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Lezione G.B. Brocchi - Campetto gratuito L'anno scorso era andata bene, perciò ci siamo detti: perché non rifarlo? È stato così che sabato 3 maggio un nuovo gruppo di ragazzi del liceo classico G.B. Brocchi di Bassano ha raggiunto il campetto di Camol per una lezione pratica in campetto. Avevamo già completato il ciclo di lezioni teoriche: aerodinamica, meteorologia e tecniche di pilotaggio base. Ora era venuto il momento di mettere in pratica quanto “studiato”. La giornata era perfetta: qualche nuvola a coprire il sole, temperatura primaverile ma soprattutto vento dritto e abbastanza costante. Dopo una breve introduzione di ripasso, diamo il via ai tentativi: io sotto col megafono; i ragazzi, a coppie, sulla sommità della collina con gli assistenti. A differenza dell'anno scorso, stavolta ho preso appunti perché l'anno scorso avevo scordato qualcuno. Il primo a provare è Stefano e... parte al primo colpo! Ci rimango quasi male: cosa ci sto a fare qua se sono già capaci di arrangiarsi... Poi Alessandro mi tira su il morale: gonfia e si siede nel più classico “stile allievo”. Erica ha una vela difficile, non mi aspetto molto, e invece parte anche lei. Elena invece gonfia di traverso e la devo interrompere. Nicole prende un'asimmetrica perché molla tardi le bretelle. No problem: contrasto, riapertura e partenza. Sia io che gli assistenti siamo un po' stupiti: com'è che a noi ci sono volute decine di tentativi? Michele trascura i controlli prevolo e gonfia con una bretella sotto il braccio, peccato perché stava venendo bene. Claudia sbaglia subito il primo gonfiaggio. Riapre e riprova, gonfia bene ma si siede. Riapre e riprova ma fa solo dei balzi. È il turno di Erica: non è tornata su a passo di corsa, ce ne sono due. La foga la tradisce: tira troppo, la vela si chiude, gira e incappuccia la manica a vento. Silvia invece fa subito un bel giro... con la pancia fuori. Andrea fa tutto bene, al secondo tentativo però. Claudio prende due asimmetriche in un colpo solo, incredibilmente le recupera entrmabe ma troppo in basso per staccarsi anche di poco. Intanto continua il calvario per Elena ed Erica che hanno una vela un po' delicata. Diego e Federico devono aver studiato bene gli appunti perché fanno tutto come da manuale. Michele, sistemate le bretelle, ci riprova ma procede a balzi che sembra un canguro. Anche Alessandro riparte e stavolta se la cava bene solo che, in “atterraggio” anziché frenare alza le mani con le immaginabili conseguenze... Le cambio vela e subito Elena migliora al punto che riesce quasi a fare una virata. Anche Irene “farebbe” una virata ma le dico a destra e lei prova ad andare a sinistra così la blocco subito. Anche Jessica dopo tanto penare finalmente ce la fa. Linda invece sembra una pilota professionista: tira su, dà un'occhiata con calma poi corre e parte. Silvia, che è piuttosto esile, viene aiutata da Sandro per il gonfiaggio ma al momento di correre si stende per terra a pelle d'orso... Riprova subito e fa un altro giro con la pancia fuori. Michele insiste e i “salti” si fanno via via più lunghi. Federico alza i piedi per un nanosecondo ma si siede, tocca e, a causa della velocità, si ribalta lungo disteso in avanti. Irene ci ha preso mano e riesce a domare anche lo startlite. Stefano ci prova anche lui, ma sbaglia il gonfiaggio più volte e perde la pizza scommessa con Irene. “Matteo ok” è tutto quello che ho su di lui, quindi credo che sia andato bene... Erica, dopo avere cambiato 4 vele, finalmente ce la fa. Si ferma in un groviglio di cavi perché la vela le cade in testa ma è felice come una pasqua. Forse Elena ha pensato che era un bel modo di fermarsi perché subito dopo anche lei si prende il para sulla zucca, mentre Silvia atterra di nuovo a pelle di leone. Alessandro fa un bello stacco, frena per atterrare, la vela spendola, lui sfiora l'erba con sedere mentre l'ala riprende un metro di quota e a questo punto... molla i freni! Vi lascio immaginare il tuffo. Pablo, che alla fine ce la fa, parte però ben due volte con una bretella sotto il braccio. Verso le 17.30 si cominciano a vedere i primi segni di stanchezza così ne approfittiamo per fare quello che non era riuscito l'anno scorso: far volare il professore! Vento ok, corsetta, gonfiaggio, un passo e... seduto! Nooo, non è possibile! Secondo tentativo: vento storto! Alla fine prova lo stesso ma ovviamente corre fino al piano senza risultato. È ormai ora di ripiegare e si vede che è destino che lui non debba proprio partire. Sarà per l'anno prossimo!
Domenica 25 maggio, si replica. Stavolta però è un campetto dimostrativo aperto a tutti, senza lezioni teoriche, con il solo scopo di fare toccare con mano cos'è il parapendio e fare un po' di corse in discesa. La giornata, gratuita, come detto era aperta a tutti e l'adesione è andata oltre ogni aspettativa: addirittura 51 le adesioni pervenute. L'appuntamento era per le 14 direttamente al campetto di Camol: non l'ho mai visto così affollato! Tra “apprendisti stregoni”, “assistenti che aiutavano” e “assistenti che assistevano” c'erano almeno settanta persone: complice il pomeriggio di volo piuttosto turbolento molti piloti erano venuti se non altro a dare un'occhiata (forse perché si era diffusa la voce che c'erano un sacco ragazze..). Dopo una breve introduzione: il parapendio non è un paracadute, ricordatevi di correre, non sedetevi, frenate in fondo alla discesa; abbiamo subito cominciato le operazioni. Come al solito io ero in fondo alla discesa con il megafono mentre gli aiutanti preparavano le vele, imbragavano il malcapitato di turno e mi davano l'ok per la partenza.
Come spesso accade quando si condivide una passione comune si è creato subito un bel clima. Il vento era discreto con rare raffiche da dietro ma in generale ottimo per provare dei gonfiaggi. Come potete immaginare se ne sono viste di tutti i colori: molti che finivano lunghi distesi per non aver frenato la vela, altrettanti che si sedevano appena l'ala arrivava sopra (in particolare Elisa, 4 volte almeno). Un paio che, concentrati nel correre senza inciampare e sordi come campane ai miei ordini, non si sono accorti che la vela li aveva superati e di colpo si sono trovati un muro colorato davanti, finendoci dentro in piena velocità (Efrem si è conquistato così sul campo il soprannome di “Caramella”). Alcuni per la verità hanno dimostrato un buon istinto fin dall'inizio con dei bei gonfiaggi, ma la maggior parte ha dovuto fare diversi tentativi prima di venirne a capo. Alla fine comunque tutti hanno fatto almeno tre/quattro tentativi a testa facendo qualche centimetro di volo. Con il procedere della fine della lezione il contagio si è diffuso: anche un paio di ragazzi che si erano fermati incuriositi, saputo che si poteva provare, non se lo sono fatto ripetere. Verso la fine della lezione persino Marina, fidanzata di Enrico e Katia, moglie di Moréno, hanno fatto un paio di tentativi che sono stati proprio la ciliegina sulla torta: non hanno cavato un ragno dal buco, ma hanno fatto crescere il già notevole buonumore... Abbiamo finito poco prima delle 18 e, sentendo le impressioni dei partecipanti, direi che la cosa è piaciuta tantissimo. Erano tutti un po' stanchi ma molto contenti. Penso che la rifaremo, prima o poi.
Per chiudere voglio ringraziare di cuore tutti i ragazzi che hanno sacrificato uno o anche due pomeriggi di volo per dare una mano nella realizzazione di queste due iniziative: Aldo, Cesare, Daniele 1 2 e 3, Enrico, Ermanno, Fabio, Franco, Giai, Loris, Luca, Marcello, Mariano, Nicola, Paolo, Sandro, Sergio, Zuffo (e spero di non aver dimenticato nessuno). Senza di voi sarebbe stato assolutamente impossibile! |
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