni di vecchie lirette. Il bilancio è stato approvato dopo la lettura della relazione dei revisori dei conti che hanno trovato tutto in ordine. 

È giunta notizia, non ancora confermata al 100% della totale liberalizzazione delle radio LPD che quindi non sarebbero più tenute né a pagare tasse di concessione, né ad essere denunciate all'autorità di PS. Una interpretazione a noi favorevole della legge ci autorizzerebbe, infine, al loro utilizzo in volo.

Dopo la meritata pausa pranzo i lavori sono ripresi con gli interventi dei delegati, molti dei quali sono stati già inseriti, per comodità nella prima parte di questa relazione. 

La maggior parte degli interventi si sono concentrati sulla promozione. Marco Borri ha proposto di destinare 100 milioni di lire a questo scopo, stipendiando una persona per questo. L'idea ha scatenato un'accesa discussione ma non è stata accolta per mancanza di copertura. Investire una simile cifra in un solo progetto voleva dire bloccare l'attività di tutte le altre commissioni, senza peraltro la garanzia di ottenere un risultato commisurato allo sforzo. Dal dibattito è però uscita un'altra proposta piuttosto interessante che avrà probabilmente un seguito, ossia cercare una società di servizi che si occupa di presentare le documentazioni necessarie ad ottenere finanziamenti pubblici e che lavori soltanto a percentuale, in questo modo la Federazione potrebbe ottenere qualche palanca a rischio zero.

Altro punto particolarmente sentito, in ordine alla promozione, la realizzazione di un filmato. E' stato dato mandato al consiglio di studiarne la fattibilità. 

Giovanni Ronzoni, memore delle difficoltà incontrate quest'anno per portare alle gare internazionali le nostre squadre in condizioni dignitose, ha proposto la creazione di un fondo ad hoc, da costituire tramite versamenti volontari da parte dei soci. La proposta, in sé ineccepibile, ha suscitato qualche perplessità dal punto di vista della riuscita ma è stata sostanzialmente accolta. 

Personalmente sono intervenuto su un paio di punti. Il primo, come richiesto dal mio club, è stata la richiesta, se possibile, di anticipare il rilascio delle nuove tessere negli ultimi mesi dell'anno, anziché da gennaio in poi. La ragione sta nel fatto che ora a Borso si sta cercando di controllare i piloti che vengono a volare attraverso il controllo dei documenti e il rilascio di un apposito bollino che quelli in regola dovranno applicare al casco. L'anticipo nel rilascio delle assicurazioni è necessario per rendere fattibili i controlli sin dal primo di gennaio.

 La Federazione ha dimostrato notevole interesse per questa iniziativa sperimentale e sembra intenzionata a sostenerla ben oltre le nostre stesse richieste. È stata infatti ventilata la possibilità che, dal prossimo anno sia la Federazione stessa a rilasciare il bollino, con l'anno di validità. 

La seconda parte dell'intervento è stata, guarda caso, puntata sulla promozione. Mi sono permesso di dare un paio di suggerimenti: 1. ho ricordato che stiamo cercando di creare un circuito di gare di centro che potrebbe essere molto appetibile dal punto di vista promozionale e ho invitato i presenti ad aderire; 2. ho lanciato l'idea di cercare qualche convenzione per i soci Fivl, come sconti o agevolazioni, sul tipo di quanto fa, per esempio, l'Automobil Club d'Italia per i propri soci.

Al termine degli interventi si è provveduto alla nomina dei consiglieri in scadenza. Ad eccezione del dimissionario Linari, tutti sono stati riconfermati: Italo Tarasconi per gli Affari Generali, Sergio Calabresi commissione Materiali e Scuole, Flavio Tebaldi Gare Delta, Luigi De Stefanis alla Stampa. Non c'è purtroppo stato nemmeno bisogno di votazioni, vista la totale mancanza di candidati alternativi. Se da un lato questo conferma una volta di più la fiducia e la stima in chi finora si è dato da fare, ciò nondimeno gli stessi consiglieri hanno sottolineato come ci sarebbe bisogno anche di forze nuove. 

Alla commissione promozione immagine si è candidato Pino Costaro, che ha esposto un breve programma di massima ed è stato eletto a stragrande maggioranza.

Le proposte di modifica allo statuto da votare erano 3. Le due che riguardavano la rappresentatività dei club sono state ritirate in considerazione che, con la nuova iniziativa della CSA il nostro statuto andrà forzatamente riscritto in tempi brevi. Queste due proposte sono state quindi acquisite come suggerimenti da tenere presenti nella nuova stesura integrale. La terza modifica, non essendo presente il relatore non ha potuto essere ritirata, malgrado le ragioni fossero le stesse, ed è stata votata. La proposta era di rendere possibile una sorta di votazione a distanza sui punti all'ordine del giorno, i voti dovevano giungere in segreteria entro il giorno prima dell'assemblea e sarebbero stati validi solo sui punti non modificati poi, durante il dibattito. La proposta è stata respinta.

Italo Tarasconi, sul finire della riunione ha proposto di ridurre a una le assemblee annuali. Questo però potrebbe implicare alcune difficoltà e si è quindi ritenuto opportuno non votare subito la cosa ma studiare a fondo pro e contro ed eventualmente votare la prossima volta.

Terminati i punti all'ordine del giorno e non essendoci altri argomenti è stata decisa la data e la location della prossima assemblea che si svolgerà in Liguria nell'arco di due giorni: il 9 e 10 novembre 2002, la località esatta non è ancora stata fissata.

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