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20 maggio 2001

Una domenica come tante...

Mattino, ore 7, ci ritroviamo con gli allievi ma, una volta in decollo si alza un vento terribile. Tutti al Tilly's a fare colazione. Presto si aggiungono altri volatili traditi dal bel sole che, una volta in atterraggio vengono quasi spazzati via dal vento. Dopo due ore di chiacchiere con poco costrutto a qualcuno viene in mente di andare a fare gonfiaggi. Mi aggrego e vado in atterraggio delta che è bello, ampio e senza ostacoli per il vento da est che spira sempre bello teso. Dopo 5 minuti, visto che eravamo partiti insieme e non c'è ancora nessuno, mi viene il dubbio che siano all'atterraggio para... Infatti quando arrivo Deivi è già bello sudato.  

Gli altri, saggiamente, sono seduti all'ombra per essere certi che il vento non cali proprio quando aprono le vele (non sarebbe la prima volta!). In breve però una decina di ragazzi si decide e nel prato sbocciano degli strani fiori colorati. Il vento non è purtroppo costante, a causa del condominio che, ad est, lo ostacola. Ci sono delle raffiche forti, alternate a momenti di calma o vento regolare. Dopo una mezz'ora, visto il pubblico annoiato, qualcuno tira fuori una corda da roccia e simula dei voli al traino. La quota massima raggiunta in questo modo si aggira sui 4 metri ma si fa troppa fatica, così la corda viene presto riposta.

un po' di gonfiaggi

a sinistra Graziano - a destra la vela di Marco

Verso le undici il botto. Zuffo, con la vela nuova di pacca (per lui), ha appena fatto un bel tentativo: spinto da Ettore è salito un po' e gli si è messo addirittura in groppa. Al momento dell'atterraggio una raffica decisamente forte lo fa arretrare di una ventina di metri. Rimette giù la vela senza problemi ma ecco giungere in piena velocità Marco da destra che, spinto dalla stessa raffica, ha perso il controllo dell'ala che stava gonfiando. Marco attraversa strisciando tutto il campo e, sfiga somma, prende in pieno il bordo d'attacco della vela di Zuffo.  Marco, dopo l'impatto, viene ignominiosamente trascinato rotolante per un'altra ventina di metri (ha arato un bel pezzo di prato) e si ferma solo quando arriva a un provvidenziale dosso. Il colpo è stato violento. Appena si rialza e si volta vede Zuffo che, con una faccia tra il depresso e il disperato, guarda sconsolato i due cassoni rotti della sua vela nuova nuova. Unica consolazione: oggi c'è vento, non ho perso niente!
Ad un attento controllo ci si accorge poi che anche la vela di Marco, a cui l'avevano prestata per il gonfiaggi, ha ben 4 cordini da sostituire. Chècccùlo!

Verso le 12 tutti sono ormai strafatti e si mette via per andare a pranzo. Il vento non accenna a calare ma, via GSM, veniamo a sapere che a Feltre si vola. Detto fatto, Deivi, Anselmo, Fabio Massimo e Marina decidono di andare di là. Seguo anch'io, pur col dubbio "se me ne vado, il vento calerà e gli allievi potrebbero volare, ma se resto il vento resterà forte!". A Feltre riusciamo a fare due bei voletti, anche se qualcuno deve rosicchiare anche le termiche più minuscole per fare il primo top. Verso le 18, in atterraggio, chiamo a Borso: il vento è calato, stanno volando! E ti pareva. Murphy ha colpito ancora. Per "fortuna" il vento è rimasto troppo forte per gli allievi, anche se effettivamente qualcuno ha volato.

Zuffo vola! a sinistra Marco si prepara...

 

Il casco di Fernando

Fernando è un allievo del corso terminato a febbraio 2001. Gli avevo lasciato un casco in attesa che se ne procurasse uno. Circa un mese fa è passato a Borso per riportarmelo ma, non trovandomi, lo aveva lasciato al Tilly's. Io poi non mi ero mai ricordato di chiederlo a Tiziano. Giovedì scorso, passando, mi è venuto in mente ma il casco non c'era. Pazienza, mi sono detto, qualcuno l'avrà preso per sbaglio, non è una gran perdita. Dovete sapere però che al Tilly's di caschi ce n'è una gran quantità. Tutti i più grandi campioni, di tutto il mondo, hanno donato al locale uno dei loro "salvazucca".

alcuni dei caschi del tilly's

il casco di Fernando

Potrete trovare il casco di Whittal, di Pacher, di Bottegal, di Pendry, uno dei primi caschi di Carlo Dalla Rosa e il casco del mitico Luigi, più un'altra decina che comprende tutto il gotha del volo libero mondiale! Venerdì sera, dopo la teoria, stavo giusto mostrando ai ragazzi i caschi dei vari campioni quando, lo avrete capito, la mia attenzione è stata attirata da un casco nuovo, in un angolo della sala. Ebbene sì, Tiziano vedendo il casco lì "abbandonato" lo ha appeso con gli altri e Fernando è così diventato famoso!