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Recenti episodi mi hanno convinto del fatto che una pagina "meteo" dedicata all'aspetto sicurezza era necessaria. Il fattore meteorologico, tra i tre da cui dipende la nostra sicurezza (uomo, macchina, ambiente), è quello sul quale non possiamo intervenire. Ci dobbiamo limitare a subirlo, valutandolo correttamente e interpretandone l'evoluzione per volare sicuri. In questa pagina troverete perciò delle pillole, piccole notiziole che il vostro istruttore dovrebbe avervi già illustrato ma che magari avete sottovalutato o dimenticato. Niente di nuovo sotto il sole, ma un sano ripasso per evitare guai. Resta aperta la possibilità per tutti di contribuire comunicando esperienze personali o richiedendo chiarimenti. Il vento di cadutaCon questo termine (che spesso cambia) intendo il vento generato da violenti scrosci di pioggia, tipici dei temporali. Tutti noi, ne sono certo, sappiamo bene quanto possano essere pericolose le nubi temporalesche per il volo. A volte però si tende a identificare questa pericolosità con l'aspirazione, dimenticando altri aspetti importanti. Il vento di caduta è uno di questi. Quando il temporale esaurisce la sua "forza propulsiva" è inevitabile che l'acqua che contiene, torni per terra. Spesso la precipitazione è molto violenta. Ora, provate a immaginare di svuotare di colpo un secchio pieno d'acqua. A parte gli schizzi che arrivano anche lontano, la cosa che si avverte è lo spostamento d'aria che avviene vicino al suolo. Allargate la cosa a migliaia di secchiate e potete capire la velocità che può raggiungere tale tipo di vento. E' pertanto bene ricordarsene quando si assiste da lontano a scrosci di pioggia sotto un temporale. Anche se è lontano 20/30km, ciò non toglie che nel volgere di qualche minuto (o decina di minuti) il vento non raggiunga anche la nostra località. Quindi non dire "ok, sta scaricando, non aspira più, posso volare tranquillo". Se siete in volo è meglio che atterriate in fretta, se siete in decollo aspettate almeno una mezz'ora. Questo perché correte il rischio di ritrovarvi in volo, o molto peggio in atterraggio, con un vento fortissimo senza grosse possibilità di manovra. MicroburstIl nome è quasi impronunciabile e anche trovarli in volo non è facile, per fortuna! Si verificano in condizioni molto particolari: pendii assolati in condizioni di stabilità, in prossimità della fascia di inversione. Il surriscaldamento del terreno può generare bolle termiche che, aderenti al pendio, ne sfruttano il calore per superare il limite dell'inversione. Bene per noi? Questa parte sì, il problema è che a volte capita, a causa del reciproco fregamento, che in queste in colonne calde si infiltrino e rimangano "inglobate" gocce più fredde che, trovandosi di colpo in condizioni di fortissimo sqilibrio, "cadono" letteralmente al suolo come macigni. Ovvio che trascininino con sè tutto quello che trovano, incluso il malcapitato pilota di turno. L'ala risulta assolutamente ingovernabile, in una sorta di stallo, il tasso di caduta è elevatissimo e anche il lancio dell'emergenza può non avere effetti in quanto è l'intera massa d'aria a scendere velocissima. Fortunatamente per noi il fenomeno si verifica in condizioni davvero particolari; ribadiamo: forte stabilità, nella zona dell'inversione, in prossimità di un pendio assolato. Se pensate che queste condizioni esistano c'è un solo valido rimedio: stare lontano dal costone! Nota: il microburst si verifica anche sotto a nubi temporalesche ma in questo caso avrete ben altro a cui pensare :-)
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