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Aldo se n'è andato sabato 10 marzo 2007, alle 15.15 vicino all'antenna di Pradipaldo. Era decollato da un quarto d'ora, era contento. Appena fatta un po' di quota ha forse pensato di tornare subito a fare top per scambiare altre quattro chiacchiere con chi era lì, ed eravamo in tanti. Non sapremo mai perchè, ma è entrato basso, la sua idea era girare attorno all'antenna ma a metà strada c'erano i fili... Forse il riverbero del sole... Li ha visti all'ultimo secondo. Lo stavamo guardando tutti pensando "Cosa combina?". Non abbiamo fatto in tempo a dirgli niente, è caduto pesantamente, di testa. Se n'è andato così, se lo conosco avrà pensato "porca p...". Poi basta. Se n'è andato senza soffrire, facendo quello che amava di più al mondo. Di questo sono, siamo, siate tutti assolutamente certi. Ivana, la moglie, e Alessandro, il figlio, hanno passato due giorni a ringraziare tutti i piloti che sono passati da casa per un saluto. "Sono stati i 7 anni più belli della sua vita, con voi è rinato, da quando a iniziato a volare era un'altra persona" le loro frequenti parole di conforto a chi di noi è passato. Ivana ha chiesto a tutti i piloti di esserci ai funerali, e di essere in prima fila in chiesa "perchè voi siete la sua vera famiglia". Vi do anche l'indirizzo per andarli a trovare, fosse anche tra due mesi, è importante: via zilotti 15 Bassano. Chi ha conosciuto Aldo sa che persona fosse e vi giuro che potete solo lontanamente immaginare il vuoto che ha lasciato a casa sua, non dobbiamo e non possiamo lasciarli da soli. Ivana ha chiesto anche di fare una festa in suo nome, mi sto organizzando. La data dovrebbe essere il 20 maggio, a Marostica, ma vi farò sapere appena riordino le idee. E non siate troppo tristi, ora lui non può più bucare... Se qualcuno di voi vuole aggiungere un ricordo, una frase, un pensiero scrivetemi indicando nell'oggetto della mail "da pubblicare per Aldo". Grazie.
18 maggio 2007: Ciao Aldo oggi è il tuo compleanno, un augurio ,un bacio e buon volo. Per sempre Ivana. IVANACiao Fabio, questa mattina Alessandro mi ha insegnato come si fa con la posta elettronica e ho subito pensato di provare a ringraziare tutte Le persone che vogliono bene al nostro Aldo. Sono felice di poter cominciare le mie nuove giornate con la sua vela che mi accarezza il viso, è come sentire le sue mani. Da ieri finalmente come tu sai è a casa con noi, la cosa mi rende molto serena e spero mi aiuti e aiuti anche Alessandro. Ciao Aldo sono Ivana ti voglio bene e ti auguro buon volo come hai fatto sabato mi raccomando quando vedi passare i tuoi volatili non fare scherzi altrimenti non vengono più a casa nostra. Con Andrea, Fabio e Nadia sono andata al tuo decollo e ti ho invidiato perché tu hai potuto fare la tua scelta nell’ottava meraviglia del mondo come dice sempre Gianni il Leghista. Preparati ad una sorpresa grandiosa molto presto con Fabio farò un doppio così potrò finalmente completare il mosaico della nostra vita potrò finalmente assaporare completamente la tua gioia libera nel cielo Ti ringrazio perché mi ha circondato di angeli Fabio Matteo Cristina Nadia Loris Daniele Giuliano Gianfranco e poi tutti gli altri che ti adorano Ti informo anche che il nostro Andrea ha preso il diploma di Guardia del Corpo: indovina ha già trovato lavoro a tempo pieno e sai con chi? ma con me naturalmente. Come sempre ho scritto senza punti e virgole le devi mettere tu questa volta ciao fatti sentire qualche volta ti voglio bene un bacio da India e 1000000000 da Alessandro.
ElizabethCiao zio sono Elizabeth...la tua nipotina...ormai un po` donna ma dentro sempre bambina...ho scoperto con la mamma questo sito e vengo di frequente a visitarlo per vedere sempre quello che i tuoi amici "volatili" (come li chiama la Zia) ti scrivono. Avrei voluto lasciare un commento un po prima, ma solo questa sera ho trovato l`indirizzo (e speriamo sia quello giusto!!!) sai Zio, ques`anno sono stata promossa...anche se con due debiti, ma sono passata;avevo paura di non farcela perche` avevo preso troppo alla leggera la prima parte dell`anno e nn promettevo nulla di buono..poi pero` mi sono "illuminata" e ho ripreso con costanza e dedizione a studiare come si deve.. ed eccomi in seconda superiore!. ho spiccato il volo pure io e mi sto` inoltrando in quello che sara` il mio futuro..ancora un po` annebbiato ma sono certa che con il tempo tutto diverra` piu` nitido. Nell`ultimo mese e mezzo di scuola, da quando il Signore ti ha voluto con se, (evidentemente perche` gli mancava l`angelo che praticava parapendio ) ogni mattina, percorrendo il tragitto per raggiungere la fermata del tram, puntavo la sgurado verso le tue montagne e quando il sole lo permetteva, riuscivo a vedere il punto da cui ti lanciavi..e intravedevo pure quei pali...maledetti; ti salutavo a voce alta fregandomene di cio` che poteva pensare la gente che mi passava accanto e cio` mi faceva sentire bene. Avrei voluto approfondire un po` di piu` il nostro legame per poter conoscere meglio la persona fantastica di cui tutti parlano. Sai, Zio, al tuo funerale erano in tantissimi e l`ho potuto vivere con la coscenza di una persona abbastanza matura. Tante lacrime e tante parole di conforto. la forza d`animo della tua famiglia, sorprendente, a parere di tutti. Qui a casa tutto sembra andare avanti: Carlisa si e` laureata e anche per lei tra poco iniziera` un gande e lungo viaggio; la mamma sta bene..lava i piatti, pulisce casa, mi sgrida perche` non metto mai in ordine la camera() e manda avanti la famiglia amministrando tutto con precisione...se ne esce ogni tanto con qualche pianto:la barriera che nasconde i suoi sentimenti ogni tanto cede e allora possiamo tutti capire cosa c`e` che nn va.sai...le manchi tanto e ora nn ha nessun`altro apparte noi..ma credo che piangere le faccia bene...e` un modo per tenerti stretto stretto sempre dentro di lei e tenere vivo il tuo ricordo. manchi pure a papa` che ho visto piangere di fronte a me in 15 anni per la prima volta il 10 aprile..e` stato un colpo duro per tutti Zio ma bisogna andare avanti ugualmente. Ora magari le mie parole sembreranno quelle di un`adolescente che scrive solo perche` gli altri notino, ma io invece scrivo perche` magari il messaggio ti arrivi in qualche modo..non so come, magari tramite un indirizzo speciale di posta elettronica diretta al paradiso..potrebbe essere tuttonellemanidididio@ hotmail.it...no dai a parte gli skerzi...ora devo andare a dare la pappa al cane :)..scrivo in verde nella SPERANZA che il messaggio arrivi! la mamma ti manda un grosso bacio e pure io Zio. un saluto da Carlisa e pure da Randy TI VOGLIO BENE ELY
Andrea A.L' ABBRACCIO DI ALDO Il nostro amico Aldo, non era certo per tutti noi un'amico qualsiasi. Troppo il bene, troppa la gioia, troppa la vita che i suoi occhi rispecchiavano verso noi tutti. Aldo, non era certo di questo mondo e soprattutto, un mondo migliore aveva dentro e desiderava per tutti. Con i suoi voli nel cielo, provava a raggiungerlo, lo vedeva dall'alto, lo sognava e dipingeva con gli occhi, e poi ce ne portava un pezzetto giù sulla terra, con i suoi sorrisi, le sue parole dolci, la sua discreta e forte presenza. Perchè lui c'era. C'era quando ti serviva, e tutto per te, a spiegarti paziente, il suo mondo migliore. Altri voli poi faceva, immergendosi nella musica. Ma musica celeste. Ascoltava Maria Callas, angelo della lirica, e volava con lei tra gli angeli.. No! Ne sono sicuro, Aldo non è caduto dal cielo quel giorno. Aldo ha abbracciato il mondo intero quel giorno.. Ha donato un ultimo abbraccio forte e sincero a tutti noi, felice gente che Aldo abbiamo conosciuto.
Andrea Z."... credo in te, amico.
SilviaCiao a tutti io sono Silvia e sono la figlia di un'amica d'infanzia di Aldo. Io Aldo lo conosco da sempre, mi ha visto crescere. Abbiamo passato un sacco di fine settimana insieme tutti quanti a camminare in montagna,a fare sentieri e salite dure. Quanto abbiamo riso, come oggi da Ivana, ricordando i vari episodi memorabili di cui si sono resi partecipi Aldo e mia mamma anche da"ragazzini". Vicini di casa, amici da sempre. Grazie a lui ho scoperto la grande MINA, la passione per i viaggi, la gioia di amare le cose semplici. Che bello passare le ore a chiacchierare di cose magari stupide per gli altri, ma importanti per una ragazzina, senza fretta. Ma penso che la cosa che mi mancherà di più di Aldo, saranno sicuramente i grandi abbracci con cui mi salutava ogni volta che ci vedevamo. Gli ho voluto, gli voglio, e gli vorrò sempre bene. L'unica cosa che mi dispiace è che non sono riuscita a dirgli che stò cercando di diventare un animatrice, anche se sono sicura che da lassù, dove ora sta volando felice, mi guarda sorridendo e fa il tifo per me.
STV inc. LucaNon vi conosco personalmente, ma so quanto è successo al vostro amico Aldo. Credo che, come tutti quelli che in qualche modo amano il volo, sia stato, in fondo, un sognatore, un bambino cresciuto che voleva guardare le cose da un altro punto di vista. Oppure uno che voleva attraversare il mare per andare a vedere cosa c'è dall'altra parte per poi rendersi che, in fondo, di là c'è uno come lui, con gli stessi desideri e sogni. Comunque, valeva pena andare a vedere. Dopo tutto il momento più bello di un viaggio è quando si parte.... Non so chi ha scritto quanto sotto, ma si adatta bene, credo, a tutti quelli che camminano nella valle della morte, che hanno paura ma, con "la mano sul petto, dovesse mai smettere di battergli il cuore", hanno ancora l'innocenza nell'anima. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivi richiede uno sforzo maggiore del semplice fatto di respirare. Noi seguiamo le nostre passioni, le nostre lucide follie, i nostri intimi pensieri, i nostri sogni. Noi ogni tanto cadiamo, ci rialziamo ma ci riproviamo sempre, non molliamo mai, perché siamo quelli che guardano avanti, quelli che sperimentano sempre. Purtroppo, ogni tanto, qualche amico cade, e non si rialza più. Ma resterà sempre parte di noi, dei nostri pensieri, dei nostri sogni, dei nostri incubi. Ci farà sapere non che siamo i migliori, ma semplicemente diversi.
LucaCaro Aldo, è stato sempre semplice e facile parlare
con te per questo voglio farmi forza e parlarti adesso. Si parlava in auto salendo verso il decollo
nell’aspettativa di una giornata esaltante, si parlava scrutando il vento e le
nuvole nell’attesa delle condizioni più favorevoli per il decollo, si parlava in
atterraggio riepilogando le sensazioni e le esperienze, ma parlare con te non
era mai ne inutile ne scontato, anzi! Si chiacchierava e si discuteva un po’ di
tutto e questo era un vero piacere!!! La casualità determina i nostri incontri,
ma è nostra libertà arricchirli e valorizzarli e tu questo lo facevi
spontaneamente con tutti. Molte azioni della nostra vita sono
determinate dal caso, dalla sorte o da condizioni non dipendenti da noi stessi,
ma sta a noi riempire la nostra esistenza di umanità e sentimento, e questa mi è
parsa da subito, da quando mi facevi da assistente ai miei primi decolli, come
la tua scelta principale di vita. Nelle tue parole nei tuoi gesti nelle tue
azioni erano sempre presenti serenità, tranquillità e gioia di vivere, unite ad
un garbo ed una gentilezza ineffabili, che riuscivi a trasmettere a noi che ti
eravamo vicini, quasi fossi contagioso!! Ora devo salutarTi ma Ti ringrazio per la
tua sincera disinteressata e infinità amicizia Ciao Aldo!
VittorioCaro Fabio, ho dovuto rileggere tre volte i tuoi messaggi su Aldo per essere sicuro di avere capito bene. Anche se non lo vedevo da quasi due anni, cioè da quando son venuto su per volare l'ultima volta, sono rimasto profondamente scosso e quasi incredulo. Lo ricordo con moltissima simpatia, una persona gentile e spiritosa... scherzavo con lui sul fatto che nel mio corso era l'unico più vecchio di me, ma sapevo che la sua passione lo avrebbe portato a volare più a lungo e più lontano di me. Non avrei mai immaginato con questa conclusione, però.
Il mio ricordo di AldoAldo... Ivana mi aveva chiesto di parlare DI Aldo al funerale. Ma come si fa? Io... Noi... eravamo abituati a parlare CON Aldo... E ora? Mi ricordo di quando ha cominciato il corso, con Andrea. Che corse su quella collinetta che pareva niente... ma falla 20 volte su e giù, in agosto, con l'attrezzatura addosso... una fatica... E la pazienza, la voglia di capire ogni dettaglio prima di volare davvero, per gustarsi tutto al meglio, senza patemi. E il primo volo alto, sabato 15 settembre 2001. E poi ancora attesa, un mese addirittura per il secondo giro. E i primi malintesi per radio, io che gli dico di fare una cosa una cosa e lui ne capisce un'altra, e giù carne... Come almeno metà dei "miei" piloti a inizio carriera... Ma piano piano è cresciuto, ha imparato, è diventato un bravo pilota. Certo ha fatto i suoi sbagli, come quando ad Aviano, durante la prima gita post brevetto, si è inventato un atterraggio impossibile in una radura di 3 metri per 3 e, siccome la vela non ci stava tutta, l'ha distesa per il lungo su un albero... Poi però ha offerto a tutti una buonissima crostata che aveva fatto la sera prima e gli abbiamo perdonato tutto... Quante ne abbiamo combinate... In Dolada, la prima volta che Ivana veniva a vederlo volare, ce lo siamo persi per un paio d'ore... chissà dove era andato ad atterrare... non ha mai voluto dirmelo... E la grandissima soddisfazione del primo top landing, l'atterraggio sul decollo che tanto ci sta facendo soffrire ora... Era il 2003 ed eravamo ancora in trasferta, a Norma questa volta. Lui e Loris... che hanno anche pagato da bere quella sera tanto erano contenti e appagati per questa conquista. Poi è venuto anche l'impegno serio, l'incarico di aiutante nella scuola di volo, due anni di dedizione a chi iniziava a fare le prime esperienze, agli aquilotti. Un incarico di grande responsabilità, l'assistenza ai decolli, svolto sempre con serietà e precisione. Era quasi magico nell'infondere ai ragazzi la calma necessaria a fare bene le cose, mettendo sempre una parola al momento giusto. Molti hanno “messo le ali” grazie a lui... E l'esperienza meravigliosa di Marostica. La scoperta di questo luogo lontano dal traffico e dalla folla. Un posto tranquillo, tutto per noi. Soprattutto per lui e Gianni, che scappavano in decollo appena potevano. E' stato attorno a lui che si è formato il gruppo di volo di San Floriano. Grazie alla sua grande disponibilità veniva naturale interpellarlo per tutto; e lui lì, pronto a consigliare, aiutare, fare. E il gruppo è cresciuto nel tempo e si è cementato attorno a lui, regalando a tutti noi giornate bellissime e indimenticabili, anche quando non si volava. Leonardo da Vinci ha scritto "Chi ha provato il volo cammina sulla terra guardando al cielo perché là è stato e là vuole tornare". Ora Aldo è tornato lassù per sempre ed è felice, vola senza più limiti, e penso sia inutile che vi dica quanto ci mancherà. Non riuscirò mai a spiegarvi la perdita che questa morte significa per tutti noi, per questo ho provato a dirvi cosa è stata per noi la sua vita.
Francesco... mi manca e non riesco ancora a capacitarmi che non ci sia più. Mi ricordo una domenica pomeriggio che mi sono detto quasi vado a fare un volo a Marostica! ho chiamato Aldo, anche lui era a casa che come me guardava il cielo! mezz'ora dopo eravamo "Ai Cuccati"; lasciata la mia auto in atterraggio siamo saliti al decollo, appena sotto i Bielli. La giornata era classica "bastarda" vendo dritto poi all'improvviso entrava il "maledetto est" a 90°. Con Aldo guardiamo, riflettiamo poi la decisione: proviamo ad andare! così lui apre per primo così gli posso controllare la vela in decollo; io apro appena sopra di lui. Aspettiamo il vento giusto! Arriva, bello dritto! Aldo alza la vela, un rapidissimo controllo "tutto OK" gli urlo e lui giù di corsa, 4 passi ed è in volo; dopo 10 secondi di volo, sto per alzare la vela e vedo che Aldo prende una forte discendenza, così mi fermo, ma subito lo vedo risalire addirittura sopra il decollo così lo lascio allontanare e gonfio anch'io, controllo la vela, tutto a posto, giù di corsa e 4 passi dopo sono in volo. Come esco sento una ascendenza, guardo il vario +2: bellissimo! ma non arrivo alla "o" che immediatamente incontro la discendenza che aveva trovato Aldo -3.5 secco! mi guardo in giro e vedo Aldo bello alto così con un occhio seguo Aldo e con un altro cerco spazi per un eventuale atterraggio ma vengo sollevato ancora e questa volta mi ritrovo con una ascendenza di +4.0 fino a quando raggiungo la quota di Aldo che è avanti a me circa 1 km. Voliamo per qualche minuto ad una quota superiore al decollo poi Aldo incontra una forte discendenza all'altezza di Pradipaldo: lo vedo scendere rapidamente ed allora mi guardo ancora in giro e vedo la collina con sopra la croce e penso "beh male che vada atterro lì, sono alto e quindi non ci sono problemi", intanto vedo che Aldo ha ripreso un po' di quota, passa sopra il parcheggio vicino al ristorante e punta deciso verso la valle, così decido che posso procedere anch'io ma ecco incontrare la discendenza che prima aveva incontrato Aldo: è forte arrivo anche a -3.0 costante così mi ripasso mentalmente tutto quanto ho imparato di aerodinamica, comprese le termiche "corporali" e riesco anch'io a passare, forse con i piedi a 1 metro dal guard rail della strada con tutta la gente che prima aveva osservato Aldo ora sta osservando se riesco a passare o come ho sentito dire "Adeso quei se smalta!". Appena in valle Aldo è davanti che vola tranquillo ed io lo seguo e dopo una quindicina di minuti, quando ormai non vi era più nulla che poteva sostenerci, puntiamo all'atterraggio ai Cuccati. Aldo atterra impeccabile come sempre, io arrivo un paio di muniti dopo con Aldo che mi sta guardando. Messi i piedi a terra e recuperata la vela a fiocco ci portiamo tutti e due per ripiegarla e con una gran risata rivediamo le fasi del volo con le discendenze "carogna" che ci stavano fregando ed Aldo mi dice, contentissimo, "è un volo da ricordare!". E così è stato perché in più occasioni, quando ci vedevamo, soprattutto quando si volava a Marostica, il nostro "mitico volo" ritornava fuori e ci facevamo una bella risata felci di aver superato assieme tutti gli imprevisti incontrati, ma entrambi ci siamo sempre detti "la prossima volta però non partiamo". Aldo mi mancherà tanto ed in questi giorni l'ho pensato spesso con il suo sorriso bonario e sempre contento di poter volare. Questo è un carissimo ricordo di un pomeriggio di una domenica passata con Aldo e non lo scorderò mai; ogni volta che mi ricordo di questo avvenimento risento la voce e le parole di Aldo. Questo è forse il mio ricordo più presente di un volo con Aldo, forse perché eravamo solo noi due, forse perché ci siamo trovato un pomeriggio a guardare il cielo con la voglia di volare ciascuno a casa propria ed è scaturito tutto in meno di mezz'ora. Io Aldo me lo ricorderò sempre felice come l'ho visto in quell'atterraggio "Ai Cuccati". MatteoScaldaferro, 13 marzo 2007 Aldo è stato il mio secondo incontro ufficiale nel mondo del volo libero. Prima c’è stato Fabio, ovviamente, poi fin dal primo campetto, ormai qualche anno fa, ecco lui. Avevo spesso creduto e molto temuto che nell’ambito del parapendio avrei trovato tante persone esuberanti, atteggiamenti esagerati, comportamenti da superuomini. E invece, nella torrida estate 2003, in un campetto bruciato dal sole, mentre ero alle prese con cordini e bretelle ecco che si avvicina un signore di mezza età, educato e tranquillo che con modi gentili mi aiuta e rassicura. Era lui. Una persona che non avrei mai detto passasse tanto tempo della sua vita a centinaia di metri da terra. Eppure davvero quel signore era un uomo fuori dal comune, ma non nel senso che temevo io, ma nel senso più bello che potessi immaginare. Lì, insomma, Aldo mi ha sorpreso per la prima volta. Nelle settimane successive, filtrato dalla sua pazienza e dalla sua serenità , ma anche dalla sua serietà, l’approccio al volo è risultato più semplice del previsto. La sua presenza in decollo dava a tutti la fiducia necessaria, mentre sorridendo pronunciava la fatidica frase: “veloci …. stendere”, riferendosi alle nostre vele. Capace com’era di sdrammatizzare i piccoli incidenti di percorso, le inevitabili esitazioni. Avere Aldo vicino ti faceva stare bene. All’inizio è stato così per il volo. Poi piano piano la cosa si è allargata. Quando col tempo ho cominciato a conoscerlo anche per quello che c’era al di là del parapendio. E qui mi ha di nuovo sorpreso. A partire da qualche breve discorso e dalle prime confidenze ho iniziato a guardare dentro di lui. E così ho incontrato un po’ del suo mondo. Un dolce e complesso universo interiore, fatto di sogni, interessi, fragilità, passioni, fatiche, attese, entusiasmi, affetti e inquietudini. Un universo autentico, di un uomo trasparente, che si traduceva in uno straordinario e tenace amore per la vita. Non perché Aldo credesse che la vita fosse un divertimento facile facile. Anzi, non mi sembra che per Aldo la vita sia sempre stata semplice e, di sicuro, qualche volta ha dovuto farci i conti duramente. Ma perché, forse proprio per questo, aveva imparato a dare valore anche alle cose più comuni. Conosceva la meraviglia anche per ciò che ci accompagna quotidianamente e che normalmente non siamo in grado di apprezzare come dovremmo: dal passeggiare con il cane, al curare il giardino e i suoi fiori; dal guardare i colori della natura nelle sue montagne allo scambiare due parole in atterraggio; dall’ascoltare un po’ di musica, a raccogliere quell’erba selvatica così buona per farci il risotto. Cose così, insomma. Mica altro… Ma quanto amore ci metteva sempre. È questo meraviglioso candore di Aldo che mi sbalordiva ogni volta e che più di ogni altro aspetto mi resterà di lui. E lo stesso era con le persone. Da quelle più intime a quelle che conosceva solo di vista. E’ per questo cha ad Aldo vogliono tutti bene. E’ per questo che la sua casa in questi giorni è stata così piena di gente e che oggi siamo così tanti, qui, per salutarlo. Perché lui di tutti sapeva vedere i lati positivi; quel poco di bene che c’è e questo ci faceva sentire un po’ migliori. Sicuramente sapeva vedere i nostri limiti, ma nonostante questo (e forse proprio in nome di quei limiti) sapeva voler bene a ciascuno di noi. A ognuno in modo diverso e per cose diverse: per quello che possiamo dare, per quello che riusciamo a fare e a essere, nel nostro piccolo. E poi aveva probabilmente raggiunto quell’equilibrio che lo metteva in grado di distinguere subito ciò per cui valeva la pena amareggiarsi e ciò per cui non valeva proprio la pena prendersela. E d’altra parte, come osservava in questi giorni Cristina, chi lo ha mai visto non dico arrabbiarsi, ma anche solo prendere in giro qualcuno con malizia? Questo suo modo di interpretare la vita lo trasferiva anche nel volo. Era bravo Aldo. Ma non tentava imprese clamorose, non voleva strafare, non cercava di stupire. Sì, ogni tanto lo chiamavo “Acroaldo”, dopo che mi raccontava o scriveva di un suo volo particolarmente bello. Ma non mi riferivo a sue manovre azzardate, era solo che “acro” era l’anagramma di “caro” e allora ogni tanto mi piaceva iniziare così le mail che gli inviavo. Aldo non era uno spericolato, sapeva quello che faceva e volava per divertirsi, non per dimostrare qualcosa a qualcuno. A lui bastava godersi quei momenti di libertà e giocare con l’aria, appagato dall’emozione di guardare i suoi luoghi dall’alto, sospeso nel vuoto. Una serenità e una soddisfazione che lo rendevano felice come un bimbo, attorno al quale un po’ tutti ci siamo ritrovati. Un bel gruppo. Una “famiglia allargata”, come dice Nadia. E a me che nei gruppi numerosi mi sento sempre un po’ spaesato, un po’ a disagio, mi capitava allora di pensare: “Basta che ci sia Aldo” e mi sentivo subito più protetto. “Basta che ci sia Aldo”. E allora sapevo che se avessi avuto qualcosa da dire, una debolezza da confessare avrei potuto farlo con lui. Senza imbarazzi, senza paure. Parole messe in buone mani, affidate a chi, con estrema discrezione, sapeva ascoltare e capire. Amava la vita, perché sapeva far tesoro di quello, tanto o poco che sia, che la vita qualche volta ci offre, se sappiamo accoglierlo. Ma gli piaceva così tanto vivere anche perché, con una fortuna meravigliosa e meritatissima aveva potuto fare quell’esperienza rarissima e straordinaria che, in fondo ciascuno di noi sogna e spera di provare. Aveva trovato un amore vero, profondo e dolcissimo che, come ci ricordava Ivana, coltivava ancora oggi con l’entusiasmo e la gioia del primo giorno e che era la sua vera forza. La loro vera forza. Aldo e Ivana, una vita insieme, condividendo ogni momento, ogni scelta, ogni sacrificio e la gioia di un figlio amatissimo, Alessandro, di cui ci eravamo sempre informati sui progressi all’università o sul nuovo lavoro, giusto qualche settimana fa. Aldo e Ivana. Bastava vederli vicini pochi minuti per capire che doveva essere bellissimo per l’uno e per l’altra avere accanto una persona così. Un amore che non lascia rimpianti, né vuoti che non è certo finito sul decollo delle antenne. Era un legame indissolubile, rispetto al quale chi resta non può sentirsi solo. Io penso che Aldo voglia continuare a vivere e gli va benissimo farlo attraverso gli occhi di Ivana e guardando il suo sorriso non vedendo il suo pianto. Qualche anno fa al funerale di un altro caro amico, il prete durante la messa ci disse: “non disperiamoci perché ci è stato tolto, ma ringraziamo perché ci è stato dato, anche se per un tempo più breve di quanto avremmo voluto”. Ecco, secondo me Aldo che, come nessun altro, sapeva isolare il bene in ogni situazione gli avrebbe dato ragione. Forza Aldo, forza Ivana, forza Alessandro e forza anche a tutti noi.
Gabriel"Poi è venuto anche l'impegno serio, l'incarico di aiutante nella scuola di volo, due anni di dedizione a chi iniziava a fare le prime esperienze, agli aquilotti. Un incarico di grande responsabilità, l'assistenza ai decolli, svolto sempre con serietà e precisione. Era quasi magico nell'infondere ai ragazzi la calma necessaria a fare bene le cose, mettendo sempre una parola al momento giusto. Molti hanno “messo le ali” grazie a lui... " Io sono uno di quelli.... non mi dimenticherò mai di lui soprattutto perchè, al contrario di altri, nei miei e nei confronti di tutti riusciva a farti decollare con la carica e la tranquillità addosso....il mio primo volo l'ho fatto con lui ed è forse l'unico che ricordo perfettamente. Abbiamo perso una grande persona.
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