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S. Michele

Ma che bella giornata...

26 settembre 2004, Trofeo di precisione

 

Quando, due mesi fa, il comitato organizzatore della festa patronale di S. Michele di Bassano mi ha contattato ho aderito con piacere: chiedevano se era possibile fare una "gara di parapendio" durante la manifestazione.

Parlando con il V.L. Montegrappa abbiamo pensato che era una bella occasione per farci vedere in un posto relativamente nuovo. Ora che è passata direi che è stata un'ottima scelta, anche grazie ad una meteo assolutamente favorevole!

 

Dopo un primo volo mattutino nella valle adiacente, dove per combinazione c'era una manifestazione podistica con almeno 2/3000 persone che brulicavano sulle colline tutto attorno all'atterraggio, verso le 12 mi sono spostato presso il "centro operativo" in attesa delle "iscrizioni". Perché le virgolette? Perché abbiamo organizzato la cosa molto alla buona: dovevo solo verificare le coperture assicurative e distribuire i buoni pasto ai partecipanti, e visto che li conoscevo tutti non è stato molto difficile. Alla fine c'erano 26 iscritti più alcuni che, malgrado il tutto fosse gratuito, non se la sentivano di affrontare "la gara" e hanno preferito farsi un volo senza impegno.

 

Unico piccolo intoppo: l'atterraggio... Con l'organizzazione avevamo individuato l'area nei pressi del campo sportivo ma si erano dimenticati di dirmi che metà sarebbe stata occupata da capannoni, cucine e giostre. Abbiamo così optato per un prato vicino che però non era molto ampio. Le vie di fuga, quelle sì grandi, erano costituite da due campi di mais e sono cominciate subito le scommesse su chi si sarebbe finito dentro!

Le formalità sono finite ben prima delle 13 e, visto che il programma "ci" prevedeva dalle 14 in poi, molti hanno deciso di approfittare del pranzo sociale della comunità (era presente in pratica tutto il paese). In un cielo terso appena striato da qualche cirro si cominciavano intanto a vedere, alti, i primi para che, partiti probabilmente da Borso, stavano facendo rotta verso Thiene. Altri, partiti da decolli più vicini, giravano senza difficoltà termiche generose anche a quote inferiori. La smania di salire ha così cominciato a serpeggiare prima ancora di sedersi a tavola, al punto che, dopo il pasticcio di carne, ho dovuto sollecitare il secondo per i piloti perché rischiavo di doverli legare alle panchine (e forse sarebbero saliti anche con quelle addosso!).

Poco prima delle due, fatte le auto, i primi sono saliti al decollo utilizzato a Pasqua per il trofeo Montegrappa.

Io, purtroppo per me, sono rimasto in atterraggio per le misurazioni. Fortunatamente ero assistito da "Franca", Nadia e Viviana (in rigoroso ordine alfabetico) che mi hanno tenuto compagnia...

Viste le condizioni davvero eccellenti mi aspettavo di dover attendere a lungo prima di veder arrivare qualcuno.

 Invece, non si sa se volontariamente o meno, gli atterraggi sono cominciati quasi subito, verso le 14.30.

Peccato che il "nuovo" atterraggio fosse separato dalla festa da 50 m di campo di mais, rendendo così impossibile la visione degli atterraggi da chi stava ancora pranzando e obbligando il pubblico a spostarsi.

All'inizio gli atterraggi sono stati radi ma hanno comunque richiamato un discreto pubblico mentre la maggior parte si accontentava di guardare le decine di vele in volo alle quote e nei posti più diversi tra la Valsugana, Bassano e Marostica, oltre che sui monti.

L'atterraggio, specie nelle prime ore del pomeriggio, si è dimostrato piuttosto tecnico e non sono mancati i passaggi radenti "a fil di pannocchia" come quello di Anna o peggio ancora di Stefano, che se ne è messe in tasca un paio prima di spuntare fuori e atterrare regolarmente. Dopo le 15 è cominciato lo show vero e proprio, quando la maggior parte ha cominciato a scendere. Vari gli episodi: Italo che atterra corto, ma talmente corto da finire PRIMA del campo di riserva,

Pieretto (arrivato in volo da Borso assieme a Marco) che dà prova della sua perizia atterrando quasi in spirale, Loris che invece infiocchetta una decina di spettatori (contenti) seduti a bordo campo 

. Ci sono stati anche alcuni capitomboli perché i piloti arrivavano un po' sbilanciati sul bersaglio: nessuna conseguenza e tanto divertimento per i presenti.

Alla fine nessuno è "riuscito" ad aggiudicarsi l'ambito "premio panocia": tutti sono atterrati fuori dal mais. Solo Francesco, in occasione del suo secondo biposto, ha depositato la vela sulla prima fila di piante, finendo immediatamente immortalato 

.

Le condizioni sono poi calate un po', favorendo atterraggi più precisi mentre il cielo, velandosi un po', si spogliava lentamente dei colori della giornata.

Poco dopo le 17 gli ultimi atterraggi hanno chiuso la parte sportiva della festa: rimanevano le premiazioni. Nell'attesa i ragazzi sono andati al tendone dei viveri a far valere il loro buono pasto, con annessa bibita, quasi sempre alcolica (siamo Veneti...). E' spuntata pure una torta fatta da Antonella, contrabbandata all'interno del capannone. Potete perciò immaginare come fossero tutti belli carichi quando, poco dopo le 18, sono iniziate le premizioni: erano in 30 ma parevano 300... 

Sono stati nominati tutti i partecipanti e tutti sono passati dal palco a prendere la loro razione di applausi (e a saccagnare il sottoscritto). Questa la classifica finale: 1. Nicola Antico, detto Whagoosh (perché? Chiedetelo a lui!), 2. Roberto Prodan (brevettato da 7 giorni e quindi ancora senza soprannome), 3. Daniele Baccega "Pieretto". Menzione Speciale per Giuliano Paccagnella: ha fatto un risultato che gli sarebbe valso il secondo posto, ma fuori gara. Per lui una bottiglia di rosè che era già vuota prima di toccare il tavolo dell'allegra brigata.

 

 

 

 

 

Per chiudere vorrei ringraziare di cuore tutti i partecipanti: se è stata una bella giornata lo si deve soprattutto allo spirito con cui l'abbiamo vissuta: senza stress e con tanta voglia di divertirci.

Per finire un grande grazie al comitato organizzatore della festa, in particolare allo speaker, e al neo consigliere comunale Orfeo Reginato per aver pensato a noi!

All'anno prossimo: se ci vorranno ancora torneremo di certo.