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Gita sui colli 2001

Le foto!

Ero indeciso se scrivere di 'sta cosa nelle cronache o nelle notizie della scuola. In realtà tutti i partecipanti sono già piloti a tutti gli effetti ma era la gita del corso 1-2001 "Mai strac"...o forse è che li vedo sempre un po' allievi...chissà!

Domenica 1 luglio, gli esami sono andati bene e come promesso, tutti in gita sui colli Euganei. Daniele ha organizzato tutto: "C'è un bellissimo posto, 350 metri di dislivello, agriturismo annesso, gran atterraggio." Cosa chiedere di più? Non sapeva lui e non sapevamo noi che si trattava del famigerato Monte della Madonna. Vista la nomea che aveva non ci sarei forse neanche andato... invece... Con tutto quello che è successo ci sarebbe da scrivere un libro e mi scuso sin d'ora se dimenticherò qualche episodio. Sono a disposizione per eventuali integrazioni.

Ma andiamo con ordine. In settimana contatto un po' di gente. Tra ex allievi, ex ex allievi ed ex ex ex allievi dovremmo essere circa 25. Primo ritrovo a Borso dove carico Caterina, secondo a Vicenza per Zuffo, terzo a Mestrino per incontrare tutti gli altri. Inutile sottolineare che, a parte i neobrevettati, la maggior parte dei presenti viene dai dintorni di Padova ed è curiosa, come me, di vedere 'sto posto a pochi minuti da casa.

Stranamente siamo puntuali e poco dopo le 11 parcheggiamo alcune auto in agriturismo, ci organizziamo e saliamo. L'idea è di salire per un volo di prova in attesa del pomeriggio.

Arriviamo al decollo e solo qui scopriamo che si tratta del Monte della Madonna (per strada effettivamente c'erano delle indicazioni). Scopriamo anche perché è così malfamato. Vicino alla strada c'è la pedana dei delta ed effettivamente per un para sarebbe un suicidio provare a partire. PERO', proprio da lì parte un minuscolo sentiero che porta al VERO decollo, a 50 metri di distanza. Non è esagerato ma dimensioni e pendenza rendono agevole in decollo. Unico problema: si parte uno alla volta. Ci vorrà un po' di pazienza. Io mi calo nelle ormai abituali vesti di aiutante. Parte per primo Giorgio e buca SUBITO! Neanche un puff, niente! Del resto eravamo saliti per una planata di prova e parecchi non hanno esperienza di termica. Meglio così. Parte Giuliano e la musica cambia. Sale subito sopra il decollo. Però è liscissima, si vede a occhio. Uno alla volta partono tutti gli altri e, miracooooloooo, STANNO SU TUTTI! Ad un certo punto, contando che alcuni sono scesi, ci sono almeno una quindicina di vele per aria. E il bello è che ci siamo solo noi. Dal decollo si sentono le grida e i saluti da uno all'altro. Stefano ha un imprevisto. Tirata fuori la vela dallo zaino la appoggia male e questa che fa? rotola giù in mezzo ai rovi. Da bravi amici, visto che lui fa il fotografo, non potevamo non immortalare la scena. E' comunque l'unico imprevisto, tutti partono bene e, con alterne fortune, fanno un bel volo (dai 20 ai 50 minuti credo). Partito l'ultimo, mi preparo ma arrivano anche Ermanno, Alessandro e Massimiliano. Chiedo se serve una mano a dicono di no. Non me lo faccio ripetere e decollo prima che cambino idea... La situazione è davvero ideale: termodinamica da 1-2 m/s liscia come l'olio. Faccio due giri davanti al decollo con gli altri. Qualcuno da sotto mi grida "ti sei dimenticato come si fa a salire? perché non vai sù?" Ok, ok... non volevo infierire, si stavano divertendo così tanto... tempo 20 secondi (facciamo 30?) trovo un termicuccia un po' più forte e me la giro fino a guadagnare un 200 metri sugli altri! Può bastare. Ivano, che è l'unico ad avere il variometro (questo bisogna dirlo) prova a seguirmi ma si ferma MOOOLTO più sotto. Eh, che dire, son soddisfazioni!

Si sono fatte ormai le 2 quando gli ultimi atterrano strafelici. L'atterraggio è davvero enorme e non ci sarebbero problemi... Ma Ermanno è un tipo originale e, dopo aver contato uno per uno tutti i pini del costone perché non riusciva a salire, decide di fare un avvicinamento sui generis. Risultato: si infila in pieno dentro una siepe alta alcuni metri. La vela cade regolarmente nel prato. Al solito, da buoni amici, una volta appurato che non è nulla di grave, prima di farlo scendere scattiamo una bella foto. C'è da dire che anche il decollo lo ha visto protagonista. Non fidandomi troppo, li ho infatti tenuti d'occhio mentre ero in volo. Ermanno ha tentato in tutti i modi di far fare un frontale alla vela prima di partire: si è fermato e l'ha lasciata andare avaaanti ma avaaaaaanti senza frenarla. Non c'è stato verso ed è partito lo stesso. Alessandro, visto il fallito tentativo dell'amico, ha pensato ad una strategia alternativa per impedirsi di partire. Appena gonfiato, ha mirato l'albero più grosso che aveva vicino, un po' sulla sinistra del decollo. E' stato bravo (lo ha centrato in pieno) ma sfortunato (ci è passato in mezzo senza problemi): non ci sono più i pini di una volta! Max, come al solito, è decollato bene.

All'atterraggio ci ha raggiunto anche Vittorio che, pur sapendo di non poter volare, non ha voluto mancare alla festa dei suoi compagni di corso. Malgrado ciò, mancava ancora una persona: Paolo. Lo avevo visto limare anche le scor...ehm non si può scrivere, ed evidentemente non era arrivato in atterraggio. Non aveva il cellulare e solo dopo una buona mezz'ora ha trovato modo di chiamare. E' atterrato in un piccolo prato a nord. Una volta ripiegata la vela si è messo lo zaino in spalla e ha bussato alla prima porta per chiedere di telefonare. La signora che ha aperto, vedendoselo davanti con i capelli neri ricci, la barba lunga, sudato e con un grosso zaino sulle spalle, ha esclamato "No guarda, grazie ma non compriamo niente!" Davvero incredibile. Chiarito l'equivoco sono stati poi così gentili da portarlo fino all'atterraggio.

Quando siamo arrivati noi all'agriturismo i primi erano già arrivati almeno alla seconda bottiglia di vino (a testa?). Pranzo ottimo e abbondante in una sala ben arieggiata, cosa molto apprezzata visti i 30 e passa gradi. Verso la fine delle libagioni ho distribuito le spille agli ultimi due corsi che, mi pare, le hanno molto apprezzate.

Dopo pranzo alcuni hanno preso la strada di casa, dopo la foto di gruppo però! Verso le 5 eravamo di nuovo in decollo. Giorgio, imparata la lezione, ha lasciato a Giuliano l'onore del primo decollo, e lui non si è fatto certo pregare. Partenza, due giri e zac, sopra il decollo. Subito dopo è partito Ivano. Io e Zuffo ci siamo litigati il terzo posto perché io non avevo voglia di aspettare di nuovo tutti. Ha vinto lui ma quando è decollato le termiche erano sparite, al punto che Ivano stava già atterrando e pure corto. Ha mirato un piccolo prato a metà strada verso l'atterraggio e lo abbiamo osservato. Ha fatto un bellissimo atterraggio, nonostante le piante intorno. Curiosità: il prato scelto era pieno di galline, che si sono lanciate in ogni direzione al suo arrivo. Ancora peggio: nel prato c'era la cuccia di un cane che somigliava, per dimensioni, più a un trilocale con doppi servizi, fortunatamente il proprietario era fuori sede! Giuliano le ha provate tutte per stare su: da quanto ci ha provato ha anche preso un ramo su un braccio mentre girava una termica (fatevi spiegare da lui il come e il perché, diciamo che era bassino)!!!! Purtroppo poco dopo Ivano anche lui si è avviato verso l'atterraggio. Ma non è andato in quello di prima. Ci avevano detto che i campi disponibili erano due, uno comodo alla strada e l'altro un po' più distante. Già che c'era ha provato il secondo. Solo all'ultimo si è accorto che era appena stato arato, con zolle e buche di almeno un metro. Ha dovuto stallare alto per non camminare lì in mezzo e limitare così i danni. Zuffo, avendomi fregato il posto, ha giustamente bucato anche lui. Però aveva trovato in ultimo, proprio sull'atterraggio, qualche sbuffo. Il vento in decollo era praticamente assente. Ho abortito il primo tentativo per mancanza di decisione. Il secondo, dopo essermi sincerato che non ci fossero macchine fotografiche pronte, ci sono andato più pesante... e ho attraversato la mia razione di rovi, senza danni per altro. Mi sono allontanato subito dal costone per cercare qualche termica fuori. A metà strada verso l'atterraggio ho trovato qualcosa e, un giro dopo l'altro sono tornato sopra il decollo. Da lì è stato facile arrivare intorno ai 1000 metri. Solo allora gli altri hanno iniziato a partire e, seppur con molta calma, ce l'hanno fatta tutti, incluso Daniele che è partito con un bel nodo e ha dovuto filare dritto in atterraggio. Solo Max e Marco sono però riusciti a passare gli 800 metri e così ci siamo ritrovati noi tre lassù, da soli, con gli altri che annaspavano. Dopo un po' Marco è sceso, non è allenato, mentre Max ha tenuto duro. E' stato proprio divertente. Noi due lì in cima, uno di qua e uno di là. Ogni tanto ci si rilassava a guardare il panorama e si perdevano quei 200 metri ma poi, verso l'atterraggio, c'era un bel +2 costante che ci riportava a 1000. Tutto un su e giù così, in totale tranquillità per oltre un'ora. Ma la cosa migliore era guardare gli altri: partivano, faticavano quei 20 minuti, non trovavano nessuna termica decente e poi, demoralizzati, scendevano in atterraggio. Zuffo, Giuliano e Ivano hanno fatto in tempo a tornare su e ripartire (e Ivano anche a bucare di nuovo) prima che noi atterrassimo. Il secondo volo se lo sono goduti di più.

Finito di piegare, visto il caldo soffocante e le tante chiacchiere, eravamo tutti piuttosto assetati e siamo andati a bere qualcosa prima di salutarci. Già che c'eravamo abbiamo preso anche qualche pizza. E' stato il giusto coronamento di una splendida giornata che potete rivivere anche dando un'occhiata alle foto.