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Giovanni Nifosì

Giovanni è morto domenica 3 giugno 2001, verso le 4 del pomeriggio, a seguito di un incidente con il parapendio.

Ho pensato a lungo se scrivere questa pagina: forse potrei urtare la famiglia, di certo non è una bella pubblicità parlare di morti, potrebbero nascere delle polemiche... Però d'altro canto forse è meglio dire come sono andate davvero le cose, per evitare speculazioni e poi dagli incidenti bisogna sempre imparare, per far sì che non siano accaduti invano e si possa evitarli in futuro...

Giovanni era un ex pilota militare e certamente avrebbe condiviso questa impostazione: bisogna sempre imparare dagli errori degli altri. Almeno questo glielo dobbiamo.

Cosa è successo? Domenica la giornata non era delle migliori: cielo variabilmente coperta, scarsa attività termoconvettiva. Una giornata da planate insomma. Nel primo pomeriggio si è alzata una leggera brezza da est e in molti sono decollati dalle antenne per sfruttare quel po' di dinamica. Verso le 15 la dinamica era sufficiente da permettere discreti voli lungo il costone ma dietro il decollo il cielo si stava scurendo in maniera preoccupante. La visibilità era di circa 5 km verso la pianura, cosa che impediva di vedere un altro grosso cumulo in formazione verso sud est, a circa 20 km. Verso le 15.30 il vento in atterraggio è rinforzato con decisione, portandosi intorno ai 20 km/h circa sempre da est. In decollo hanno continuato a partire sebbene qualcuno avesse già iniziato ad avere problemi ad arrivare sul campo. Dietro al decollo, verso ovest, il cielo era sempre più scuro. Qualcuno, intuendo il problema, ha fatto un precipitoso top in decollo. Gli ultimi che sono partiti hanno tenuto le orecchie per tutto il volo. La situazione si è progressivamente deteriorata con vento a raffiche superiori ai 30 km/h, in rotazione da nord. Della quindicina di vele in volo, la maggior parte è riuscita bene o male a toccare terra in qualche modo. Alcuni hanno subito violente chiusure negli ultimi metri, per fortuna senza conseguenze, tutti sono atterrati corti. 

Erano in volo ancora in 5 quando la situazione è precipitata. Il vento è passato a 70/80 all'ora nel giro di pochi secondi e la direzione è diventata rapidamente nord ovest. In pratica il cumulo dietro il decollo ha iniziato a scaricare mentre l'altro temporale, quello a sud est, stava probabilmente ancora aspirando: la combinazione dei due fenomeni si è dimostrata micidiale. Si è sentito chiaramente il rumore dell'aria che ci veniva incontro scendendo dal monte, un rombo cupo, sembrava un gruppo di motociclisti. Quelli che erano ancora in volo a quel punto non potevano fare più niente. Giovanni era a pochi metri da terra quando il vento è più che raddoppiato e lo ha letteralmente lanciato contro i cavi della luce, non ha avuto il tempo materiale per agire. Un pilota che era più in alto ha visto gli alberi "cambiare colore" proprio poco prima che Giovanni toccasse terra. 

Gli altri, più alti, sono stati più "fortunati". Avendo più quota, pur andando indietro a gran velocità, hanno avuto un po' più di tempo per "scegliere", per quanto possibile, dove atterrare. Due sono finiti sulle piante vicino a Romano d'Ezzelino e non hanno riportato danni. Un terzo, quello che aveva visto Giovanni, è finito su un prato dietro l'atterraggio delta. Il forte impatto col suolo è avvenuto per fortuna di taglio, il pilota è rotolato via e per questo le conseguenze non sono state gravi, ha riportato comunque una forte contusione alla schiena. L'ultima in volo era una ragazza che si è messa col vento alle spalle ed è atterrata poi dalle parti di Villa Negri, sempre a Romano d'Ezzelino. Non sapendo chi fosse l'abbiamo cercata per diverse ore, non si era neanche certi che ci fosse davvero. Verso sera sembra sia stata avvistata da un elicottero di passaggio. Non pare aver riportato danni. 

Le considerazioni che si possono fare sono molteplici, ho riportato i fatti in modo più diretto possibile in modo che ciascuno possa trarre le proprie.

L'unica cosa che mi sento di dire è banale: non sottovalutate mai i temporali! Da noi erano anni che non capitava una cosa del genere e forse per questo ci eravamo convinti che i temporali fossero in qualche modo "gestibili". Non è così!

 

CIAO GIOVANNI!